Itinerario Islanda Inverno: 8 Giorni On the Road Fai da Te + Mappe e Info utili
Itinerario 8 giorni Islanda in Inverno
Se sei alla ricerca di un viaggio che ti faccia sentire piccolo davanti alla potenza della natura, dove il silenzio è rotto solo dal rumore delle cascate e il cielo può esplodere di colori grazie all’aurora boreale… allora l’Islanda in inverno fa decisamente per te. In questo itinerario di 8 giorni ti porto alla scoperta di paesaggi lunari, spiagge nere, ghiacciai e geyser: preparati, sarà un’avventura indimenticabile!
Giorno 1: Arrivo a Keflavik e prima notte a Reykjavik
Quasi certamente attererai a Keflavik (KEF), l’unico aeroporto internazionale dell’isola, a circa 45 minuti da Reykjavik. Puoi raggiungere la capitale con i mezzi o con un taxi, ma il mio consiglio, per muoverti più autonomamente, è noleggiare un auto, rigorosamente un 4×4 con gomme chiodate: in inverno è l’unica scelta sensata per affrontare la strada in sicurezza. 📌 Leggi i nostri consigli sulla guida in Islanda (ti salveranno dal chiamare il carroattrezzi).
Inizia il tuo viaggio dal palato! Fai il primo incontro con la cucina islandese (leggi anche il nostro articolo dedicato ai piatti tipici islandesi). Ma attenzione: in Islanda i ristoranti chiudono presto, spesso già alle 21, e i prezzi possono essere davvero alti.
Se arrivi tardi o vuoi contenere il budget, ti consiglio di prenotare alloggi con cucina e fare la spesa al supermercato. Il più economico è Bónus (quello con il maialino rosa), presente in diverse zone di Reykjavik, perfino in centro! Tieni presente però che chiude alle 22.
Se hai bisogno di un supermercato aperto 24 ore, c’è un Nettó poco fuori dal centro, lungo la strada principale che porta in città. Per saperne di più, leggi anche la nostra guida completa ai supermercati in Islanda.
Giorno 2: Golden Circle – Tra Storia, Geyser e Cascate
Iniziamo il tour con il celebre Golden Circle, un classico imperdibile a pochi chilometri da Reykjavik.
Þingvellir National Park: qui puoi camminare letteralmente tra due continenti, nella spaccatura tra le placche tettoniche nordamericana ed eurasiatica. Un luogo ricco di fascino geologico e storico: proprio qui nacque il primo parlamento vichingo nel 930 d.C.
Geysir: l’area geotermica dove ogni manciata di minuti il geyser Strokkur erutta colonne d’acqua bollente alte fino a 20 metri. Geysir, quello originale, oggi è dormiente ma resta una leggenda. Mentre Grande Geyser erutta meno di frequente rispetto a Strokkur, ma le sue colonne d’acqua bollente possono raggiungere i 60 metri.
Gullfoss: la “cascata dorata”, è uno spettacolo maestoso. Possente, scenografica, semplicemente ipnotica. Preparati a restare senza parole… e forse anche a bagnarti! In caso di vento forte (cosa tutt’altro che rara), gli schizzi d’acqua possono arrivare ovunque. Per non farti cogliere impreparato, dai un’occhiata al nostro approfondimento su come vestirsi in Islanda in inverno.
Hai voglia di immergerti in acque calde dopo tutto questo freddo? A meno di 30 minuti da Gullfoss c’è Gamla Laugin, meglio conosciuta come Secret Lagoon: una piccola oasi di relax tra i vapori geotermici.
È la piscina più antica d’Islanda, costruita nel 1891, alimentata naturalmente dalle sorgenti calde circostanti. L’atmosfera è intima e autentica, molto meno turistica rispetto alla Blue Lagoon, perfetta per rilassarsi in pieno stile islandese.
Concludi la giornata con una vera emozione: la caccia all’aurora boreale. Se è la tua prima volta, ti consiglio di affidarti a un tour organizzato: le guide locali sanno leggere il cielo e portarti nei luoghi giusti al momento giusto. In alternativa, puoi cercare un alloggio immerso nella natura, lontano dall’inquinamento luminoso, e tentare l’avvistamento in autonomia. Io avevo prenotato una guesthouse sperduta nei dintorni di Flúðir, ma quella sera il cielo era coperto e l’aurora si è fatta desiderare.
📌 Leggi anche:
➡️ Aurora Boreale: cos’è, come e dove vederla
➡️ I migliori alloggi in Islanda dove vedere l’Aurora Boreale
Giorno 3: Cascate del Sud e Spiagge Nere
On the road lungo la costa sud, oggi è il giorno delle cascate. La prima tappa è Seljalandsfoss, seguita subito dopo da Gljúfrabúi, nascosta dietro una parete rocciosa: un vero gioiello segreto. Se ami i trekking fuori rotta, a poca distanza da qui c’è anche Sauðafoss. Attenzione però: la strada è dissestata e poco segnalata, quindi serve prudenza. Ma se riesci ad arrivarci, sarai ripagato da una vista mozzafiato: la cascata scende altissima lungo una gola che si apre verso l’oceano. Magica è dire poco.
Ultima cascata della giornata: Skógafoss. Sì, un’altra, ma fidati: questa è imperdibile. Alta circa 60 metri, potente e scenografica. Se il vento è forte, potresti bagnarti in pochi secondi. Noi siamo finiti in una tormenta di neve e, nel giro di un attimo, la cascata è letteralmente scomparsa: un secondo prima era lì, un secondo dopo era solo nebbia bianca. Ma anche questo è il bello dell’Islanda, no?
Curiosità: una scena di Game of Thrones è stata girata proprio qui! Vuoi sapere quali altri luoghi islandesi compaiono nella serie? Dai un’occhiata al nostro articolo dedicato.
Se ti va di camminare, proprio da Skógafoss parte un sentiero che segue il fiume verso l’interno: noi non lo abbiamo percorso per intero, ma abbiamo contato almeno otto cascate lungo il tragitto.
Prossima tappa: Dyrhólaey, a soli 30 minuti in auto. È uno dei punti più a sud dell’Islanda e da quassù puoi ammirare panorami spettacolari in ogni direzione: da un lato la spiaggia nera infinita, dall’altro la celebre Reynisfjara. Passeggia fino al faro e affacciati sull’Arco Naturale di Dyrhólaey. Occhio però al vento: qui può raggiungere anche 80 km/h. Cappuccio tirato su e macchina fotografica ben salda!
Infine, raggiungi Reynisfjara dall’altro lato (15 minuti in auto). C’è un parcheggio comodo e dei servizi (a pagamento). Passeggia sulla famosa spiaggia di sabbia nera, osserva i faraglioni e addentrati nella grotta scavata nel basalto: il paesaggio sembra uscito da un film fantasy.
⚠️ Attenzione alle onde: sono tra le più pericolose d’Europa. Controlla sempre il “semaforo” all’ingresso della spiaggia e resta solo nelle zone indicate.
Ti consiglio di trovare un alloggio in zona: se il cielo è sereno, questa è una delle aree migliori per avvistare l’aurora boreale.
Giorno 4: Jökulsárlón e il Ghiacciaio Vatnajökull
Parti presto verso la laguna glaciale di Jökulsárlón, uno dei luoghi più affascinanti d’Islanda. Insieme alla vicina Diamond Beach, questo posto cambia volto ogni giorno: potresti trovare enormi iceberg galleggiare placidamente nella laguna o vederli arenati sulla spiaggia come diamanti di ghiaccio.
Piccola nota: non sempre troverai lo scenario da cartolina, anche in inverno può capitare di vedere solo qualche frammento di ghiaccio. Ma niente panico! Magari la foto non sarà da copertina Instagram, ma ti assicuro che l’atmosfera resta mozzafiato.
Qui sei ai piedi del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa. Per esplorarlo devi per forza affidarti ad una guida locale, che ti fornirà tutta l’attrezzatura necessaria. Ti consiglio caldamente di includerlo nel tuo itinerario: si stima che il ghiacciaio arretri di circa 40 metri ogni anno, quindi ogni visita conta.
P.S.: il ghiacciaio è accessibile solo nei mesi invernali, quindi approfittane!
Se ti rimane tempo e luce a sufficienza, ti consiglio una deviazione verso Svartifoss, la “cascata geometrica” incorniciata da colonne di basalto scurissimo: un contrasto straordinario con il bianco della neve. Considera però che il sentiero richiede almeno 30 minuti di cammino in salita e non è illuminato, quindi pianifica bene in base all’orario del tramonto per evitare rischi.
In serata, tieni d’occhio il cielo: vedere l’aurora boreale riflessa nella laguna di Jökulsárlón è una delle esperienze più magiche di tutta l’Islanda.
Giorno 5: Ritorno sulla Ring Road
È il momento di salutare la costa est e rimettersi in marcia lungo la Ring Road.
Il viaggio di ritorno è l’occasione perfetta per recuperare quelle tappe saltate all’andata per colpa del meteo (cosa che, in Islanda, succede spesso!).
Nel nostro caso, siamo riusciti finalmente a rivedere Reynisfjara con il sole: molto più suggestiva senza la pioggia battente. E stavolta siamo anche saliti sul promontorio di Dyrhólaey, che due giorni prima era stato chiuso dalla protezione civile a causa del vento troppo forte, e fidati, lì il vento fa sul serio.
Se ti stuzzica l’idea di visitare il relitto dell’aereo a Solheimasandur, ti lascio un parere onesto: io lo sconsiglio in inverno. Il posto ha il suo fascino post-apocalittico, ma per raggiungerlo hai solo due opzioni:
prendere la navetta (circa 20 € a persona più il costo del parcheggio),
oppure affrontare quasi 4 km a piedi nel nulla, senza ripari dal vento e con temperature glaciali.
In inverno può diventare pericoloso, al punto che in passato alcuni turisti hanno perso la vita per assideramento. Meglio evitare, a meno che le condizioni siano perfette e tu sia davvero ben attrezzato.
Noi abbiamo preferito proseguire verso l’Eyjafjallajökull Info Point, il centro visitatori dedicato al celebre vulcano Eyjafjöll, diventato famoso nel 2010 per aver mandato in tilt il traffico aereo di mezza Europa. Quando siamo arrivati era chiuso, ma ci siamo comunque fermati qualche minuto per ammirare il vulcano in tutta la sua imponenza. Merita davvero una pausa.
Infine, se all’andata non hai avuto modo di fermarti, questo è il momento buono per rivedere Seljalandsfoss, Gljúfrabúi e magari anche Sauðafoss, se ti va un po’ di esplorazione fuori dai sentieri battuti.
Consiglio per la serata? Concludi la giornata con una birra ghiacciata (e magari un bel burger con patatine) al Valhalla Restaurant, nel paesino di Hvolsvöllur (tranquillo, è di strada).
L’atmosfera ti catapulta direttamente in una sala banchetti vichinga. Mentre sorseggi la tua birra artigianale, puoi sfidare gli amici a biliardino, provare il lancio dell’ascia o visitare il piccolo ma curato museo sulla storia dei Vichinghi. Insomma, un mix perfetto tra comfort food, divertimento e cultura, tutto in un unico locale!
Giorno 6: Reykjavik
Sveglia presto: oggi si torna a Reykjavik per esplorare la capitale islandese!
Inizia da Laugavegur, la via principale della città, piena di caffè, ristoranti e negozietti colorati. È pedonale e perfetta per una passeggiata tra vetrine originali e street art. Se sei in cerca di idee per un regalo o un ricordo da portare a casa, qui troverai sicuramente qualcosa di unico, e se hai dubbi, dai un’occhiata alla nostra guida ai migliori souvenir islandesi.
Laugavegur termina nei pressi della spettacolare Hallgrímskirkja, la chiesa diventata simbolo di Reykjavik, con la sua architettura ispirata alle colonne di basalto. Un altro simbolo della città è Solfar (Sun Voyager), una scultura in acciaio che raffigura un’imbarcazione vichinga e che si affaccia sull’oceano: perfetta per una foto al tramonto.
Una delle attività più popolari in città è la crociera per l’avvistamento delle balene. Tuttavia, attenzione al mal di mare: anche se non ne soffri di solito, le acque possono essere molto mosse (io sono rimasto con lo stomaco sottosopra per ore!). Inoltre, le uscite vengono spesso cancellate per maltempo, ma niente paura, il rimborso o la riprogrammazione è garantita.
Se preferisci restare all’asciutto (e al caldo), Reykjavik offre diversi musei interessanti:
Il Museo Nazionale d’Islanda, che ripercorre la storia del Paese dall’epoca vichinga ai giorni nostri.
Il Perlan, un moderno museo interattivo dedicato alla natura islandese, con una cupola panoramica da cui ammirare tutta la città. Oppure il FlyOver Iceland, un’attrazione di simulazione di volo immersiva che permette di “volare” sopra i paesaggi più spettacolari dell’Islanda, senza lasciare la città.
E poi c’è lui: l’Icelandic Phallological Museum, il museo più curioso (e chiacchierato) d’Islanda, che ospita una collezione di veri organi sessuali maschili appartenenti a oltre 200 specie di mammiferi. Qui è tutto a tema… pene, persino il menù del caffè!
Se invece sei in cerca di relax, ti consiglio qualche ora alla suggestiva Sky Lagoon, una spa geotermica con vista sull’oceano.
E per concludere la giornata in bellezza, non dimenticare di tenere d’occhio il cielo: se il meteo è favorevole, una nuova caccia all’aurora boreale è sempre una buona idea!
Giorno 7: Trekking sul vulcano Fagradalsfjall o gita fuori porta a Kirkjufell
Per l’ultimo giorno pieno in Islanda, puoi scegliere tra due esperienze completamente diverse ma ugualmente affascinanti.
La prima opzione è un’escursione al vulcano Fagradalsfjall, il più recente d’Islanda, attivo dal 2021 e situato sulla penisola di Reykjanes. Un trekking tra colate laviche ancora visibili e paesaggi lunari: un’occasione unica per camminare su terra giovane e ancora calda di storia geologica.
⚠️ Attenzione: controlla sempre gli aggiornamenti ufficiali prima di partire. L’area è soggetta a chiusure improvvise e in passato sono state disposte evacuazioni precauzionali, come nel villaggio di Grindavík, a causa dell’attività vulcanica.
Se invece il trekking ti sembra troppo impegnativo (soprattutto in inverno), un’alternativa perfetta è una gita fuori porta fino a Kirkjufell, a circa 2 ore e 30 da Reykjavik.
Conosciuta come la “montagna della chiesa”, questa vetta conica e perfettamente simmetrica, affacciata sull’oceano, è una delle immagini più iconiche d’Islanda, apparsa anche in serie TV e copertine di riviste.
Noi, inizialmente, avevamo pianificato il trekking sul Fagradalsfjall, ma come spesso accade in Islanda (e soprattutto d’inverno), il meteo ha deciso per noi. La nostra escursione è saltata perché abbiamo dovuto recuperare la crociera per l’avvistamento delle balene, cancellata il giorno precedente.
Niente roccia fumante per noi, ma in compenso abbiamo avvistato tre balene e navigato tra le acque gelide del golfo di Faxaflói. Anche questo è il bello di viaggiare in Islanda: imparare ad adattarsi e godersi ogni sorpresa!
Hej! È la tua ultima occasione per cercare la fatina verde che danza nel cielo. Allontanati quanto più possibile dall’inquinamento luminoso e punta lo sguardo a nord e verso l’alto.
Giorno 8: Relax alla Blue Lagoon e rientro
Ultima tappa: Blue Lagoon, perfetta prima di volare via. Le sue acque geotermiche azzurre, ricche di minerali, sono un vero toccasana. Il centro benessere offre anche:
Maschera al silicio inclusa
Drink al pool bar
Accappatoio incluso
Consiglio: non restare a mollo più di 2 ore e proteggi bene i capelli con balsamo o cuffia, l’acqua è molto ricca di minerali.
Situata a sud, ma non troppo lontana dall’aeroporto di Keflavik, è il finale perfetto per un viaggio epico.
L’Islanda in inverno è un viaggio che va oltre il paesaggio: è un’esperienza che si vive con tutti i sensi.
Tra neve, ghiaccio, vento e silenzi profondi, ogni giorno è diverso dal precedente e ogni deviazione può trasformarsi in qualcosa di indimenticabile. Questo itinerario di 8 giorni ti porterà tra cascate leggendarie, spiagge nere, ghiacciai e aurore improvvise, ma sarà la strada, e tutto ciò che non avevi previsto, a rendere il viaggio davvero tuo.
Ricorda di controllare sempre il meteo, scaricare l’app SafeTravel.is e parti attrezzato, ma con la mente aperta.
Perché in Islanda, il piano migliore è farsi sorprendere.
Buon viaggio, viaggiatore del freddo!
Eric
Il Navigator... Innamorato dei paesi nordici, dei fiordi e delle aurore boreali, è l’anima orientata di Passione Itinerari: con lui, non ci si perde mai.
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2 Comments
Elena
Bellissimo itinerario! 🤩 Ne prenderò sicuramente spunto per il mio viaggio a metà febbraio.
Eric
Grazie Elena! Se hai bisogno di altri consigli non esitare a scriverci. Buon viaggio nella terra dei folletti!