Cosa mangiare in Islanda: guida (ironica e onesta) ai piatti tipici islandesi
Curioso di provare la cucina islandese? Beh, lascia stare… meglio la fame. Scherzi a parte, come in molte altre cucine nordiche, anche quella islandese è frutto di necessità più che di creatività. Il clima rigido e i terreni poco coltivabili hanno storicamente orientato l’alimentazione verso ciò che c’era: agnello, pesce e latticini. Oggi, grazie alle serre geotermiche, le cose sono cambiate: le verdure non sono più un miraggio e nemmeno un lusso, quindi puoi tirare un sospiro di sollievo.
Ecco una panoramica (semi-seria) dei piatti tipici islandesi: alcuni li abbiamo assaggiati, altri li abbiamo… gentilmente evitati.
1. Hákarl – Lo squalo fermentato
Il piatto nazionale per antonomasia (più per fama che per consumo effettivo) è l’Hákarl, uno squalo della Groenlandia fermentato e lasciato a stagionare per 4-5 mesi. L’odore è micidiale, il sapore pare peggio. Chi l’ha provato racconta esperienze al limite del trauma gastronomico. Tour culinari lo propongono ai turisti coraggiosi. Noi? No, grazie. Sinceramente, spendere tanto per pentirmene non è il mio stile.
2. Hangikjöt – Agnello affumicato
Secondo gli islandesi, il piatto nazionale è questo: l’hangikjöt. L’agnello affumicato è parte integrante delle festività natalizie e simbolo della pastorizia locale. Chi l’ha provato dice sia delizioso.
3. Plokkfiskur – Stufato di pesce
Uno dei comfort food islandesi: pesce bollito (di solito merluzzo o eglefino), patate, cipolle e panna. Non l’abbiamo provato perché – spoiler – budget limitato = street food e supermercati. Ma è molto apprezzato, soprattutto nelle case islandesi.
4. Harðfiskur – Snack di pesce essiccato
Un classico spuntino islandese: filetti di pesce essiccato al vento, da sgranocchiare come patatine (ma con odore decisamente più “marino”). Lo trovi ovunque, anche al supermercato. Occhio però: non tutti i nasi reggono l’impatto.
5. Kjötsúpa – Zuppa di agnello
Un piatto caldo e confortante, perfetto per le fredde giornate islandesi. Brodo, agnello e verdure. Nei ristoranti è spesso presente, anche in versione “self-service”.
6. Svið – Testa di pecora
Sì, hai letto bene. La testa di pecora bollita è un piatto tradizionale islandese. Poco presente nei menù dei ristoranti, più facile trovarla nei freezer dei supermercati. Forse non per tutti i palati… o stomaci.
7. Pylsur – L’hot dog islandese
Forse il miglior hot dog del mondo. Non lo diciamo solo noi, lo dice anche Bill Clinton. I Pylsur sono famosi per la loro combinazione di carne (anche di agnello), cipolle croccanti, senape dolce e remoulade. Il nostro giudizio? Promosso a pieni voti! Questo è il baracchino che li vende. Non spaventarti se trovi fila, scorre velocemente!
8. Humar – Aragosta islandese
Deliziosa, ma cara. L’Humar, ovvero l’aragosta islandese, è considerata una prelibatezza. Si trova nei ristoranti più raffinati e anche confezionata nei supermercati. Noi l’abbiamo solo guardata. Da lontano.
9. Kleinur – La ciambella nordica
Ciambella fritta, poco dolce, perfetta per accompagnare un caffè. Un tempo legata alle festività, oggi è un dolce quotidiano in Islanda. Semplice, ma buono.
10. Skyr – Yogurt islandese
Iconico. Simile allo yogurt greco, ma tecnicamente un formaggio fresco. Proteico, cremoso, disponibile in mille gusti. Io l’ho mangiato tutte le mattine: economico, buono, nutriente.
Cibi islandesi controversi (ma esistono)
Oltre a squalo e agnello, ci sono anche carni che fanno discutere:
Carne di balena: tecnicamente legale, ma fortemente criticata. Gli islandesi la consumano raramente: è rivolta quasi esclusivamente ai turisti. Circa il 65% della carne venduta finisce nei ristoranti per stranieri.
Pulcinella di mare: in passato era una necessità alimentare, oggi è una rarità nei piatti locali. Anche in questo caso, è più probabile trovarla nei menù “turistici”.
Carne di cavallo: parte della tradizione, ancora presente in alcune macellerie e ristoranti. Culturalmente controversa, ma consumata da alcuni.
E quindi, cosa ho effettivamente mangiato in Islanda?
Tolti Skyr e hot dog, che sono diventati i miei punti fermi, la maggior parte dei pasti li abbiamo cucinati negli appartamenti. Supermercato, prodotti locali (salmone affumicato, pane tipico, qualche birra islandese) e via.
Unica eccezione: una zuppa servita dentro una pagnotta (io ho scelto quella ai funghi, i miei compagni quella all’agnello), in un piccolo locale a Reykjavík che serve praticamente solo questo. Ottima, economica (per gli standard locali) e abbondante.
E poi… il fish & chips migliore della mia vita. Migliore anche di quello scozzese che finora aveva il mio cuore. Purtroppo il locale non esiste più: si trovava a Grindavík, una delle città colpite dall’eruzione vulcanica del 2023. Un pezzo di cuore (e di merluzzo) se n’è andato con lui.
La cucina islandese non è per tutti i gusti, ma offre esperienze gastronomiche uniche. Dallo squalo fermentato allo Skyr, ogni piatto racconta qualcosa del territorio e della storia dell’isola. Assaggia quello che ti ispira, evita quello che ti spaventa… e goditi il viaggio, anche a tavola.
Sei vegetariano o vegano?
Se sei vegetariano o vegano, niente panico: non morirai di fame. È vero, la cucina tradizionale islandese non brilla per piatti a base di verdure, ma soprattutto a Reykjavík la scena veg è viva e vegeta (letteralmente). Troverai locali 100% plant-based, opzioni vegetariane in quasi tutti i menù e supermercati ben forniti. Vuoi sapere dove andare senza dover leggere mille recensioni? Dai un’occhiata al nostro articolo dedicato: Dove mangiare vegetariano e vegano a Reykjavik.
Se vuoi saperne di più su come risparmiare mangiando in Islanda, leggi anche il nostro articolo sui supermercati islandesi.
Hai assaggiato qualcosa di strano durante il tuo viaggio in Islanda? Scrivilo nei commenti!
Pippi
L’Esploratrice Instancabile... Da bambina viaggiava solo con l’immaginazione, oggi non si ferma mai. Divoratrice di città, musei e culture, Pippi organizza ogni itinerario al dettaglio, con timetable alla mano... rigorosamente con scarpe comode e zaino in spalla.
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