Yucatán e Chiapas on the road: 15 giorni tra rovine Maya e spiagge caraibiche
Itinerario 15 giorni tra Yucatán e Chiapas
Hai sempre sognato un viaggio che unisse storia, natura, cultura locale e relax tropicale? Questo itinerario fa per te. In 15 giorni andrai alla scoperta del cuore pulsante del mondo Maya: templi nascosti nella giungla, città coloniali, villaggi sospesi nel tempo e acque color turchese. Il viaggio parte dal fascino misterioso dei siti archeologici per concludersi con un meritato relax tra cenotes e spiagge bianchissime bagnate dal Mar dei Caraibi.
Consiglio pratico: Per vivere lo Yucatán al massimo, il modo migliore è noleggiare un’auto. Le strade principali sono buone e ti daranno la libertà di muoverti in autonomia.
GIORNO 1 – Arrivo a Cancún / Trasferimento a Valladolid
Benvenuto in Messico! Probabilmente atterrerai a Cancún nel pomeriggio o in serata, dopo uno scalo intercontinentale. Ritira l’auto a noleggio direttamente in aeroporto e lascia momentaneamente Cancún (la rivedrai alla fine del viaggio): ti aspetta Valladolid, a circa 2 ore di guida.
Se arrivi entro cena, regalati un primo assaggio della cucina yucateca in uno dei ristoranti locali. Hai tempo e sei un viaggiatore instancabile? Fai due passi nel centro storico: la città è famosa per le 7 chiese coloniali e per il Cenote Zací, raggiungibile a piedi dalla piazza principale.
⚠️ Attenzione: se percorri l’autostrada tra Cancún e Valladolid, tieni presente che c’è un pedaggio da pagare solo in contanti (le carte non sono accettate). Ti conviene prelevare qualche peso già in aeroporto, anche se il cambio non è particolarmente vantaggioso. Il pedaggio costa circa 410 pesos (circa 19 €).
ℹ️ Curiosità: tra Cancún e Valladolid c’è una differenza di fuso orario di un’ora. Sì, anche se sembrano vicinissime. Un dettaglio in più per complicare un po’ il jet lag.
GIORNO 2 – Chichén Itzá e Mérida
Dopo una bella colazione a Valladolid, metti la sveglia presto e parti alla volta di Chichén Itzá, uno dei siti archeologici più celebri del mondo e simbolo della civiltà Maya. Arrivare entro le 8 del mattino è fondamentale: eviti la calura soffocante delle ore centrali e soprattutto le comitive di turisti che arrivano in pullman da Cancún e dalla Riviera Maya.
Il sito è imponente e ricco di fascino. Al centro svetta la Piramide di Kukulkan, perfettamente orientata astronomicamente: durante gli equinozi, le ombre proiettano l’immagine di un serpente piumato che scende lungo la scalinata. Tutt’intorno, si estendono templi, campi da gioco, osservatori astronomici e colonne scolpite: un vero museo a cielo aperto che racconta la potenza spirituale e politica dell’antica città.
Per apprezzarlo davvero, il consiglio è quello di affidarti a una guida locale, che ti racconterà i significati nascosti dietro ogni dettaglio architettonico e ogni simbolo inciso nella pietra. Se non vuoi prenotare in anticipo, puoi trovare guide ufficiali all’ingresso, spesso disponibili anche in italiano.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 36 € (più economico rispetto all’acquisto online)
🎟️ Ingresso + guida (opzionale ma consigliato): circa 68 €
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 – 2 ore
Dopo la visita, raggiungi il vicino villaggio di Pisté, dove troverai diverse taquerie e ristorantini con ottima cucina locale. Se vuoi mangiare qualcosa di tipico, prova la cochinita pibil o i panuchos, specialità dello Yucatán.
Nel pomeriggio, riprendi il viaggio verso Mérida, la capitale dello stato dello Yucatán, distante circa 1 ora e mezza. La città ti accoglie con le sue facciate color pastello, le strade acciottolate e una miscela affascinante di cultura Maya e architettura coloniale spagnola.
Passeggia nella Plaza Grande, il cuore della città, dove si affacciano edifici storici come la Cattedrale di San Ildefonso (una delle più antiche delle Americhe), il Palacio de Gobierno con i murales di Fernando Castro Pacheco, e la Casa de Montejo, residenza dell’antico conquistador.
Pernotta in città, e la sera non perderti uno degli spettacoli folkloristici gratuiti organizzati dall’ufficio del turismo. Ogni giorno, in diverse piazze della città, potrai assistere a danze tradizionali, giochi con il fuoco o partite di pok-ta-pok, l’antico gioco della palla dei Maya. Il Paseo de Montejo, elegante boulevard in stile francese, è perfetto per una passeggiata serale tra ristoranti, caffè e palazzi storici.
GIORNO 3 – Uxmal e San Francisco De Campeche
Lascia Mérida di buon’ora e dirigiti a sud-ovest verso Uxmal, uno dei siti archeologici più eleganti e meno affollati dello Yucatán. Il tragitto dura circa 1 ora e 20 minuti, attraversando una campagna verde e silenziosa che sembra quasi annunciare la grandiosità che ti aspetta.
A differenza di Chichén Itzá, Uxmal è meno turistico ma altrettanto (se non più) affascinante. Qui non troverai solo una piramide, ma un’intera città costruita secondo principi cosmici e con uno stile architettonico ricco di decorazioni geometriche e simboli scolpiti. L’edificio più impressionante è la Piramide dell’Indovino, unica nel suo genere per la base ellittica e la leggenda secondo cui fu costruita in una sola notte da un nano dotato di poteri magici. Accanto, si sviluppano i quartieri del Nuns Quadrangle, il Campo del gioco della palla, il Palazzo del Governatore e la spettacolare Casa delle Tartarughe.
Passeggiare per Uxmal è un’esperienza quasi mistica: i turisti sono pochi, i suoni della giungla accompagnano la visita e si respira ancora una sacralità antica. Anche qui è possibile affidarsi a una guida all’ingresso, anche se la maggior parte sono disponibili solo in spagnolo o inglese. Non è indispensabile, ma può aiutarti a cogliere meglio i simboli astronomici e religiosi scolpiti ovunque.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 20–25 € (tasse governative da pagare in contanti)
🕒 Orari: 8:00 – 16:00
⏱️ Tempo di visita: 2 ore
A pochi minuti dal sito, lungo la strada principale, si trova il Museo del Cioccolato (Choco-Story): una tappa interessante soprattutto se viaggi con bambini o sei curioso di scoprire come i Maya utilizzavano il cacao in cerimonie religiose e nella vita quotidiana. Il museo si visita in autonomia tra padiglioni immersi nel verde, con animali locali (coati, tucani, scimmie) e dimostrazioni dal vivo della preparazione del cioccolato tradizionale.
Terminata la visita, rimettiti in macchina in direzione San Francisco de Campeche, sulla costa del Golfo del Messico. Il tragitto dura circa 2 ore, ed è tutto su strada asfaltata e tranquilla.
Campeche è una città che sorprende. Fondata dagli spagnoli nel XVI secolo su un insediamento Maya preesistente, è una delle poche città del Messico ad aver conservato intatte le sue mura difensive e i bastioni militari, costruiti per difendersi dai pirati caraibici. Appena arriverai, noterai subito la bellezza delle sue case colorate, le strade perfettamente ordinate e un’atmosfera rilassata, lontana dal caos delle località più turistiche.
Fai una passeggiata lungo il Malecón, il lungomare che regala viste magnifiche sul Golfo, soprattutto al tramonto. Poi addentrati nel centro storico, Patrimonio Unesco, delimitato ancora oggi dalla cinta muraria originale. Da vedere assolutamente: la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il Palacio Municipal, il Baluarte de San Carlos (oggi sede del Museo della Città) e la Casa 6, elegante residenza coloniale trasformata in centro culturale.
Se arrivi in tempo, puoi iniziare a visitare uno o due baluardi; altrimenti dedicaci il giorno seguente, perché meritano davvero. E la sera, rilassati in uno dei tanti ristorantini con vista sulla piazza o sul mare: la cucina di Campeche ha influenze creole, caraibiche e messicane, e offre piatti a base di pesce fresco, polpo, camarones al mojo de ajo (gamberi all’aglio) e pan de cazón, una specie di lasagna di tortillas e pesce tipica della zona.
GIORNO 4 – San Francisco De Campeche
Dimentica per un attimo piramidi e giungla: oggi ci si immerge nel cuore elegante e ordinato di una città che, più che messicana, a tratti sembra europea. Campeche è un gioiello coloniale affacciato sul Golfo del Messico, una città che ha saputo conservare con cura il suo passato, tanto da meritarsi il titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco già nel 1999.
Puoi iniziare la giornata dal Parque Principal, la piazza centrale attorno alla quale si sviluppa il centro storico. Qui affacciano la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, costruita tra il XVII e il XVIII secolo, e il Palacio Municipal, spesso animato da eventi e mostre temporanee. La piazza è circondata da portici e caffè, perfetti per una colazione lenta sotto il sole del Golfo.
Da qui puoi partire per un itinerario a piedi che segue l’antico tracciato delle mura. Sì, perché Campeche è una delle poche città in America Latina ad aver conservato gran parte delle sue fortificazioni: bastioni, porte e tratti di cinta muraria si alternano creando un percorso culturale affascinante e ben segnalato.
📍 Prima tappa: il Baluarte de la Soledad, che ospita oggi il Museo de Estelas Maya: una piccola ma preziosa collezione di stele scolpite provenienti da siti archeologici della regione, utilissima per approfondire l’arte, la scrittura e la cosmologia dei Maya.
📍 Prosegui poi fino al Baluarte de Santiago, che ospita il Jardín Botánico Xmuch Haltun, un giardino tropicale dove scoprire oltre 200 specie di piante endemiche tra fontane, statue e zone d’ombra ideali per una pausa.
📍 Seguendo il circuito delle antiche mura, raggiungerai anche il Baluarte de San Pedro, che spesso ospita esposizioni temporanee di artigianato locale.
📍 Tappa obbligata è la Puerta de Tierra, una delle antiche porte di accesso alla città, ancora perfettamente conservata. Qui si tiene ogni sera (tempo permettendo) uno spettacolo di luci e suoni che racconta la storia coloniale e la resistenza ai pirati: semplice ma suggestivo, è una bella occasione per rivivere la storia della città in modo visivo.
🎟️ Spettacolo Puerta de Tierra: circa 60 MXN (3 €)
🕒 Orario: 20:00 (controlla in loco, può variare)
⏱️ Durata: 40 minuti circa
📍 Se vuoi completare il circuito delle fortificazioni, puoi passare anche dal Baluarte de San Carlos, sede del Museo della Città, che offre una panoramica fotografica e storica su Campeche attraverso i secoli. Non perderti l’accesso alla terrazza panoramica sopra le mura e la visita alle antiche celle sotterranee.
📍 Da qui, puoi proseguire fino alla Puerta del Mar, l’antica porta affacciata sul mare, dove un tempo attraccavano le navi provenienti dall’Europa. Oggi è un semplice arco tra due edifici moderni, ma ha ancora un fascino particolare, soprattutto se riesci a immaginarlo ai tempi delle incursioni dei corsari.
Se durante il giro ti viene fame, ti consiglio di dirigerti verso il mercato della città, nei pressi della Puerta de Tierra. Qui puoi assaggiare le delizie della cucina campechana, come i tacos de cazón (a base di carne di squalo), la panucha de cochinita o semplicemente bere un cocco fresco tagliato al momento e servito in un sacchetto con ghiaccio e cannuccia, come si usa da queste parti.
Il pomeriggio può scorrere con una passeggiata rilassata lungo il Malecón, il lungomare che costeggia la città e offre una vista spettacolare al tramonto. Se vuoi cambiare prospettiva, puoi anche partecipare a un giro in barca, disponibile con partenza dal porto turistico, per vedere la città dal mare e osservare i bastioni dal punto di vista dei pirati che un tempo ne minacciavano la sicurezza.
📍 Se vuoi uscire dal centro storico: puoi fare un salto nel quartiere di San Román, dove si trova la storica chiesa nera dedicata al Cristo Negro, molto venerata dalla popolazione locale. La zona è autentica e meno turistica, con piccoli negozi, laboratori di artigiani e ritmi più lenti.
La sera, torna nel centro e lasciati guidare dall’istinto: le stradine illuminate, i locali all’aperto, la musica dal vivo e i profumi della cucina tradizionale ti aiuteranno a trovare il posto perfetto per cenare. I camerieri sono spesso gentilissimi e pronti a raccontarti le ricette locali, quindi non avere fretta: a Campeche il tempo ha un altro ritmo, e sarebbe un peccato rovinarlo con la frenesia.
GIORNO 5 – da Campeche a Palenque (con tappa a Escárcega)
Oggi ti aspetta un lungo trasferimento: si lascia la costa del Golfo per addentrarsi nella selva del Chiapas, fino a raggiungere Palenque, uno dei siti archeologici più suggestivi del Messico. Il tragitto in auto da Campeche dura circa 5 ore, ma puoi spezzarlo con una tappa lungo la strada.
Tappa rifornimento – Escárcega
Escárcega è una città di passaggio senza particolari attrazioni turistiche, ma utile per una pausa pranzo o una sosta tecnica. Qui trovi ristorantini semplici con cucina locale, stazioni di servizio, bancomat e supermercati: l’ideale per rifornirti prima di entrare nella giungla del Chiapas, dove i servizi scarseggiano e il cellulare spesso non prende.
Arrivo a Palenque
Proseguendo lungo la Carretera Federal 186, si entra nel cuore della Selva Lacandona. Il paesaggio cambia visibilmente: l’aria si fa più umida, la vegetazione si infittisce e iniziano le prime curve. Gli ultimi chilometri verso Palenque sono spesso accompagnati da scimmie urlatrici e canti di uccelli tropicali, un’anticipazione della natura che troverai nei prossimi giorni.
Arrivando nel pomeriggio, ti consiglio di sistemarti in hotel e rilassarti un po’ prima della giornata intensa del giorno seguente. Palenque è una cittadina piccola e tranquilla, ma ben organizzata per il turismo. Hai due opzioni principali per dormire:
Nel centro del paese, dove trovi hotel economici, ristoranti, ATM e negozi.
Lungo la strada per il sito archeologico, nella zona chiamata El Panchán, immersa nella giungla: qui ci sono cabanas, eco-lodge e ristoranti all’aperto, spesso con musica dal vivo la sera. È la scelta perfetta se vuoi vivere un’esperienza più immersiva nella natura.
Per cena, prova il pollo en mole, una specialità locale, oppure assaggia i tamales chiapanecos accompagnati da una birra artigianale. In centro ci sono diversi locali semplici ma autentici. Se ti trovi a El Panchán, fermati da Don Mucho’s, un classico tra i viaggiatori: atmosfera rilassata, cucina varia e spesso musica dal vivo tra le candele e i suoni della giungla.
GIORNO 6 – Palenque, Cascate di Misol-Há e Agua Azul
Svegliarsi a Palenque significa aprire gli occhi tra i suoni della giungla: il verso rauco delle scimmie urlatrici, gli uccelli tropicali che attraversano il cielo e l’aria carica di umidità e profumo di vegetazione. È il momento perfetto per esplorare una delle città sacre più straordinarie della civiltà Maya, immersa nella natura e circondata da mistero.
Mattina – Visita al sito archeologico di Palenque
Tra tutti i siti Maya del Messico, Palenque è quello che meglio combina suggestione naturale e grandiosità architettonica. Il sito si sviluppa su una collina coperta dalla selva, con piramidi, templi e palazzi che sembrano riemergere lentamente dal verde.
A colpire non è solo la monumentalità delle costruzioni, ma anche l’eleganza dei rilievi scolpiti e la complessità del pensiero cosmologico che li ha generati. Qui fu ritrovata la famosa tomba di Pakal il Grande, sovrano potentissimo che fece costruire il Tempio delle Iscrizioni, uno dei pochi sepolcri reali mai scoperti in una piramide mesoamericana.
Da vedere assolutamente:
Tempio delle Iscrizioni
Palazzo Reale, con i suoi corridoi, torri e cortili
Tempio del Sole e Tempio della Croce
Acquedotto e canalizzazioni sotterranee, un capolavoro ingegneristico in anticipo sui tempi
L’atmosfera è unica: spesso una leggera nebbia si alza tra gli alberi, creando un senso di intimità e sacralità. Ti consiglio di arrivare presto per evitare il caldo e goderti il sito in relativa quiete. Le guide sono presenti all’ingresso e meritano soprattutto se vuoi approfondire i significati simbolici delle raffigurazioni.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 4 € (sito) + 4 € (parco nazionale)
🕒 Orari: 8:00 – 16:30
⏱️ Tempo di visita: 2 – 2,5 ore
Tarda mattinata – Cascata di Misol-Há
A circa 30 minuti di auto dal sito si trova la Cascata di Misol-Há, un salto d’acqua di 35 metri che cade in una piscina naturale circondata da foresta tropicale. È una tappa breve ma scenografica: puoi camminare lungo un sentiero che ti porta dietro la cascata, in una grotta umida e scura da cui esce un filo d’acqua sotterraneo.
Il posto è perfetto per rinfrescarsi, fare foto e prendersi una pausa immersi nella natura. L’acqua è fresca ma balneabile (se le condizioni lo permettono) e ci sono spogliatoi e bar per uno snack.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 2 €
⏱️ Tempo di visita: 45 min – 1 ora
Pomeriggio – Cascate di Agua Azul
Proseguendo per circa 1h15 di auto (strada stretta e tortuosa, guida con prudenza), si arriva a uno dei luoghi più iconici del Chiapas: le Cascate di Agua Azul.
Qui il fiume Xanil scorre tra pietra calcarea e sali minerali, creando una serie di salti d’acqua e pozze dal colore azzurro intenso… sempre che non abbia piovuto di recente, altrimenti l’acqua diventa marrone. Nei giorni di sole il contrasto tra il verde della selva e il turchese delle cascate è semplicemente magico.
Puoi camminare lungo i sentieri che costeggiano il fiume, fermarti in una delle vasche naturali per un bagno, oppure semplicemente rilassarti all’ombra mangiando pesce fritto o tamales chiapanecos nei chioschi dei venditori locali. È un luogo molto amato anche dai messicani, quindi aspettati un po’ di gente, ma l’area è abbastanza grande da trovare sempre un angolo tranquillo.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 1,5 € (strada) + 1,5 € (parco)
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 – 2 ore
⚠️ Attenzione: lungo la strada per Agua Azul possono esserci posti di blocco informali di comunità locali che chiedono un piccolo pedaggio. Nulla di pericoloso, ma è bene portare contanti spiccioli e evitare di viaggiare dopo il tramonto.
Rientro a Palenque
In serata rientra a Palenque (circa 1h30). Dopo una giornata così ricca, ti meriti una cena rilassata con piatti locali e magari un cocktail alla guanábana o al maracuyá. Se ti trovi ancora nella zona di El Panchán, puoi goderti uno spettacolo di danza con il fuoco o musica dal vivo, spesso organizzati nei ristoranti all’aperto.
GIORNO 7 – San Cristóbal De Las Casas
Lasci alle spalle la giungla tropicale di Palenque per salire verso gli altipiani del Chiapas. La strada è lunga e tortuosa, ma affascinante: curve su curve, boschi di pino e villaggi indigeni ti accompagnano in un viaggio di transizione tra due mondi, dalla selva al mondo delle montagne, delle tradizioni tzotzil e delle città coloniali.
Mattina – Trasferimento Palenque > San Cristóbal de las Casas
Parti presto, idealmente tra le 6:00 e le 7:00, per affrontare con calma le 5 – 5,5 ore di viaggio. Lungo il tragitto potresti incrociare venditori di frutta tropicale, piccoli mercati improvvisati lungo la strada o semplici panorami rurali che raccontano un Messico più autentico e lontano dalle rotte turistiche classiche.
⚠️ Nota: la strada è piena di curve e dossi artificiali (“topes”). Se soffri il mal d’auto, prepara in anticipo acqua, snack leggeri e qualche rimedio contro la nausea.
Pomeriggio – Benvenuto a San Cristóbal
Arriverai nel primo pomeriggio a San Cristóbal de las Casas, ex capitale del Chiapas e una delle città più affascinanti del sud del Messico. Situata a oltre 2.100 metri di altitudine, ha un’aria frizzante e un’energia vivace, grazie all’incontro tra cultura indigena, atmosfera coloniale e spirito bohémien.
Dopo il check-in in hotel, inizia la tua esplorazione del centro storico, compatto e interamente pedonale, perfetto da girare a piedi.
Da non perdere:
La Cattedrale: affacciata su Plaza 31 de Marzo, ha una facciata giallo intenso con dettagli barocchi e interni sobri ma eleganti. È il cuore simbolico della città.
Plaza 31 de Marzo: la piazza principale, sempre animata da artisti di strada, musicisti e venditori ambulanti. Ottima per prendere un caffè e osservare la vita cittadina.
Templo de Santo Domingo: una delle chiese più belle del Chiapas, con una facciata rosa barocca riccamente scolpita e un mercato artigianale vivace proprio davanti. Qui troverai tessuti, gioielli in ambra, cappelli e oggetti in lana prodotti dalle comunità indigene locali.
Puoi concludere la giornata con una passeggiata al tramonto lungo la calle Real de Guadalupe, la via pedonale più piacevole della città, tra locali con musica dal vivo, librerie indipendenti e botteghe d’arte.
💡 Consiglio: a questa altitudine le serate sono fresche anche d’estate. Porta con te una felpa o una giacca leggera.
GIORNO 8 – San Juan De Chamula, Zinacatán e Palenque
Oggi esplori l’anima più autentica e misteriosa del Chiapas, tra riti sincretici, villaggi tzotzil e colline coperte da campi di mais e pini. È una giornata intensa e affascinante, fatta di piccoli incontri, riti antichi e forti contrasti tra cultura indigena e influenza coloniale.
Ti muoverai tra San Juan de Chamula, Zinacantán e poi tornerai a goderti San Cristóbal con occhi nuovi.
Puoi visitare i villaggi in autonomia (con auto, taxi o collettivi) oppure con un tour guidato (consigliato se vuoi approfondire il significato dei riti religiosi e avere accesso alle case locali). Durata media: 5–6 ore.
Mattina – San Juan de Chamula
A soli 10 km da San Cristóbal, San Juan de Chamula è un villaggio autonomo, con leggi e polizia proprie, dove si parla principalmente tzotzil e si pratica un sincretismo religioso unico al mondo.
Il cuore del paese è la Iglesia de San Juan, una chiesa cattolica… solo in apparenza. L’interno è completamente spoglio, senza panche, con il pavimento coperto da aghi di pino, candele accese ovunque e fedeli inginocchiati a pregare tra incenso, offerte, uova, coca-cola e galline.
I riti che vi si celebrano combinano credenze preispaniche, pratiche curative e simboli cristiani.
💡 Importante: vietato scattare foto all’interno della chiesa. Fallo e potresti ritrovarti nei guai.
🎟️ Ingresso alla chiesa: circa 2 €
Dopo la visita, fai un giro nella piazza centrale dove si tiene il mercato, e se riesci, entra in una bottega tessile locale: i vestiti tradizionali di Chamula, tutti neri e in lana grezza, raccontano molto dell’identità della comunità.
Tarda mattina – Zinacantán
A circa 15 minuti da Chamula si trova Zinacantán, altro villaggio tzotzil, ma molto diverso: qui domina il colore. Gli abiti delle donne sono decorati con ricami floreali vivaci, spesso viola o rosa, e l’economia si basa soprattutto sulla coltivazione di fiori e la produzione di tessuti.
Con una visita guidata puoi entrare in una casa tradizionale, assistere alla tessitura a telaio, assaggiare tortillas appena fatte sul comal e comprendere meglio il ruolo delle donne nella vita della comunità.
🎟️ Offerta consigliata alla famiglia ospitante: 3–5 € a persona
⏱️ Tempo medio per entrambe le visite: 4 ore (partendo la mattina)
Pomeriggio – pranzo veloce a San Cristóbal e trasferimento a Palenque
Torna a San Cristóbal per il pranzo o un caffè. Dopo pranzo, lascia l’altopiano e scendi nuovamente verso la selva del Chiapas. La strada è la stessa che hai fatto il giorno prima, quindi già sai cosa aspettarti: curve, dossi, venditori di frutta e piccoli villaggi lungo la via.
🕒 Partenza consigliata: 14:00
⏱️ Durata stimata: 5 – 6 ore
📍 Arrivo a Palenque: tra le 19:00 e le 20:00
Puoi alloggiare nel centro di Palenque o nella zona alle porte del parco archeologico, più tranquilla e immersa nel verde.
💡 Consiglio cena: opta per un ristorante semplice nei pressi dell’hotel, anche solo per un piatto di arroz con pollo e una birra fresca. Dopo una giornata così, basta poco per essere felici.
GIORNO 9 – Trasferimento a Chetumal e arrivo a Quintana Roo
Oggi ti aspetta una lunga giornata di viaggio, ma è il ponte necessario per rientrare nello stato di Quintana Roo, in direzione della prossima tappa del tuo itinerario: Tulum.
Il tuo obiettivo è raggiungere Chetumal, la città più a sud dello stato, affacciata sul mar dei Caraibi e a pochi chilometri dal confine con il Belize.
Mattina – Partenza da Palenque
Ti conviene partire presto: ti aspettano circa 6,5–7 ore di strada, a seconda del traffico e delle pause. Lungo il percorso potrai attraversare paesaggi diversi: l’altopiano montano del Chiapas lascerà spazio a zone sempre più piatte e calde, fino ad arrivare alla fascia costiera dello Yucatán meridionale.
💡 Consiglio: se sei in auto a noleggio, fai rifornimento a Comitán o Xpujil, perché i distributori lungo la strada non sono sempre attivi. Porta con te snack, acqua e qualcosa da ascoltare: è il classico giorno da on the road.
Pomeriggio – Arrivo a Chetumal: città di frontiera, ma non solo
Chetumal è una città tranquilla, spesso vista solo come punto di passaggio, ma in realtà offre alcune opportunità interessanti, soprattutto se arrivi entro metà pomeriggio:
Zona Arqueológica de Dzibanché e Kinichná: due siti maya minori ma suggestivi, immersi nella giungla, con templi ben conservati e pochissimi turisti. Ideali per una visita senza fretta.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 4 €
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 – 2 ore
Museo de la Cultura Maya: piccolo ma ben curato, racconta in modo semplice ma efficace la storia e la cosmovisione del mondo maya, con reperti, plastici e installazioni multimediali.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 2 €
⏱️ Tempo di visita: 45 min – 1 ora
Passeggiata sul lungomare: se preferisci prendertela con calma, rilassati con una passeggiata lungo il Boulevard Bahía, da cui si può ammirare il mare caraibico e, in lontananza, le coste del Belize.
In alternativa – Tour pomeridiano a Bacalar
Se arrivi a Chetumal in tempo e non sei troppo stanco, potresti raggiungere Bacalar in circa 30–40 minuti e prendere parte a un tour in barca sulla laguna, tra le sue acque cristalline, i cenotes sommersi e il Canale dei Pirati.
🎟️ Tour in barca (2h): circa 20–25 €
🕒 Partenze nel pomeriggio: tra le 15:00 e le 17:00
⏱️ Tempo visita: 2 ore circa
Se invece arrivi tardi, nessun problema: prenditi una serata tranquilla. Chetumal ha una scena gastronomica interessante, tra ristoranti di pesce fresco, cucina yucateca e influenze belizeane.
💡 Consiglio cena: prova il ceviche locale o un piatto di cochinita pibil in una taquería del centro.
GIORNO 10 – Arrivo a Tulum, Zona Archeologica e Spiagge
Oggi lasci definitivamente la parte più selvaggia e isolata del Messico e raggiungi la costa caraibica: destinazione Tulum, una delle perle della Riviera Maya.
Per farcela entro metà mattina, ti conviene partire all’alba: il viaggio è lungo (circa 3h senza pausa), ma ne vale la pena.
Attraversi strade dritte e circondate da giungla bassa. Il traffico è scarso, ma le condizioni dell’asfalto possono essere altalenanti. Fai rifornimento prima di lasciare la città e porta con te acqua e snack: la prima vera sosta sarà Tulum.
Tarda mattinata – Zona archeologica di Tulum
Appena arrivato, vai direttamente al sito archeologico: è una delle rovine più iconiche del Messico, con i templi maya affacciati sul mare turchese.
Nonostante sia molto visitato, conserva un’atmosfera particolare, grazie alla posizione panoramica e alla vegetazione che lo circonda.
Puoi seguire questo ordine per la visita:
Zona archeologica generale
El Castillo, il tempio più imponente, a picco sulla scogliera
Templo de los Frescos, con resti ben conservati di affreschi maya
Playa Ruinas, la piccola spiaggia ai piedi del sito: accessibile solo da dentro il parco, perfetta per un bagno suggestivo
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 4 €
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo visita: 2 – 2,5 ore
💡 Porta il costume nello zaino: fare un tuffo sotto le rovine è un’esperienza unica.
Pomeriggio – Playa Paraíso
Esci dal sito e in pochi minuti a piedi raggiungi Playa Paraíso, una delle spiagge più spettacolari della zona. Sabbia bianca, palme inclinate e bar con ombrelloni in legno: il posto perfetto per rilassarti dopo la visita.
⏱️ Tempo consigliato: 2 ore
💡 Se vuoi noleggiare lettino e ombrellone, chiedi prima se è obbligatoria la consumazione.
Sera – Sistemazione e relax
In serata, rientra in hotel per una doccia e magari una cena leggera nel pueblo di Tulum. Rispetto alla zona hotelera, qui l’atmosfera è più autentica e meno patinata.
GIORNO 11 – Cenotes, Laguna e vita locale a Tulum
Oggi ti muovi tra alcune delle meraviglie naturali più belle dello Yucatán: cenotes profondi, lagune turchesi e un po’ di vita locale nel centro di Tulum.
💡 Giornata consigliata per chi ha un’auto a noleggio, ma si può organizzare anche con taxi o tour collettivi.
Mattina – Gran Cenote
Uno dei cenotes più noti e fotografati della zona, perfetto per iniziare la giornata con un bagno rigenerante. Puoi nuotare, fare snorkeling tra pesci e tartarughe, o rilassarti su una piattaforma di legno all’ombra.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 18 €
🕒 Orari: 8:00 – 16:45
⏱️ Tempo visita: 1,5 – 2 ore
Tarda mattinata – Cenote Dos Ojos
Un sistema di cenotes e grotte davvero impressionante, che si può esplorare anche con guida e torcia. L’acqua è cristallina e le cavità sotterranee creano un ambiente quasi irreale.
Uno dei migliori luoghi per lo snorkeling in cenote.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 20–25 € (base) / con guida e attrezzatura snorkeling: +10 €
⏱️ Tempo visita: 2 – 2,5 ore
💡 Le acque sono fresche: porta una maglia termica se sei freddoloso.
Pomeriggio – Laguna de Kaan Luum
Un vero gioiello nascosto: una laguna circolare dai colori intensi, con una profondità centrale che crea sfumature blu e verdi spettacolari. Niente barche, solo pontili di legno e silenzio.
Perfetta per nuotare, prendere il sole e rilassarsi nel tardo pomeriggio.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 4 €
🕒 Orari: 9:00 – 16:00
⏱️ Tempo visita: 1,5 – 2 ore
Sera – Pueblo di Tulum
Rientra in città per una serata tranquilla nel centro, tra mercatini, ristoranti e locali.
Puoi provare un’autentica tlayuda oaxaqueña, un piatto tipico che spesso si trova nei mercati serali, oppure fermarti per un cocktail in uno dei bar con terrazza sul corso principale.
GIORNO 12 – Cobá o Riserva di Sian Ka’an
Oggi puoi scegliere tra due esperienze profondamente diverse, a seconda di ciò che desideri dal tuo viaggio: avventura nella giungla e archeologia oppure snorkeling, natura incontaminata e fauna marina. Noi abbiamo optato per la prima, più economica e logisticamente semplice da organizzare, un ottimo compromesso tra cultura e relax. Ma non lo nascondo: l’idea di tuffarci tra le mangrovie e nuotare con i delfini ci ha lasciato con l’acquolina in bocca. Una buona scusa per tornare, no?
Opzione 1: Visita al sito archeologico di Cobá
A circa 1 ora da Tulum, immerso nella giungla, il sito di Cobá è uno dei più suggestivi dell’intera regione. Le sue rovine si estendono su un’area molto vasta, collegata da sentieri ombreggiati che puoi percorrere a piedi, in bici o con i triciclos (risciò a pedali).
Qui trovi la piramide più alta dello Yucatán, Nohoch Mul, che fino a pochi anni fa era ancora scalabile. Anche se oggi non si può più salire, la sua presenza tra gli alberi è imponente.
Lontano dalle folle di Chichén Itzá o Tulum, Cobá conserva un’atmosfera silenziosa e selvaggia.
🎟️ Biglietto d’ingresso: circa 5 €
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo visita: 2 – 3 ore (in base a come ti muovi nel sito)
💡 Consiglio: noleggia una bici all’interno (circa 3 €) per esplorare più facilmente le varie zone del complesso.
Dopo la visita, puoi fermarti a pranzare in uno dei ristoranti locali nel piccolo villaggio di Cobá o rientrare a Tulum per un pomeriggio di relax.
Opzione 2: Tour nella Riserva della Biosfera di Sian Ka’an
Se preferisci la natura incontaminata, dedica la giornata alla scoperta della Riserva di Sian Ka’an, Patrimonio UNESCO. Si accede con tour organizzati (è difficile entrare in autonomia) che includono:
Navigazione tra lagune e canali di mangrovie
Avvistamento di fauna marina: delfini, tartarughe, lamantini (se sei fortunato)
Snorkeling sulla barriera corallina
Tempo libero su spiagge remote dal mare cristallino
La riserva è un paradiso ecologico, tra ecosistemi marini e terrestri che si estendono per decine di chilometri.
🎟️ Costo tour organizzato: tra 100 € e 140 € (in base all’operatore e alla durata)
⏱️ Durata: intera giornata (6 – 8 ore)
🕒 Partenza: solitamente tra le 6:30 e le 8:00 da Tulum
💡 Porta con te: crema solare biodegradabile, cappello, acqua e asciugamano. Il tour spesso include pranzo leggero e trasporto.
GIORNO 13 – Playa del Carmen
Oggi lasci la quiete e lo stile rilassato di Tulum per spostarti poco più a nord, verso una delle località balneari più vivaci della Riviera Maya: Playa del Carmen.
Il percorso è semplice e scorrevole (circa 1h). Se viaggi in auto, approfitta delle prime ore del mattino per evitare traffico; se ti muovi in bus (ADO), ci sono corse frequenti durante tutta la giornata.
Mattina – Relax in spiaggia
Appena arrivato, cerca il tuo angolo di paradiso: Playa del Carmen vanta spiagge bianchissime e acque limpide, ideali per rilassarsi, nuotare o fare snorkeling.
Tra le più belle ci sono:
Playa Mamitas – con stabilimenti, musica e lettini
Playa Punta Esmeralda – più tranquilla, frequentata anche dai locali
Playa del Carmen Beach – a due passi dal centro, ideale per un tuffo rapido
💡 Alcuni tratti sono attrezzati, altri liberi: scegli in base all’atmosfera che cerchi.
Pomeriggio – Quinta Avenida e centro città
Nel cuore della città si snoda la celebre Quinta Avenida, una lunga strada pedonale ricca di negozi, bar, ristoranti, bancarelle e musica ovunque.
Qui puoi fare shopping di artigianato locale, fermarti per un gelato o visitare una piccola chicca culturale: il Museo Frida Kahlo Riviera Maya, che offre una lettura moderna e immersiva della vita e dell’opera della pittrice.
🎟️ Museo Frida Kahlo: circa 10 €
🕒 Orari: 9:00 – 22:00
⏱️ Tempo visita: 45 min – 1 ora
Sera – Cena e vita notturna
La sera Playa del Carmen si trasforma: le luci si accendono, la musica riempie le vie, e ogni angolo diventa un potenziale locale dove fermarsi.
Dai ristoranti più eleganti ai chioschi di tacos de cochinita, puoi gustare una cena tipica a pochi passi dalla spiaggia. Poi, se hai ancora energia, fermati per un cocktail o uno show di musica dal vivo.
💡 La zona tra la 10a e la 12a strada è il cuore della movida, ma ci sono anche rooftop tranquilli per chi cerca un’atmosfera più soft.
GIORNO 14 – Isola di Cozumel e rientro a Cancún
Penultimo giorno di viaggio, ma non per questo meno intenso: oggi salpi verso l’isola di Cozumel, un piccolo paradiso caraibico amato da chi cerca mare cristallino, barriere coralline e spiagge tranquille. Un modo perfetto per salutare lo Yucatán in bellezza.
Mattina – Escursione a Cozumel
Per raggiungere Cozumel basta imbarcarsi dal porto turistico di Playa del Carmen, situato in pieno centro. Le principali compagnie che offrono il collegamento sono: Ultramar, Winjet o Xailing.
🚢 Durata traghetto: circa 45 minuti
🎟️ Biglietti: acquistabili online o direttamente al molo
⏱️ Corse frequenti: ogni 30–60 minuti, dalle 7:00 alle 22:00
Una volta sull’isola, puoi scegliere come muoverti: in scooter, auto a noleggio o taxi privato. Noi avevamo scelto di noleggiare una jeep per esplorare tutta l’isola in libertà, seguendo la strada costiera che la circonda. È un percorso panoramico, punteggiato da spiagge nascoste, bar sulla sabbia, tratti selvaggi di costa e punti perfetti per lo snorkeling.
Tra le spiagge più belle:
Playa Palancar – sabbia bianca e mare calmo, ideale per rilassarsi
El Cielo – accessibile solo in barca, famosa per le stelle marine sul fondale
Punta Sur – con il suo faro, le lagune e l’ecosistema protetto
🎟️ Noleggio jeep/scooter: da 30 € in su (in base al veicolo e alla durata)
⏱️ Tempo consigliato sull’isola: almeno 5–6 ore
A Cozumel puoi anche prendere parte ad un tour in barca per esplorare le barriere coralline e avvistare le tartarughe marine!
Quando il tempo non collabora…
Nel nostro caso, il tempo non è stato dei migliori: il vento era così forte che non si riusciva a stare in spiaggia, né tantomeno fare snorkeling in sicurezza. Abbiamo deciso di restituire la jeep in anticipo e prendere un traghetto prima del previsto per tornare a Playa del Carmen. Da lì, ci siamo messi in viaggio verso Cancún (circa 1h), con un certo anticipo sulla tabella di marcia.
💡 Nota personale: in ogni viaggio ci sono giorni in cui il meteo non è dalla tua parte. Può capitare di dover rinunciare a qualcosa, ma fa parte dell’esperienza. A volte è proprio quel piccolo imprevisto che rende il ricordo ancora più autentico.
GIORNO 15 – Cancún e rientro
Ultimo risveglio in Messico. Prima di dirigerti verso l’aeroporto e restituire l’auto a noleggio, ritagliati qualche ora per dare un’occhiata a Cancún, oltre le spiagge e i resort.
Nonostante sia spesso vista solo come punto di arrivo o partenza, la città offre alcuni scorci interessanti, specie se esplorati al mattino presto, quando la luce è morbida e le strade ancora tranquille.
Cosa vedere a Cancún:
Playa Delfines – per una foto con la celebre scritta colorata “Cancún” e una vista aperta sul mare turchese
Palazzo Municipale – nel cuore della città, un assaggio della vita locale
Mercato Plaza La Fiesta – ideale per acquistare souvenir, spezie o tessuti
Zona Hotelera – l’iconico tratto di costa con hotel, spiagge attrezzate, bar panoramici e lunghi viali bordati di palme
Dopo pranzo, dirigiti con calma verso l’aeroporto, assicurandoti di arrivare almeno 3 ore prima se è un volo internazionale.
Con l’arrivo a Cancún, il tuo viaggio nello Yucatán volge al termine. Hai attraversato giungle e città coloniali, scalato piramidi, nuotato in cenotes e lagune, vissuto il fascino della cultura Maya e la bellezza dei Caraibi.
Che il ritorno porti con sé la meraviglia di ciò che hai visto e la voglia di ripartire, presto o tardi.
Hai più giorni a disposizione? Ecco qualche extra
Se hai tempo in più o vuoi arricchire l’itinerario con tappe meno battute, ecco alcune mete che meritano una deviazione.
Isla Mujeres
A soli 20 minuti di traghetto da Cancún, questa piccola isola è perfetta per lo snorkeling, le escursioni in barca e qualche ora di puro relax a Playa Norte, considerata una delle spiagge più belle del Messico.Las Coloradas
A nord dello Yucatán, queste saline naturali si tingono di rosa acceso grazie ai microorganismi presenti nell’acqua. Un luogo molto fotografato, ma remoto: meglio con tour organizzato da Río Lagartos o Valladolid.Bonampak & Yaxchilán
Due siti archeologici immersi nella Selva Lacandona, nel cuore del Chiapas. Bonampak è celebre per i suoi affreschi ben conservati; Yaxchilán, raggiungibile solo in barca sul fiume Usumacinta, è uno dei siti più scenografici dell’intero Messico. Serve almeno un giorno pieno con partenza da Palenque o da Frontera Corozal.Cascata El Chiflón
A sud di San Cristóbal, nel Chiapas, si trova uno dei salti d’acqua più spettacolari del paese. Una serie di cascate azzurre che scendono tra la vegetazione: il percorso è semplice e panoramico, perfetto per una gita da Tuxtla o Comitán.Ek Balam
Un sito archeologico meno affollato rispetto ai “grandi nomi”, ma molto interessante, a soli 30 minuti da Valladolid. Si può ancora salire sulla piramide principale, da cui si gode una vista aperta sulla giungla.Lago Tziscao (nei Laghi di Montebello)
Un angolo remoto del Chiapas, vicino al confine con il Guatemala. Il lago è parte del Parque Nacional Lagunas de Montebello, noto per i suoi laghi di varie sfumature di blu e verde. Perfetto per chi cerca tranquillità, trekking o una notte in cabanas sul lago.
Domande frequenti (FAQs) su Chiapas e Yucatán
Lo Yucatán e il Chiapas sono sicuri?
Durante il mio viaggio non mi sono mai sentito in pericolo, ma ho sempre cercato di usare il buon senso. In particolare ho evitato di guidare dopo il tramonto, sia per una questione di visibilità che per ridurre al minimo gli imprevisti.
Nel Chiapas, può capitare di incrociare blocchi stradali improvvisati: una corda tesa tra due pali, magari all’ingresso di un villaggio. La prima volta spaventa un po’, ma in realtà spesso si tratta di bambini o anziani che cercano qualche spicciolo in cambio di frutta o dolcetti fatti in casa. All’inizio li abbiamo vissuti con curiosità, poi sono diventati un po’ ripetitivi. Ma fa parte del viaggio: un piccolo scambio umano, non un vero pericolo. Un sorriso e qualche moneta risolvono tutto in pochi secondi.
Possono comparire anche figure armate (a noi non è successo) che pretendono “tasse” o passaggi sicuri. Non si tratta di guerriglieri tradizionali, ma di realtà locali che ribadiscono il proprio controllo del territorio. In molti casi, basta pagare una quota (spesso dai 50 ai 500 pesos) e si passa.
Tieni comunque d’occhio il sito della Farnesina e di Viaggiare Sicuri, aggiornato in tempo reale sulla situazione nelle varie regioni. Come sempre, ogni viaggio richiede un pizzico di attenzione, ma anche tanta apertura.
Per entrare in Messico servono il passaporto e il visto?
Sì, serve il passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di ingresso. Noi lo abbiamo mostrato sia all’arrivo che alla riconsegna del modulo migratorio (o FMM, se te lo consegnano in formato cartaceo).
Il visto, invece, non è necessario per soggiorni turistici fino a 180 giorni, se arrivi con passaporto italiano (o di altri Paesi UE). All’ingresso in aeroporto ti chiederanno l’indirizzo della prima struttura dove alloggerai e i dettagli del volo di ritorno, quindi tienili a portata di mano… non li controllano sempre, ma meglio essere pronti.
Un consiglio: fai una foto o una copia digitale del tuo passaporto e della carta d’ingresso (se te la danno). Anche se oggi molti aeroporti gestiscono tutto in digitale, capita ancora che vengano richieste al check-in o in fase di uscita.
Qual è il periodo migliore per visitare lo Yucatán e il Chiapas?
Secondo me, il periodo migliore per affrontare un viaggio nello Yucatán e nel Chiapas è da novembre a marzo. In questi mesi il clima è più secco, le temperature sono calde ma non afose, e c’è molta meno umidità rispetto all’estate.
Evita, se puoi, i mesi da giugno a ottobre, quando il caldo è davvero intenso e c’è un alto rischio di piogge torrenziali e uragani, soprattutto sulla costa caraibica.
Quanti giorni servono per visitare lo Yucatán e il Chiapas?
Per l’itinerario che ho fatto io, che tocca rovine maya, città coloniali, cenote, spiagge caraibiche e villaggi tradizionali, sono necessari almeno 14 o 15 giorni pieni. È il tempo giusto per vedere bene le tappe principali, senza dover correre da un posto all’altro con il fiatone.
Certo, se hai qualche giorno in più, te lo consiglio vivamente: puoi includere luoghi più remoti come Bonampak, Yaxchilán o Las Coloradas, oppure semplicemente spezzare alcune tratte più lunghe per evitare di passare troppe ore consecutive in auto. Alcuni spostamenti, soprattutto nel Chiapas, sono davvero impegnativi per distanza e tipo di strada.
Insomma, meglio più tempo che meno, ma con due settimane piene riesci già a vivere un viaggio intenso e vario, tra natura, archeologia e mare.
Per guidare in Messico serve la patente internazionale?
No, non è obbligatoria, almeno se hai una patente italiana in corso di validità. Io ho guidato in tutto lo Yucatán e il Chiapas solo con la mia patente italiana, senza alcun problema: le compagnie di noleggio l’accettano tranquillamente, e durante i controlli nessuno mi ha mai chiesto altro.
Detto questo, la patente internazionale è comunque consigliata, soprattutto per una questione di scrupolo e per evitare seccature in caso di incidenti o controlli più approfonditi. Non è complicata da ottenere: basta fare richiesta alla motorizzazione (c’è un po’ di burocrazia, ma niente di impossibile).
Se vuoi stare super tranquillo, falla. Altrimenti, sappi che puoi girare anche senza, come ho fatto io.
Come sono le strade in Messico? La guida è facile?
In generale, le strade principali tra le città turistiche dello Yucatán sono in buono stato. Le autostrade (le famose cuotas, cioè a pedaggio) sono ben asfaltate, poco trafficate e piuttosto sicure. Quelle secondarie, invece, possono essere più dissestate, con buche, topes (dossi rallentatori che sbucano all’improvviso) e segnaletica non sempre chiarissima.
Nel Chiapas cambia un po’ il discorso: le strade sono più tortuose, strette e a volte maltenute, soprattutto quelle che attraversano la giungla o le zone rurali. Aggiungi a questo la possibilità di incontrare animali sulla carreggiata o piccoli blocchi stradali improvvisati da locali, e capisci perché guidare con calma e sempre di giorno è fondamentale.
Io ho noleggiato un’auto con cambio automatico e te lo consiglio vivamente: ti evita stress, soprattutto nei tratti più impegnativi o nei centri urbani trafficati.
Se vuoi approfondire tutto su come guidare in Messico (traffico, cartelli, regole e consigli extra), ho scritto anche un articolo dedicato. Ma intanto, sappi che è assolutamente fattibile, anche se a tratti impegnativo.
Per fare questo viaggio devo per forza noleggiare un'auto?
No, non è indispensabile, ma fa una grande differenza. Io ho scelto di noleggiare un’auto e non me ne sono pentito: ti dà una libertà totale, sia negli orari che nella scelta delle tappe, soprattutto per raggiungere i siti più remoti o meno serviti dai mezzi pubblici. Puoi fermarti dove vuoi, deviare l’itinerario all’ultimo secondo, e non sei vincolato a orari rigidi.
Detto questo, esistono alternative. I bus ADO sono efficienti, comodi, puntuali e coprono bene le principali città e attrazioni. Per spostamenti più brevi ci sono i colectivos, piccoli furgoncini condivisi che seguono una tratta scritta sul parabrezza. Non hanno fermate fisse: basta un cenno dalla strada e si fermano. Economici e rapidi, ma non sempre comodissimi con bagagli grandi.
Dal 2024 è attivo anche il Tren Maya, che collega vari punti della penisola dello Yucatán fino a Palenque. È un’opzione interessante per chi vuole evitare del tutto la guida, anche se è ancora in fase di rodaggio su alcune tratte.
Insomma, puoi farlo anche senza auto, ma se ti piace l’idea di un vero viaggio on the road, noleggiarla ti cambia l’esperienza.
C’è bisogno di qualche vaccino particolare per entrare in Messico?
No, non ci sono vaccini obbligatori per entrare in Messico, ma è sempre buona norma informarsi in anticipo e consultarsi sempre con il proprio medico. Ad esempio, sono consigliati vaccini per: epatite A/B, tetano, febbre tifoide e rabbia.
In ogni caso, stipula sempre un’assicurazione sanitaria. Gli ospedali pubblici in Messico non sono esattamente il top, mentre quelli privati sono ottimi… ma carissimi. L’assicurazione ti salva da spese assurde in caso di imprevisti.
Un paio di accorgimenti extra da non sottovalutare:
- Bevi solo acqua in bottiglia sigillata, anche per lavarti i denti.
- Evita cibi crudi o poco cotti.
- Porta con te dei fermenti lattici.
- Tieni sempre con te un buon repellente per le zanzare (indispensabile, soprattutto nel Chiapas!) e una crema solare ad alta protezione. Il sole picchia forte e l’umidità non aiuta.
Posso pagare tutto con il POS, senza dover prelevare?
Purtroppo no, in Messico la carta non è ovunque ben accettata. Molti posti, soprattutto i pedaggi sulle autostrade, richiedono pagamenti in contanti. Se vuoi farti un’idea di quanto spenderai, ti lascio questo sito utile per calcolare i costi delle tratte.
Anche nei siti archeologici, attenzione: i biglietti spesso si possono pagare con carta solo parzialmente, mentre la tassa governativa va pagata in contanti.
Insomma, conviene sempre avere un po’ di contanti con sé per evitare sorprese o code inutili. Io di solito prelevo poco alla volta, così non porto troppi soldi in giro ma non resto mai a corto.
Come posso chiamare e rimanere connesso in Messico?
Quando sono stato lì, ho trovato due opzioni: comprare una SIM locale, come quella di Telcel o AT&T, oppure usare una SIM virtuale, che è decisamente più comoda e veloce da attivare, soprattutto se non vuoi perdere tempo alle bancarelle.
Un consiglio importante: nel Chiapas, soprattutto nelle zone più remote, la copertura telefonica può essere davvero instabile o assente. Per questo, scarica sempre le mappe offline di Google Maps prima di partire, così non rischi di perderti o restare senza indicazioni proprio quando ti servono di più. Io l’ho fatto e mi ha salvato più di una volta!
Come vestirsi per andare in Messico?
Vestiti comodo, sempre. Soprattutto se viaggi tra Yucatán e Chiapas, dove il clima cambia parecchio da zona a zona. Nello Yucatán fa caldo e umido praticamente sempre, quindi meglio puntare su abiti leggeri, traspiranti e facili da lavare. L’umidità può essere pesante, quindi evita tessuti sintetici.
Nel Chiapas, invece, la sera può rinfrescare parecchio, soprattutto in montagna (San Cristóbal de las Casas docet), quindi porta con te una giacchetta o una felpa. Anche nei cenote, l’acqua è spesso fredda: una maglia termica leggera (o una muta se vuoi immergerti) potrebbe tornarti utile se sei freddoloso.
Per i siti archeologici, ti consiglio scarpe da trekking leggere o comunque scarpe comode: si cammina tanto e su terreni spesso sconnessi.
E ovviamente, non dimenticare costume da bagno, occhiali da sole, cappellino e crema solare a protezione alta. Le spiagge caraibiche ti aspettano!
In Messico esiste la mancia?
Sì, la mancia fa parte della cultura locale, soprattutto nelle zone turistiche. Non è obbligatoria, ma è attesa, e spesso richiesta con una certa disinvoltura.
A volte ti verrà chiesto direttamente se vuoi aggiungerla quando paghi col POS, altre volte la troverai già inclusa nel conto (controlla sempre la voce propina sullo scontrino). Nei ristoranti meno turistici o nei mercati, invece, la mancia è una gentilezza più che una regola: lasciare 10-15% se il servizio è stato buono è apprezzato.
È facile per un vegetariano o un vegano mangiare nello Yucatán e in Chiapas?
Non è semplice come a Città del Messico, che ormai è una delle capitali vegan più attive del mondo, ma non è nemmeno impossibile. Nello Yucatán e nel Chiapas la base della cucina è spesso vegetale: fagioli, mais, riso, avocado, platano, tortillas e guacamole non mancano mai. I piatti tradizionali, però, spesso includono carne o strutto, quindi bisogna fare un po’ di attenzione e chiedere sempre come vengono cucinate le cose.
Personalmente non viaggio da vegetariano, ma ho notato che molti ristoratori sono disponibili ad adattare i piatti. In alcune città più grandi come San Cristóbal de las Casas o Mérida, ho visto ristoranti con opzioni vegan dichiarate, mentre nei villaggi più piccoli devi un po’ arrangiarti o accontentarti di piatti semplici ma buoni, tipo riso, verdure e tortillas.
Un consiglio pratico: impara qualche parola utile in spagnolo (tipo sin carne, sin queso, sin leche, soy vegano/a) e portati qualche snack proteico da casa, per sicurezza. E scarica le app Abillion e Happy Cow.
Fare un viaggio on the road tra Yucatán e Chiapas è consigliato a famiglie con bambini piccoli?
Sì, è possibile farlo anche con bambini, ma serve un po’ di organizzazione in più.
Lo Yucatán è molto adatto alle famiglie: è sicuro, i servizi sono buoni e ci sono tante cose che piacciono anche ai più piccoli, come cenote accessibili, spiagge tranquille, siti archeologici immersi nella natura (come Uxmal o Ek Balam) e parchi naturali come Xcaret o Rio Secreto.
Il Chiapas è più selvaggio e autentico, ma anche un po’ più impegnativo, soprattutto per le lunghe ore di guida e alcune zone con meno copertura internet o problemi di sicurezza (per questo evita di guidare di notte e controlla sempre gli aggiornamenti sul sito della Farnesina).
Jacques
Il globetrotter con il drone... Belga di nascita, italiano di cuore. Amante dei climi caldi e del Sud-Est asiatico, viaggia con la valigia piena di sogni... e un drone sempre pronto a decollare.