Marocco

Marocco on the road: 14 giorni tra città imperiali e deserto

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Itinerario 14 giorni Marocco (città imperiali e deserto)

Un viaggio in Marocco è molto più di una vacanza: è un percorso tra storia millenaria, suq brulicanti, dune dorate e onde atlantiche. Questo itinerario ti porta alla scoperta delle città imperiali di Fès, Meknès, Rabat e Marrakech, passando per l’iconico blu di Chefchaouen, le atmosfere bohémien di Essaouira, e la magia del deserto a Merzouga, dove le stelle sembrano cadere dal cielo.

Il tour parte (e arriva) da Fès, perché al momento della mia prenotazione era l’aeroporto con i voli più convenienti. Ma puoi tranquillamente invertire il percorso se trovi un’offerta migliore su Marrakech: le tappe restano identiche, cambia solo l’ordine. L’itinerario è pensato per chi si muove in auto a noleggio, soluzione che ti dà libertà, anche se alcune tratte richiedono un po’ di pazienza. Se preferisci guidare meno, valuta l’idea di atterrare in una città e ripartire da un’altra (Fès → Marrakech o viceversa), ma attenzione: le compagnie di autonoleggio applicano un sovrapprezzo per la consegna del veicolo in un aeroporto diverso.

GIORNO 1 – Arrivo a Fès 

Atterrato a Fès, inizia l’avventura. Appena fuori dall’aeroporto, ritira la tua auto a noleggio (prenotala online con anticipo per risparmiare) e pensa subito a procurarti una eSIM Saily: comodissima per avere internet già dai primi minuti: niente stress con il cambio SIM fisica o il Wi-Fi ballerino.

Una volta sistemati i dettagli pratici, raggiungi l’hotel e prendi un momento per respirare l’aria nuova che ti circonda: sei nella capitale culturale del Marocco, una delle città più affascinanti e autentiche del paese.

Nel pomeriggio fai la prima conoscenza con la medina di Fès el-Bali, patrimonio UNESCO, una delle più antiche al mondo ancora intatte. Non serve una meta precisa: perdersi qui è parte del fascino. Le viuzze strette, i carretti trainati dagli asini, i profumi di coriandolo e cannella, le ceramiche blu di Fès… tutto ti catapulta in un’altra epoca.

👉 Consiglio pratico: evita di entrare troppo in profondità nella medina senza una guida, almeno il primo giorno. Può essere davvero un labirinto. Dai un occhio a questo tour della durata di 3 ore! In alternativa, usa Maps.me, molto più preciso di Google Maps nelle medine.

Per cena, siediti in uno dei ristoranti tradizionali con terrazza panoramica sulla città vecchia. Tajine, cous cous, pastilla dolce-salata: è l’inizio del tuo viaggio gastronomico.

Dove dormire: scegli un riad nel cuore della medina. Le strutture tipiche marocchine, con cortili interni e decorazioni in mosaico, sono parte dell’esperienza.

GIORNO 2 – Fès

Oggi si resta a Fès, e fidati: c’è così tanto da vedere che una giornata intera vola via in un attimo. Questa città è una delle medine medievali meglio conservate del mondo islamico. Ma non farti ingannare dal fascino romantico delle sue stradine: è un vero e proprio labirinto vivo, con oltre 9.000 vicoli!

La mia raccomandazione spassionata? Fatti accompagnare da una guida locale, meglio se parla italiano (ce ne sono, basta prenotare in anticipo). Ti eviterai lo stress di perderti ogni due minuti e scoprirai dettagli e curiosità che altrimenti non noteresti mai: le porte intagliate, i giochi di luce nei vicoli stretti, le iscrizioni in calligrafia araba.

Il tour di solito include:

  • Concerie Chaouwara – Il cuore della tradizione conciaria di Fès, con le famose vasche colorate a cielo aperto. L’odore è intenso (sì, ti daranno un rametto di menta per smorzare!), ma la vista è unica.
    🎟️ Ingresso: gratuito, ma si accede da terrazze di negozi – mancia consigliata
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

  • Medersa Bou Inania – Un gioiello dell’architettura merinide con stucchi, mosaici e legno intagliato. Uno dei pochi edifici religiosi aperti anche ai non musulmani.
    🎟️ Biglietto: 20 MAD (circa €1,90)
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

  • Museo Nejjarine delle Arti e Mestieri del Legno – Ospitato in un antico fondouk, questo museo è una piccola perla per chi ama l’artigianato e la storia.
    🎟️ Biglietto: 20 MAD (circa €1,90)
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–17:00
    ⏱️ Tempo di visita: 45 minuti

  • Moschea e Università al-Qarawiyyin – Considerata l’università più antica al mondo ancora in attività. Non è visitabile all’interno se non sei musulmano, ma merita uno sguardo dalle porte aperte.
    🎟️ Ingresso: non previsto per i non musulmani
    🕒 Orari: variabili, ma meglio andarci al mattino

Nota pratica: il tour guidato conviene se siete almeno in 4. I prezzi partono da circa 100€ a gruppo (mezza giornata). Se siete in meno, il prezzo a persona sale sensibilmente.

Puoi ovviamente esplorare Fès da solo. In questo caso ti consiglio di prepararti bene con una mappa offline e segnarti i punti chiave visti sopra. 

👉 Consiglio pratico: Esci presto al mattino, prima che la medina si riempia di folla e il caldo diventi pesante. Porta con te acqua e scarpe comode.

Per cena, torna a uno dei rooftop nella medina oppure prenota in un ristorante più appartato fuori dal caos, come quelli nella zona nuova (Ville Nouvelle), dove troverai anche un po’ di respiro.

GIORNO 3 – Meknès

Oggi si parte davvero: inizia il viaggio on the road! Lascia Fès e guida verso Meknès, una delle quattro città imperiali del Marocco. La distanza è breve, meno di un’ora di auto, ma il cambio di atmosfera si sente subito. Più tranquilla e meno caotica della vicina Fès, Meknès ti accoglie con le sue mura possenti, porte monumentali e un fascino decadente che conquista piano piano.

Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio UNESCO, e non è difficile capirne il motivo: qui si respira la grandezza dell’epoca del sultano Moulay Ismaïl, che sognava di farne la “Versailles del Marocco”.

Da non perdere a Meknès:

  • Medina e Place el-Hedim – Il cuore pulsante della città vecchia, più raccolta e autentica rispetto a quella di Fès. Passeggia senza fretta tra botteghe, spezie e pasticcerie locali.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: sempre accessibile
    ⏱️ Tempo di visita: 1–2 ore

  • Dar Jamai Museum – Un elegante palazzo del XIX secolo oggi trasformato in museo di arte tradizionale marocchina: tappeti, gioielli berberi, strumenti musicali e un meraviglioso cortile interno.
    🎟️ Biglietto: 20 MAD (circa 1,90€)
    🕒 Orari: mercoledì–lunedì 9:00–17:00 (chiuso il martedì)
    ⏱️ Tempo di visita: 45 min – 1 ora

  • Bab Mansour – La porta monumentale per eccellenza, uno dei simboli della città. Scatta qualche foto, poi entra nella piazza El-Hedim proprio di fronte: è il salotto all’aperto di Meknès.

  • Mausoleo di Moulay Ismaïl – Anche se alcune aree sono chiuse ai non musulmani, l’esterno e il cortile interno meritano una visita per la raffinatezza architettonica.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

GIORNO 4 – Volubilis e Chefchaouen

Oggi il Marocco cambia volto ancora una volta. La giornata inizia con un tuffo nell’antichità a Volubilis, e termina tra le tonalità surreali di blu di Chefchaouen, incastonata tra le montagne del Rif.

Mattina – Volubilis: un pezzo di Roma nel cuore del Marocco

Lascia Meknès e guida per circa 40 minuti verso Volubilis, antica città romana fondata nel III secolo a.C., e oggi uno dei siti archeologici più suggestivi del paese. Circondata da uliveti e colline, ti accoglie con colonne, archi e mosaici ancora ben conservati.

🎟️ Biglietto: 70 MAD (circa 6,70€)
🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:00
⏱️ Tempo di visita: 1–1,5 ore

👉 Consiglio pratico: porta con te un cappello e dell’acqua, perché il sito è molto esposto al sole e non c’è quasi ombra. Puoi girare liberamente o scegliere di farti accompagnare da una guida sul posto (di solito 100–150 MAD per un tour privato).

Pomeriggio – Verso Chefchaouen, la città blu

Dopo la visita a Volubilis, rimettiti in macchina per un tragitto di circa 3 ore attraverso paesaggi collinari e montagne, sempre più verdi man mano che ti avvicini a Chefchaouen.

Arrivare qui è come entrare in una cartolina: tutto è blu: muri, porte, scale, persino i vasi di fiori. La città fu fondata nel XV secolo da rifugiati musulmani ed ebrei provenienti dalla Spagna, e si dice che il blu delle case simboleggiasse il cielo e il paradiso, ma anche un modo per respingere le zanzare.

Chefchaouen è tranquilla, pittoresca, lenta: un luogo dove passeggiare senza fretta e lasciarsi trasportare.

Cosa vedere a Chefchaouen:

  • La Medina – Non serve una mappa: qui ogni vicolo è una scoperta. Fermati a fotografare angoli nascosti, porte dipinte, gatti sonnacchiosi, e bancarelle di artigianato locale (lanterne, coperte, sapone all’olio d’oliva).

  • Kasbah Museum – Un’antica fortezza del XV secolo nel cuore della medina, con un piccolo museo etnografico, torri da cui godere una bella vista e un giardino rilassante.
    🎟️ Biglietto: 60 MAD (circa 6€)
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:30
    ⏱️ Tempo di visita: 45 minuti

  • Chefchaouen Cemetery e vista panoramica dalla Moschea Jemaa Bouzafar – Salendo appena sopra la città (una camminata di 15–20 minuti), troverai un piccolo cimitero bianco affacciato sulla medina e, poco più in alto, la moschea spagnola: il punto perfetto per vedere il tramonto. Ingresso gratuito.

Dove dormire: scegli una guesthouse nella medina con terrazza panoramica. Chefchaouen la si vive al meglio al mattino presto e alla sera, quando la luce cambia e il blu delle pareti sembra accendersi.

Consiglio extra: cena in uno dei ristoranti con vista sulla piazzetta centrale o in terrazza. Da provare il tajine ai fichi o alle prugne, tipico della zona del Rif.

GIORNO 5 – Rabat

Oggi si parte presto perché la tratta è abbastanza lunga: da Chefchaouen a Rabat sono circa 4 ore e mezza di auto, ma la strada è panoramica e scorrevole. Mettiti comodo, playlist pronta, magari qualche snack acquistato nei souk, e via verso la capitale del Marocco.

Rabat è una città ordinata e rilassata, con ampi viali, un centro storico curato e un mix tra passato imperiale e presente istituzionale. È anche una delle città meno caotiche del paese: un respiro d’aria fresca dopo i vicoli stretti di Fès o l’intensità visiva di Chefchaouen.

Cosa vedere a Rabat:

  • Torre di Hassan – Simbolo incompiuto di un’ambizione colossale: avrebbe dovuto essere il minareto più alto del mondo islamico nel XII secolo, ma la costruzione fu interrotta. Oggi resta un’enorme torre rossa, circondata da colonne tronche: uno spazio suggestivo, quasi metafisico.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: tutti i giorni 8:00–18:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

  • Mausoleo Mohammed V – Proprio accanto alla Torre di Hassan, questo elegante mausoleo ospita le tombe di Mohammed V e dei suoi figli, tra cui re Hassan II. L’edificio, ricoperto di marmo bianco e decorazioni zellij, è un capolavoro di architettura marocchina moderna.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30 minuti
    👗 Nota: è un luogo sacro, quindi abbigliamento rispettoso e silenzio

  • Kasba degli Oudaïa – Una piccola medina imbiancata a calce, con porte blu e vista sull’oceano. Molto più tranquilla e romantica rispetto alle grandi medine imperiali. Fermati per un tè alla menta nel Café Maure, affacciato sul fiume Bou Regreg.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: sempre accessibile
    ⏱️ Tempo di visita: 1 ora (più se ti rilassi in terrazza)

  • Sito archeologico di Chellah – Un luogo misterioso, dove si intrecciano resti romani e rovine merinidi, il tutto avvolto da piante rampicanti e nidi di cicogne. C’è un fascino silenzioso e decadente che lo rende unico.
    🎟️ Biglietto: 70 MAD (circa 6,70€)
    🕒 Orari: tutti i giorni 9:00–18:30
    ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Dove dormire: a Rabat ci sono diverse opzioni tra la città vecchia e la Ville Nouvelle. Se vuoi stare vicino al mare o avere una vista rilassante, scegli un riad nella Kasba degli Oudaïa o nelle sue vicinanze.

Consiglio extra: se arrivi in tempo, concludi la giornata con una passeggiata sul lungofiume o un tramonto sull’oceano.

GIORNO 6 – Essaouira 

Oggi ti aspetta una bella tirata di guida: da Rabat a Essaouira ci vogliono circa 5 ore su strada, quindi parti subito dopo colazione con lo spirito giusto e magari qualche snack per il viaggio.

Lungo il percorso attraverserai la grande Casablanca, una metropoli che personalmente ho deciso di saltare in questo itinerario… ho preferito dedicare più tempo a città più raccolte e con atmosfere più autentiche. Però, se ti va, Casablanca merita sicuramente una visita, anche breve: la famosa Moschea Hassan II, la Corniche e i grandi viali moderni possono essere un’interessante parentesi urbana. In quel caso, valuta di fermarti almeno qualche ora o una notte.

Essaouira è un ex presidio portoghese, con una medina dichiarata Patrimonio UNESCO e bastioni ben conservati che si affacciano sull’oceano. Qui sono state girate alcune scene di Game of Thrones, e passeggiando tra i vicoli capirai perché: un mix di storia, mare e cultura locale che ti rimane dentro.

Cosa vedere a Essaouira:

  • La Medina – Un labirinto di vie dove puoi perderti tra botteghe di artigiani, negozietti di spezie, e piccoli caffè. Il profumo di legno di cedro, cuoio e mare è ovunque.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: sempre accessibile
    ⏱️ Tempo di visita: 2–3 ore

  • Il Porto e il Mercato del Pesce – Il vero cuore pulsante della città. La mattina si anima con i pescatori che scaricano il pescato, i venditori urlanti e gli odori intensi. Fermati a mangiare un fish tagine o un tajine di frutti di mare in uno dei ristoranti lungo la banchina.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: mercato attivo di mattina fino al primo pomeriggio
    ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

  • Bastioni Portoghesi – Costruiti nel XVI secolo per difendere la città, offrono scorci panoramici sull’oceano e sulla spiaggia. È un luogo perfetto per una passeggiata e qualche scatto memorabile.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: sempre accessibile
    ⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

Dove dormire: scegli un riad all’interno della medina, magari con vista sui tetti blu e i bastioni. L’atmosfera serale qui è speciale, con luci soffuse e musica dal vivo in qualche locale.

GIORNI 7, 8 e 9 Marrakech

Dopo aver salutato l’aria salmastra di Essaouira, è tempo di tornare verso l’interno, alla vibrante Marrakech. Il viaggio in auto dura circa 2 ore e 30 minuti, perfetto per una colazione rilassata e poi via, verso la città rossa.

Appena arrivato, tuffati nella medina: un dedalo di vicoli, suoni, colori e odori che ti travolgeranno. I souk sono un mondo a parte: bancarelle di spezie, tessuti, ceramiche, lampade, gioielli e tanto artigianato. Qui ogni angolo racconta una storia, ogni bottega è un piccolo spettacolo.

Per capire davvero Marrakech, il consiglio è di affidarti a una guida italiana per almeno un giorno. Ti aiuterà a decifrare la storia dietro ogni angolo, ti farà scoprire dettagli nascosti e ti porterà nei luoghi meno turistici.

Se invece preferisci muoverti da solo, ecco i punti d’interesse imperdibili:

  • Jardin Majorelle – Il giardino botanico creato dall’artista francese Jacques Majorelle e poi restaurato da Yves Saint Laurent è un’oasi di pace in città. Palme, cactus, fiori e i caratteristici muri blu Majorelle ti avvolgono in un’atmosfera magica.
    🎟️ Biglietto: 170 MAD (circa 16€)
    🕒 Orari: 8:00–18:30
    ⏱️ Tempo di visita: 1–1,5 ore

  • Tombe Saadiane – Le tombe risalenti al XVI secolo sono un esempio incredibile di architettura islamica e di arte decorativa marocchina, scoperte solo nel 1917.
    🎟️ Biglietto: 70 MAD (circa 7€)
    🕒 Orari: 9:00–17:00
    ⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

  • Palazzo Bahia – Un palazzo da mille e una notte, costruito alla fine del XIX secolo con giardini rigogliosi, cortili decorati e stanze piene di intarsi e stucchi.
    🎟️ Biglietto: 100 MAD (circa 9,50€)
    🕒 Orari: 9:00–17:00
    ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

  • La Koutoubia – La moschea più grande di Marrakech, famosa per il suo minareto alto 77 metri visibile da ogni angolo della città. L’interno non è visitabile per i non musulmani, ma l’esterno e i giardini circostanti sono splendidi.
    🎟️ Ingresso: gratuito (solo giardini)
    🕒 Orari: sempre accessibile
    ⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

  • Museo Yves Saint Laurent – Una piccola perla per gli amanti della moda e dell’arte, che racconta il legame tra lo stilista francese e Marrakech.
    🎟️ Biglietto: 140 MAD (circa 13€)
    🕒 Orari: 10:00–18:30 (chiuso lunedì)
    ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

  • Museum of African Contemporary Art Al Maaden (MACAAL) – Per chi vuole scoprire l’arte contemporanea africana, questo museo ospita mostre temporanee e una collezione permanente che parla di creatività moderna dal continente.
    🎟️ Biglietto: 120 MAD (circa 11,42€)
    🕒 Orari: 10:00–18:00 (chiuso lunedì e martedì)
    ⏱️ Tempo di visita: 1–1,5 ore

Consiglio extra: concludi una delle serate nella famosa piazza Jemaa el-Fna, dove puoi cenare tra bancarelle, artisti di strada e musica dal vivo. Un’esperienza unica e coinvolgente.

GIORNO 10 – Alto Atlante

Oggi si cambia paesaggio (di nuovo!) e si parte alla volta del deserto. Ma prima, ti aspettano curve spettacolari, passi di montagna e antiche kasbah. Il tragitto da Marrakech a Skoura, passando per il valico di Tizi n’Tichka e per Ouarzazate, dura circa 4 ore, ma con le soste diventa un’esperienza da assaporare lentamente.

Attraverso il Tizi n’Tichka

Il Tizi n’Tichka (2.260 metri), uno dei passi più alti del Marocco, è una strada panoramica incredibile che serpeggia tra le montagne dell’Alto Atlante. Ogni tornante offre vedute mozzafiato: montagne ocra, villaggi berberi incastonati nella roccia, mercatini improvvisati lungo la strada dove si vendono fossili, tappeti e miele artigianale.

Consiglio pratico: guida con prudenza. La strada è asfaltata e in buone condizioni, ma stretta e piena di curve. Parti presto per goderti la luce del mattino sulle montagne e per arrivare a Skoura prima del tramonto.

Tappa a Ouarzazate: la Hollywood del Marocco

Fermati a Ouarzazate, città di frontiera tra montagna e deserto, famosa per essere location cinematografica di film e serie come Il Gladiatore, Lawrence d’Arabia, e Game of Thrones.

Qui ti consiglio di visitare Kasbah Taourirt, una delle kasbah meglio conservate del sud del Marocco, ex residenza del pascià di Marrakech. Un intricato labirinto di stanze, cortili e torri in terra battuta.
🎟️ Biglietto: 20 MAD
🕒 Orari: tutti i giorni 8:00–17:30</del
⏱️ Tempo di visita: 45 minuti
⚠️ Attenzione: Chiuso temporaneamente.

Curiosità: molte scene di film sono state girate proprio tra queste mura. Non serve immaginare troppo: ti sembrerà già di essere dentro un set.

Se hai tempo e voglia, puoi anche visitare gli Atlas Studios, i celebri studi cinematografici a pochi minuti dalla città.
🎟️ Biglietto: 80 MAD (circa 7,60€)
🕒 Orari: 10:00–17:00 (chiuso la domenica)
⏱️ Tempo di visita: 1 ora circa con guida

Arrivo a Skoura: l’oasi tra le palme

Prosegui per circa 45 minuti verso Skoura, una verde oasi di palme e kasbah nel cuore del sud marocchino. È una base ideale per rilassarsi prima di entrare nel pieno dell’esperienza sahariana.

Poco prima di arrivare in città trovi Kasbah Amridil, una delle più famose del sud del Marocco. Non è solo bella da fuori: gli interni raccontano una storia fatta di vita quotidiana, agricoltura, antichi strumenti e ospitalità berbera.
🎟️ Biglietto: 40 MAD (circa 3,80€)
🕒 Orari: tutti i giorni 8:00–19:00
⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

Dove dormire: scegli una guesthouse tra i palmeti, magari con cena tradizionale inclusa. Dopo ore di guida tra curve e deserti di pietra, Skoura ti accoglierà con silenzio, datteri e tè alla menta sotto un cielo pieno di stelle.

GIORNO 11 – On the road verso Merzouga

La giornata di oggi ha il sapore di un vero viaggio. Si parte da Skoura con un obiettivo ben chiaro: raggiungere Merzouga, la soglia del deserto. Circa 67 ore di guida, attraversando paesaggi che cambiano volto ad ogni curva. Sì, sarà stancante, ma è una delle tratte più belle e cinematografiche di tutto l’itinerario.

Strada panoramica: tra valli profumate e canyon

Monta in macchina e attraversa la Valle delle Rose: anche fuori stagione merita uno stop, ma se capiti qui tra aprile e maggio troverai i roseti in fiore, e l’aria profuma davvero di petali. A Kelaat M’Gouna, il cuore della valle, trovi piccoli negozi che vendono acqua di rose e cosmetici artigianali.

Da qui puoi scegliere se deviare verso le Gole del Dades: un susseguirsi di tornanti tra canyon rossi e montagne bizzarre. In cima, al punto panoramico, la vista ti ripaga di ogni curva. Puoi anche fermarti per pranzo con vista sulle gole (molti scelgono il ristorante Tisdrine).

In alternativa, puoi proseguire direttamente verso le Gole del Todra, più rapide da raggiungere e altrettanto scenografiche. Le pareti rocciose sono altissime, e ci si sente piccoli, quasi inghiottiti dal paesaggio.

🎟️ Ingresso: gratuito
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti o anche meno, se sei stanco

Destinazione finale: Merzouga

Dopo le montagne e i canyon, ecco che il paesaggio cambia ancora: la strada è più dritta, più arida, e il cielo sembra più ampio. Compaiono cartelli che segnalano l’attraversamento dei dromedari, e non è raro vederne qualcuno da lontano, con passo lento e regale.

Ed eccola, infine: Merzouga, con le sue case color ocra e il vento caldo che porta odore di sabbia. Questa notte dormi in paese: il deserto vero e proprio ti aspetta domani.

GIORNO 12 – Notte nel deserto

È arrivato il momento che probabilmente hai aspettato fin dall’inizio del viaggio: addentrarti tra le dune e vivere la magia di una notte nel cuore del Sahara.

Per farlo al meglio, ti consiglio di affidarti a uno dei tanti tour organizzati che partono da Merzouga. La maggior parte offre un’esperienza completa: ti vengono a prendere nel pomeriggio, ti portano tra le dune in 4×4 o in sella a un dromedario (a te la scelta), e ti accompagnano in un campo tendato nel cuore dell’Erg Chebbi.

Il campo tende è attrezzato: letti veri, bagno privato in alcune soluzioni, una cena tradizionale sotto le stelle, e musica berbera intorno al fuoco. Dopo i tamburi e i canti, se il cielo è limpido, ti aspetta un cielo stellato che sembra finto, tanto è nitido.

Al mattino presto, sveglia per vedere l’alba (vale la pena anche se sei stanco).  Colazione nel campo, poi si rientra a Merzouga, solitamente a metà mattinata.

🎟️ Prezzo del tour: da 40 a 100 € a persona, a seconda del livello del campo e dei servizi inclusi
⏱️ Durata: 1 pomeriggio + notte + mattina successiva
👉 Consiglio pratico: porta con te una felpa o giacca leggera anche d’estate: nel deserto c’è una forte escursione termica di notte, anche nei mesi estivi.

GIORNO 13 – Ritorno verso Fès

Dopo una colazione tipica nel campo tendato, è ora di risalire in sella (o sul 4×4) e rientrare a Merzouga per recuperare l’auto.

Da qui comincia la tratta più lunga di tutto il viaggio: si torna verso Fès. Circa 7 ore e mezza di guida, che possono sembrare infinite dopo tanti giorni intensi, ma c’è un modo per renderle più leggere: trasformale in un ultimo mini-on the road.

Alcune tappe che meritano una sosta:

  • Erfoud: cittadina famosa per i fossili e i datteri. Breve pausa per sgranchirti le gambe e comprare qualche souvenir geologico.

  • Valle dello Ziz: se hai tempo, prenditi almeno mezz’ora per goderti il panorama. Qui il palmeto sembra una striscia verde che taglia il paesaggio roccioso.

  • Midelt: ottimo posto per fermarsi a pranzo. Siamo sull’Altopiano del Medio Atlante, tra montagne e frescura.

  • Ifrane: la sorpresa finale. A prima vista ti sembrerà di essere finito in un villaggio alpino svizzero, con tetti spioventi, aiuole curate e un’aria da località di montagna. È anche una delle città più pulite del Marocco.

GIORNO 14 – Fès e rientro

Ultimo giorno in Marocco. Tutto dipende dall’orario del tuo volo: se sei fortunato e parti nel tardo pomeriggio o in serata, puoi ancora concederti qualche ora tra le strade di Fès, magari per acquistare gli ultimi souvenir nei souk, o semplicemente sederti in terrazza con una tazza fumante di tè alla menta e guardare il mondo che passa.

Consiglio pratico: calcola bene i tempi per arrivare in aeroporto. Presentati almeno 2 ore prima della partenza, e considera anche il tempo necessario per restituire l’auto a noleggio, che può richiedere qualche passaggio burocratico in più.

Il Marocco è un paese che non si lascia incasellare. In appena due settimane hai attraversato medine brulicanti, città imperiali, coste atlantiche, montagne, gole, oasi e infine il deserto. Hai visto l’architettura moresca affiancarsi a quella coloniale, le donne nei souk intrecciare cesti, i bambini giocare per strada, il muezzin cantare sopra il rumore dei clacson.

Guidare qui è stato parte dell’avventura. A volte faticoso, certo, ma ti ha permesso di vedere un volto più autentico del Marocco, fatto di paesini, mercati improvvisati e panorami che cambiano in continuazione.

Domande frequenti (FAQs) sul Marocco

Passaporto: Sì. È necessario un passaporto in corso di validità che copra l’intera durata del soggiorno.

Visto: I cittadini italiani (e in generale la maggior parte degli europei) non hanno bisogno del visto per soggiorni fino a 90 giorni per turismo o affari. Se il soggiorno supera i 90 giorni, è necessario richiedere un visto a lungo termine tramite i canali diplomatici marocchini.

In generale, il Marocco è considerato una destinazione abbastanza sicura per i viaggiatori, soprattutto se si adottano le normali precauzioni che si prendono in qualsiasi altro paese turistico. Le principali città e zone turistiche sono ben frequentate e sorvegliate, ma come sempre è bene evitare di mostrare oggetti di valore in modo troppo evidente, fare attenzione ai borseggiatori, soprattutto nelle medine e nei mercati affollati, e stare attenti a non allontanarsi da zone conosciute o sicure senza guida o informazioni adeguate.

È consigliabile inoltre informarsi sulle condizioni locali aggiornate, evitare le manifestazioni pubbliche e rispettare le usanze culturali per non attirare attenzioni indesiderate. Con un po’ di buon senso, il viaggio in Marocco può essere piacevole e sicuro.

Per aggiornamenti sulla sicurezza in Marocco, visita il sito Viaggiare Sicuri.

Per un tour che si limita alle quattro città imperiali (Marrakech, Fez, Rabat e Meknès) e include anche una notte sotto le stelle nel deserto del Sahara, sono sufficienti 10 giorni e 9 notti.
Ma io ti consiglio vivamente di fermarti qualche giorno in più, almeno 13/14, per esplorare anche città come Essaouira, Chefchaouen e la Valle dell’Alto Atlante.
Se disponi di ancora più giorni, ancora meglio! Potrai includere nel tuo viaggio luoghi che io non sono riuscito a visitare, come Tangeri, Casablanca e Agadir.

Il Marocco è bello da visitare tutto l’anno, ma alcuni periodi si prestano particolarmente bene alle attività all’aperto, alle città imperiali e al deserto:

  • Primavera (marzo–maggio): probabilmente il miglior periodo, con temperature miti (tra 20 e 28 °C), fioriture e ottime condizioni per escursioni, visite culturali e tour nel Sahara.

  • Autunno (settembre–novembre): clima simile alla primavera, meno folla e paesaggi ancora molto suggestivi. Ideale per città, deserti e montagne.
  • Estate (giugno–agosto): molto calda nelle zone interne (fino a 40 °C); più vivibile lungo la costa (Essaouira, Agadir) grazie alle brezze marine.
  • Inverno (dicembre–febbraio): giorni miti nelle città costiere e desertiche, ma notti molto fresche (soprattutto nel deserto e in montagna). Ottimo per chi vuole viaggiare a prezzi più bassi o sciare negli altopiani dell’Atlante

In sintesi: primavera e autunno sono i periodi d’oro, perfetti per godersi il Marocco in tutta la sua varietà con tempo piacevole e meno stress.

Oltre alla famosa Festa delle Rose che si tiene ogni primavera nella Valle delle Rose (intorno ad aprile-maggio), il Marocco offre numerosi eventi tradizionali e culturali che possono arricchire la tua esperienza.

Ad esempio:

  • Il Moussem di Tan-Tan, un grande festival berbero con musica, danze e mercati tradizionali (solitamente a fine ottobre/novembre).

  • Il Festival di Fes delle Musiche Sacre del Mondo, che si tiene ogni anno in primavera e celebra la musica spirituale di diverse culture.

  • Il Festival Gnaoua di Essaouira, con musica e rituali che attirano visitatori da tutto il mondo (a giugno).

Viaggiare in Marocco durante il Ramadan può essere un’esperienza molto interessante, perché ti permette di scoprire usanze e tradizioni autentiche legate a questo periodo sacro per i musulmani. Tuttavia, è importante essere preparati ad alcune limitazioni: molti locali, ristoranti e caffè potrebbero essere chiusi durante il giorno, mentre musei e attrazioni turistiche spesso riducono gli orari di apertura o chiudono anticipatamente.

Inoltre, durante il giorno è buona norma mostrare rispetto evitando di mangiare, bere o fumare in pubblico. La sera, dopo il tramonto, la vita si anima con feste e cene tradizionali chiamate “iftar”, che possono essere un’occasione unica per immergersi nella cultura locale.

Se decidi di viaggiare durante il Ramadan, pianifica con cura le visite e informati sugli orari aggiornati delle attrazioni per evitare inconvenienti.

Se sei cittadino italiano, per guidare in Marocco non è obbligatoria la patente internazionale, purché tu abbia con te la patente italiana in corso di validità.
Tuttavia, alcune compagnie di autonoleggio potrebbero comunque richiederla, quindi verifica sempre in anticipo con l’agenzia.
Se invece provieni da un Paese extra UE, è molto probabile che la patente internazionale sia necessaria.

Le strade principali in Marocco (autostrade e statali) sono in buone condizioni e permettono di spostarsi agevolmente tra le città. Le autostrade sono a pagamento, ma i pedaggi non sono particolarmente costosi (es. Fes–Rabat circa 6-7 €). Nelle zone rurali e montane, invece, le strade possono essere più strette, con curve e traffico locale (inclusi carretti, animali e motorini), quindi è bene guidare con prudenza.

Guidare nelle città può essere caotico, soprattutto a Marrakech e Fes: traffico intenso, clacson e motorini ovunque. Se non ti senti sicuro, lascia l’auto in un parcheggio custodito e muoviti a piedi o con i taxi.

I parcheggi si trovano abbastanza facilmente, ma quasi sempre sono a pagamento e sorvegliati da un parcheggiatore. La tariffa media è di circa 2-3 € per qualche ora.

In realtà no. Muoversi con un’auto a noleggio è semplicemente più comodo, perché non sei vincolato agli orari dei mezzi pubblici e puoi gestire i tempi a tuo piacimento. Inoltre, può risultare anche un po’ più economico se viaggi in gruppo.

Detto questo, ci si può affidare a guide locali che ti accompagneranno in tutti i luoghi dell’itinerario, offrendoti un’esperienza più rilassata e approfondita.

In alternativa, per spostarti tra le città, puoi considerare l’uso di pullman e treni, che sono abbastanza capillari e convenienti, ma richiedono maggiore organizzazione e flessibilità negli orari.

Il servizio sanitario pubblico in Marocco è presente ma spesso non raggiunge gli standard a cui siamo abituati in Europa, soprattutto nelle aree rurali e periferiche. Gli ospedali pubblici non sono gratuiti e la qualità dell’assistenza può variare molto.

Per un’assistenza sanitaria di buona qualità è consigliabile rivolgersi agli ospedali privati, che però possono risultare costosi per i turisti.

Per questo motivo, ti suggerisco vivamente di stipulare un’assicurazione di viaggio che copra le spese mediche e l’eventuale rimpatrio sanitario. In questo modo sarai tutelato in caso di imprevisti e potrai affrontare il viaggio con maggiore tranquillità.

In Marocco puoi acquistare facilmente SIM locali di operatori come Orange Maroc, Inwi o Maroc Telecom. Queste offrono ottime tariffe per chiamate, messaggi e dati, e coprono gran parte del territorio urbano e rurale.

Per praticità, però, ti suggerisco di prendere una eSIM prima di partire: così sei connesso fin da subito, senza dover cambiare fisicamente la SIM al tuo arrivo. Molto comodo soprattutto se hai poco tempo o non vuoi perdere tempo nei negozi locali.

Un appunto sulla connessione nel deserto: nelle aree più remote del Sahara, come attorno alle grandi dune di Merzouga, il segnale può essere molto debole o assente. Quindi preparati a vivere qualche ora (o notte) “off the grid”, senza rete né telefonate. Un’esperienza in sé, ma da tenere in conto!

Il Marocco è un paese a maggioranza musulmana, quindi è importante vestirsi con un minimo di decoro, soprattutto nei luoghi religiosi e nelle zone rurali. Abiti comodi ma coprenti (spalle e ginocchia coperte) sono sempre la scelta migliore per rispettare la cultura locale e sentirsi a proprio agio.

In città e nei luoghi turistici, l’abbigliamento è un po’ più libero, ma evita abiti troppo succinti o appariscenti.

In generale, il guardaroba dipende molto dalla stagione: in primavera e autunno si può andare con abiti leggeri ma a strati, mentre in inverno le giornate sono fresche, soprattutto la sera.

Nel deserto, anche d’estate, porta sempre con te una felpa o una giacca leggera per la sera e la notte: l’escursione termica è molto forte e fa decisamente freddo quando cala il sole.

Sì, il Marocco ha una lunga costa sia sull’Atlantico che sul Mediterraneo, e ci sono diverse località balneari molto belle dove rilassarsi e godersi il mare. Tra le mete più consigliate ci sono Essaouira, famosa per la sua medina affacciata sull’oceano e le spiagge ventose amate dai surfisti; Agadir, con spiagge ampie e attrezzate; e le località lungo la Costa Mediterranea come Tangeri o Saidia.

Per quanto riguarda il costume da bagno, sulle spiagge turistiche e nei resort è abbastanza comune vedere donne in bikini e abbigliamento da mare occidentale senza problemi. Tuttavia, fuori dalle zone più turistiche è meglio adottare un abbigliamento più discreto, come un costume intero o un pareo, per rispettare la cultura locale e non attirare attenzioni indesiderate.

In generale, se vuoi evitare problemi, scegli spiagge frequentate da turisti o stabilimenti balneari attrezzati, dove il bikini è normalmente accettato.

In Marocco il pagamento con carta (POS) è sempre più diffuso, soprattutto nelle grandi città, nei ristoranti turistici, negli hotel e nei negozi più organizzati. Tuttavia, molti mercati, piccoli negozi, caffè tradizionali e soprattutto nelle zone rurali e nei souk è preferibile avere contanti.

Per questo ti consiglio di portare con te un po’ di contanti in dirham marocchini, prelevati direttamente agli sportelli ATM una volta arrivato. Gli sportelli sono abbastanza diffusi nelle città principali.

Ricorda inoltre che in Marocco i prelievi e i pagamenti con carta potrebbero essere soggetti a commissioni da parte della tua banca, quindi verifica prima con il tuo istituto.

Sì, in molti mercati, souk e negozi tradizionali in Marocco è normale e anzi parte della cultura locale contrattare sul prezzo. I venditori spesso espongono un prezzo “di partenza” che può essere anche molto alto rispetto al valore reale, aspettandosi che tu negozi un prezzo più basso.

Il contrattare è un gioco di cortesia e trattativa: cerca di essere gentile e rispettoso, e divertiti nell’arte del baratto. Però attenzione a non esagerare o a fare offerte troppo basse, potrebbe risultare maleducato.

Nei negozi più moderni, nei supermercati e nei ristoranti, invece, i prezzi sono fissi e non si contratta.

Sì, la mancia è molto diffusa e apprezzata in Marocco, soprattutto nei servizi legati al turismo. È buona norma lasciare una piccola mancia a camerieri, guide, autisti, portieri degli hotel e anche alle persone che ti aiutano con i bagagli o ti accompagnano nei mercati.

Non c’è una regola fissa, ma di solito bastano pochi dirham (equivalenti a 1-2 euro) per un buon servizio. Lasciare la mancia è un gesto di cortesia che viene molto apprezzato e può fare la differenza nel rapporto con le persone locali.

Sì, purtroppo in alcune zone turistiche capita di incontrare venditori molto insistenti, soprattutto nei souk e vicino ai principali monumenti. È parte della cultura locale, ma può risultare fastidioso se non si è preparati. Un semplice “no, grazie” detto con gentilezza di solito basta a mettere fine alla conversazione.

Per quanto riguarda le guide, alcune purtroppo possono portarti in negozi “trappola” dove si aspettano una commissione sulle vendite. Per evitare brutte sorprese, scegli guide ufficiali o consigliate, e sii sempre chiaro sulle tue aspettative e sui luoghi che vuoi visitare.

Sì, il Marocco offre molte opzioni per vegetariani e vegani, anche se non sempre sono esplicitamente etichettate come tali. La cucina marocchina è ricca di piatti a base di verdure, legumi, cereali e spezie: pensa a couscous con verdure, tajine di verdure, zuppe come la harira, insalate fresche e pane tradizionale.

Attenzione però: molti piatti possono contenere carne o latticini, quindi è utile imparare qualche parola chiave in arabo o francese per specificare le tue esigenze dietetiche, come “bila lahm” (senza carne) o “bila djibn” (senza formaggio).

In città più turistiche come Marrakech, Fes o Essaouira, i ristoranti sono più abituati a richieste particolari e offrono opzioni più varie. In zone più remote, invece, potresti dover essere un po’ più flessibile o preparato a mangiare piatti semplici a base di verdure e pane.

Per una maggiore facilità nel cercare locali che offrono opzioni vegane, scarica le app Abillion e Happy Cow

Dipende molto dal tipo di famiglia e dai bambini. Il viaggio è sicuramente affascinante e pieno di esperienze uniche, ma considera che alcune tappe prevedono lunghe ore di guida, trasferimenti su strade di montagna e condizioni climatiche che possono essere impegnative, specialmente nel deserto con temperature molto calde di giorno e fredde di notte.

Se i tuoi bimbi sono abituati a viaggiare, e siete pronti a gestire tappe lunghe e qualche imprevisto, può essere una splendida avventura. In alternativa, potresti valutare di rallentare i tempi, scegliere tappe più brevi e magari evitare la parte più estrema del deserto.

In ogni caso, è importante organizzare bene le soste, portare con sé tutto il necessario per il comfort dei bambini e mantenere sempre un occhio attento sulla loro salute e sicurezza.

Il globetrotter con il drone... Belga di nascita, italiano di cuore. Amante dei climi caldi e del Sud-Est asiatico, viaggia con la valigia piena di sogni... e un drone sempre pronto a decollare.

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