Giappone

Giappone in 21 giorni, l’itinerario fai da te perfetto!

itinerario 21 giorni in giappone

Itinerario 21 giorni in Giappone

Il Giappone è sempre stato il viaggio che sognavo più di tutti. Forse perché sono cresciuta con gli anime, forse perché la cultura nipponica mi ha sempre attirata per la sua originalità e per il modo in cui, per secoli, ha protetto le proprie tradizioni. Qualunque sia il motivo, ti dico solo che sono partita con aspettative altissime e il Giappone le ha superate senza difficoltà.

Organizzare questo itinerario però non è stato semplice. Mi piace farlo e mi diverto a costruire ogni viaggio passo dopo passo, ma stavolta ho trovato parecchi ostacoli. Ho passato mesi tra mappe, blog e siti del turismo giapponesi. Alcuni spostamenti fuori dai soliti percorsi creano confusione e spesso online si trovano solo informazioni incomplete. È esattamente il motivo per cui ho deciso di condividere tutto qui. Se quello che leggerai ti aiuterà, anche solo un po’, allora avrò raggiunto il mio scopo.

Consigli pratici prima di partire

  • Passaporto. Controlla che abbia almeno 6 mesi di validità.
  • Visto. Registrati sul sito Visit Japan Web (o scarica l’app) e compila i moduli per immigrazione, dogana e acquisti tax free. Al tuo arrivo mostri il QR code e passi i controlli più velocemente. Se non lo fai dovrai compilare tutto in aeroporto e perdi tempo prezioso.
  • Assicurazione. Falla sempre prima di partire. Scegli una polizza che copre visite mediche e cancellazioni.
  • Pagamenti. Porta una carta senza commissioni aggiuntive. Io utilizzo sempre Revolut. Preleva contanti agli ATM 7 Bank che trovi nei combini come 7Eleven, Family Mart e Lawson. Sono quelli con le commissioni più basse.
  • eSIM o SIM fisica. La eSIM è più comoda. Ti consiglio SAILY con 10GB per 30 giorni. Include anche Nord VPN. Se sei un nuovo utente con il codice itinerari5 hai uno sconto del 5%! Non tutti i telefoni la supportano quindi controlla prima. Se il tuo non è compatibile acquista una SIM fisica prima di partire. Evita gli acquisti in aeroporto perché i prezzi sono più alti.
  • Trasporti interni.  Prenota treni, pullman e pass quando puoi. Per tutto il resto usa la Welcome Suica. Ti spiego come funziona in questo articolo.
  • Musei e attrazioni. Alcune richiedono la prenotazione con largo anticipo. Muoviti un paio di mesi prima per evitare il sold out.
  • Bagaglio. Evita le valigie enormi. Molte stazioni hanno solo scale e trascinarle diventa scomodo. Porta uno zaino capiente e aggiungi un borsone pieghevole da riempire solo al ritorno con i tuoi acquisti. Io ho fatto così e mi sono risparmiata parecchia fatica.
  • Alloggi. Scegli strutture vicine alle stazioni metro o treno. Vale per Tokyo, Kyoto, Osaka e per qualsiasi altra città del tuo itinerario.

Trova subito il tuo volo al miglior prezzo con Trip.com!

Ho monitorato i prezzi per mesi su Skyscanner, poi ho prenotato sull’app Trip.com. Da quando l’ho scoperta la uso per tutto, dai voli agli hotel fino ai treni. Per il Giappone ho volato con Air China. Mi sono trovata davvero bene anche se il loro sito ufficiale è poco intuitivo. Su Trip.com invece ho gestito tutto senza problemi, dalla scelta dei posti ai pasti. Se non hai ancora l’app ti consiglio di scaricarla perché offre sconti interessanti ai nuovi utenti.

Giorno 1 – Tokyo (arrivo e primo giorno)

Le prime cose da fare appena atterri sul suolo nipponico

Sono atterrata a Narita verso mezzogiorno e questa è stata una fortuna perché ho potuto sfruttare mezza giornata per iniziare subito a scoprire Tokyo. La capitale ha due aeroporti principali. Narita è il più grande ma anche il più lontano. Haneda è più vicino alla città. Da entrambi puoi raggiungere il centro con treni locali, express, monorotaie o bus.

Appena arrivi ai controlli del passaporto fai attenzione a una cosa importante. Chiedi il timbro fisico sul passaporto. Senza quello non potrai usare il tax free nei negozi che lo offrono.

Una volta superati i controlli potresti pensare che lo Skyliner sia la scelta migliore per arrivare in centro. In parte è vero perché in 40 minuti ti porta a Ueno e online trovi anche offerte combinate con la metro. Anch’io ho fatto così e ho acquistato il pacchetto che includeva il biglietto da 72 ore per la metro. Sembrava un affare e invece il giorno dopo ho scoperto che quel pass non funziona sulle linee JR. A Tokyo capita spesso di dover prendere la JR Yamanote che collega i principali punti di interesse della città. Per questo motivo ti consiglio di evitare i pass limitati e di puntare su una soluzione più flessibile…👉 la Suica!

Appena esci dai controlli segui le indicazioni per i totem delle IC card. Prendi la Welcome Suica, la carta ricaricabile che userai praticamente ovunque, soprattutto sui trasporti. Puoi pagarla e ricaricarla con carta solo in aeroporto. Dopo dovrai ricaricarla solo in contanti nelle stazioni o nei combini. Per iniziare ti bastano 5000 yen. Ricarica importi piccoli per sicurezza. Se la perdi, quello che ci hai messo dentro non lo recuperi.

Dopo aver preso la Suica preleva un po’ di contanti. In Giappone capita ancora spesso di trovare ristoranti o templi che accettano solo cash. Con 4000 o 5000 yen parti tranquillo. Poi segui le indicazioni per il treno e prendi la Keisei Line. Tappi la Suica e in circa un’ora arrivi a Ueno spendendo molto meno rispetto allo Skyliner. La differenza è solo di una ventina di minuti.

Se il tuo alloggio non è vicino a Ueno lascia il bagaglio nei locker della stazione. Con 500 yen sono riuscita a far entrare due zaini da trekking in un unico armadietto. Ricordati solo di riprenderli entro mezzanotte, ora in cui chiudono tutte le stazioni.

Ora sei pronto per iniziare davvero il tuo viaggio

Ueno Park si trova a pochi passi dalla stazione e ti consiglio di iniziare proprio da qui. Passeggia senza fretta e prenditi un momento per realizzare che sei finalmente in Giappone. Nel parco potresti trovare bancarelle di antiquariato e street food. Quando ci sono stata io c’erano, ma non sono sempre presenti.

Da Ueno raggiungi Asakusa e il tempio Sensō ji. Puoi camminare circa 25 minuti oppure prendere la metro e arrivarci in 7. La via che porta alla porta Kaminarimon è piena di negozietti, street food e parecchi turisti. Tieni duro fino alle 17 o alle 18 quando negozi e tempio iniziano a chiudere. È proprio in quell’ora che ti consiglio di visitarlo. Le luci si accendono, la folla diminuisce e il tempio diventa ancora più suggestivo. Le luci rimangono accese fino alle 23.

Al Sensō ji puoi provare a predire la tua fortuna tramite gli omikuji. Funziona così. Inserisci una moneta da 100 yen nella cassa. Prendi il cilindro di metallo, scuotilo e aspetta che cada un bastoncino numerato. Usa quel numero per trovare il cassetto corrispondente e prendi il tuo biglietto della fortuna. Troverai indicazioni su desideri, salute, viaggi e vari aspetti della vita. Se la fortuna è buona puoi tenerla come portafortuna. Se è negativa legala all’apposita struttura del tempio per lasciarla andare simbolicamente. Un giapponese mi ha spiegato che questa fortuna vale per un anno intero. Quindi resisti alla tentazione di prendere un omikuji in ogni tempio!

Sensō ji
🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Dai un occhiata a questi tour:
👉 Tour a piedi di Asakusa con visita al Tempio Sensoji
👉
Free Tour di Asakusa

Quando hai finito di scattare foto al Sensō ji, valuta se hai ancora energie. A venti minuti a piedi trovi la Tokyo Skytree, una torre alta 634 metri con due piattaforme panoramiche. Il Tembo Deck si trova a 350 metri e offre una vista a 360 gradi con una parte del pavimento in vetro. La Tembo Galleria è ancora più alta e ti avvolge con muri di vetro. Se preferisci evitare la salita puoi ammirarla dalle rive del fiume Sumida. Ma ti avverto, la vista dall’alto vale ogni yen!

Tokyo Skytree
🎟️ Biglietto: Da circa 12 euro
🕒 Orari: Lunedì venerdì 10:00 – 22:00, sabato e domenica 9:00 – 22:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Salta la fila, acquista i biglietti qui 👉 Biglietto d’ingresso anticipato allo Skytree

Giorno 2 – Tokyo (secondo giorno)

Dopo una colazione a base di dolcetti giapponesi e tè matcha, la prima tappa è il Santuario Meiji.

Il Santuario Meiji è un’oasi verde nel cuore di Tokyo: più di 100.000 alberi ti separano dal caos della città. È dedicato all’imperatore Meiji e all’imperatrice Shoken, simboli dell’apertura del Giappone al mondo moderno. Qui puoi assistere a cerimonie shintoiste, acquistare un amuleto porta fortuna o lasciare un desiderio sulle tavolette votive. E non perderti il celebre muro dei barili di sake, donati dalle distillerie come offerta al santuario, tra cui la storica Kameda Sake Brewery, attiva da oltre due secoli.

Santuario Meiji
🎟️ Ingresso: gratuito
🎟️ Giardini interni: 500 yen
🕒 Orari: dall’alba al tramonto (giardini 9:00–15:30, a giugno fino al tramonto)
⏱️ Tempo di visita: circa 2h


A pochi passi ti ritrovi catapultato in Takeshita Street, la via più iconica di Harajuku. Takeshita Street è un’esplosione di colori, mode assurde e street food che definire “iconico” è riduttivo. Qui trovi negozietti che vendono di tutto: look Lolita, cosplay, vintage rivisitato e tendenze che probabilmente non sono neanche arrivate in Europa. E poi il cibo: snack coreani, le crepes storiche di Marion Crepes e i giganteschi zuccheri filati arcobaleno che vedrai spuntare praticamente ovunque.

Anche se non sei più un adolescente, fidati: questa via ti spiazzerà (in senso buono). Prima di uscire, fai un salto da Daiso (all’inizio della via): è il paradiso dei piccoli souvenir a 100 yen. Roba da riempire la valigia senza sensi di colpa.

Appello personale: Nel quartiere di Harajuku (e anche a Shibuya e Shinjuku) troverai vari “caffè degli animali”, con gufi, maialini, capibara, gattini e cuccioli minuscoli. Lo so, la tentazione è forte: ci sono passata anch’io. Ma ricordati che questi posti sono pensati per i turisti e il benessere dell’animale non è minimamente garantito. Se hai voglia di passare del tempo con gli animali senza contribuire allo sfruttamento, continua a leggere questo itinerario: più avanti ti consiglio un posto etico e davvero speciale.

A pochi minuti a piedi si passa all’atmosfera completamente diversa di Omotesando. Questo è il lato più elegante della zona: negozi di lusso, ristoranti ricercati e un’atmosfera decisamente più adulta. Qui si trova anche Kiddy Land, un paradiso per gli amanti dei giocattoli di qualsiasi età (sì, anche gli adulti emozionati da Snoopy e Totoro).

Da non perdere assolutamente i centri commerciali Tokyu Plaza Omotesando “OMOKADO” e Tokyu Plaza Harajuku “HARAKADO”: architetture pazzesche e terrazze verdi che sembrano uscite da un film futuristico.

Poi si arriva in uno dei quartieri più famosi di Tokyo: Shibuya. Qui le attrazioni principali sono essenzialmente due:

  • Piazza Hachiko (preparati alla fila se vuoi la foto con la statua del cane più fedele del mondo).

  • Shibuya Crossing, l’incrocio più famoso del pianeta, dove attraversare la strada è un’esperienza quasi mistica.

Dopo aver gironzolato tra negozi e grattacieli, sarà decisamente ora di cena (ricorda: in Giappone si cena presto).

Il mio consiglio è Gonpachi Nishi-Azabu, il ristorante che ha ispirato la scena di lotta in Kill Bill Vol. 2. Atmosfera pazzesca e cibo ottimo. Prenota assolutamente online perché è spesso pienissimo.

Per chiudere in bellezza questo secondo giorno, già che ti trovi a Roppongi, sali a vedere Tokyo illuminata dalla terrazza panoramica Tokyo City View. Personalmente la preferisco allo Skytree: qui hai il colpo d’occhio perfetto sulla Tokyo Tower, che di notte sembra uscita da un anime.

Tokyo City View (Roppongi Hills)
🎟️ Ingresso: circa 10-12€
🕒 Orari: 10:00–22:00 (ultimo ingresso 21:00)
⏱️ Tempo di visita: 30–60 minuti

Acquista l’ingresso qui 👉 Biglietto d’ingresso per l’osservatorio Roppongi Hills

Giorno 3 – Tokyo (terzo giorno)

Spero tu sia un gattaro come me, perché oggi si va leggermente fuori dal centro, a Setagaya, per visitare il tempio dei gatti: il Tempio Gotokuji. È gratuito e qui trovi oltre mille Maneki Neko, le iconiche statuette del gatto con la zampetta alzata che porta fortuna.
La chicca? Puoi arrivarci con il trenino a tema gatto: carrozzeria, maniglie, dettagli… tutto felino. Ma attenzione: non è sempre in servizio. Devi prendere il treno dalla stazione Sangenjaya e controllare gli orari del Lucky Maneki-neko Train sul sito ufficiale.

Ultimo consiglio da gattara esperta: se vuoi acquistare un Maneki-neko direttamente al tempio, vai prima delle 11/12. Il pomeriggio sono spesso sold out.

Tempio Gotokuji
🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 06:00–17:00
⏱️ Tempo di visita: 1–1,5h

Dopo il tempio, direzione Akasaka Station. Cosa ha di speciale? È una stazione a tema Harry Potter. Fidati: anche se non hai mai visto un film della saga, l’ambientazione merita una visita!

Il resto della giornata (e soprattutto la serata) è tutto dedicato a Shinjuku, uno dei quartieri più vivaci e iconici di Tokyo.

Dai un occhiata a questi tour:
👉 Free Tour di Shinjuku
👉 Tour gastronomico di Shinjuku (15 piatti e 4 ristoranti)

Prima sfida: uscire dalla stazione. Sembra una battuta, ma non lo è: Shinjuku Station è famosa per essere un labirinto totale, a tal punto che i giapponesi stessi ci fanno persino dei meme. Ma una volta fuori, vieni subito accolto da uno dei punti più fotografati di Tokyo: The Giant 3D Cat, un enorme schermo 4K con un gatto in 3D che sembra uscire fuori dal palazzo. È buffo, inutile… ma iconico.

Da lì addentrati nel quartiere verso il Godzilla Head, la gigantesca testa di Godzilla che spunta tra i palazzi. La via è piena di ristorantini interessanti, e se passi all’ora giusta guarda verso l’alto: ogni ora per pochi secondi Godzilla si muove ed emette il suo verso. Non è che ti cambi la vita, ma già che ci sei… guarda e goditelo.

Alle spalle del Godzilla Head si estende Kabukichō, il quartiere dei locali notturni e a luci rosse.
Non proprio un posto per famiglie, ma non devi immaginarti situazioni creepy: io ci sono passata per curiosità ed era molto più tranquillo del previsto.

A pochi minuti a piedi trovi un luogo unico al mondo: il Golden Gai, un piccolo dedalo di viuzze con più di 200 minuscoli bar, ognuno con non più di 6–8 posti. Ogni locale ha un tema diverso, un proprietario diverso e un’anima diversa. È uno dei simboli della Tokyo notturna d’altri tempi. Non puoi perderlo. Entra in uno dei mini bar (anche solo per un drink): è uno di quei posti dove finisci a parlare con sconosciuti e ti senti immediatamente parte della città.

Ma Shinjuku offre un’altra esperienza tipicamente giapponese che devi assolutamente provare, anche se sei timidissimo: il karaoke. Puoi scegliere tra: karaoke pubblico, dove canti davanti a tutti, o cabine private, dove scegli quanto tempo stare e canti con gli amici (o da solo, senza vergogna). Io ho scelto la cabina privata, perché cantare in pubblico… ehm… no grazie. Ricorda solo che in quasi tutti i locali è obbligatorio ordinare qualcosa da bere.

Timido come me? Fatti accompagnare da uno del posto! 👉 Tour serale con karaoke e giro dei bar di Shinjuku

Insomma, tra karaoke, bar minuscoli, gatti giganti e mostri cinematografici, la serata a Shinjuku ti volerà via.
Ma attenzione: la metro chiude a mezzanotte. Metti una sveglia, perché finire per strada come i salarymen addormentati dopo una serata pesante è un attimo.

Giorno 4 – Nikko

Oggi gita fuori porta! Destinazione: Nikko, una delle mete più amate fuori da Tokyo.
Perché è così popolare? Perché è una città immersa nella natura, circondata da montagne, fiumi, cascate e soprattutto da un complesso di templi e santuari talmente importanti da essere dichiarati Patrimonio UNESCO. In più è raggiungibile in un paio d’ore e, per spezzare il caos della capitale, è semplicemente perfetta.

Come arrivare a Nikko

La maggior parte dei turisti si affida al famoso Nikko Pass (3000 yen, valido 2 giorni). Include: treno a/r da Asakusa Station per Nikko Station (solo treno “locale”); autobus illimitati nell’area del World Heritage Site. Se però vuoi salire fino al Lago Chuzenji e alle Cascate Kegon, devi prendere il pass superiore, che costa molto di più (8000 yen, valido 4 giorni).

Importante: il Nikko Pass non copre i treni limited express (tipo Spacia o Spacia X), quindi se vuoi viaggiare più veloce devi pagare un biglietto extra oltre al pass.

Il Nikko Pass conviene?

Dipende. Conviene se il tuo alloggio a Tokyo è vicino ad Asakusa, non hai intenzione di prendere treni veloci con supplemento e se userai gli autobus a Nikko.

Io non l’ho fatto per vari motivi: il mio alloggio era a 40 minuti da Asakusa, quindi avrei perso tempo; sapevo già che non avrei usato i bus, perché tutto quello che volevo vedere era raggiungibile a piedi; non mi interessava accorciare il viaggio, anzi… viva i treni lenti ed economici.

Morale: non ti sto dicendo “non fare il pass”, ti sto dicendo: guarda Google Maps, guarda i prezzi che ti indica e valuta davvero se ti conviene. A volte con un paio di cambi e treni più lenti risparmi la metà.

Nikko – Cosa vedere

Una volta arrivato a Nikko Station, il primo punto di interesse è il Ponte Shinkyo (20 minuti a piedi se non prendi il bus). È un ponte rosso super instagrammabile, uno dei simboli della città.
Volendo puoi anche salirci sopra pagando un biglietto, ma secondo me non vale la pena.

Attraversi la strada e ti ritrovi nel World Heritage Shrine Area, una zona enorme piena di templi e santuari, ognuno con prezzi e caratteristiche diverse.

Cos’è la Shrine Area?

È un complesso monumentale immenso dove convivono santuari shintoisti, templi buddhisti, mausolei, giardini e musei. L’area è vasta e i biglietti si acquistano singolarmente oppure in combo, a seconda di cosa vuoi vedere.

Le tappe principali

Santuario Toshogu.

È il più famoso di Nikko e anche il più affollato. Qui è sepolto il primo shogun Tokugawa Ieyasu. E qui trovi le famosissime Tre Scimmie (“non vedo il male, non sento il male, non parlo del male”), il Gatto Dormiente, ed edifici iper decorati e meravigliosi.

Consiglio: nei weekend c’è sempre una fila infinita per comprare i biglietti. Comprali online.

🎟️ Biglietti Toshogu + Museo del Tesoro: 2400 yen
🎟️ Biglietti solo Santuario Toshogu: 1600 yen
🕒 Orari: Aprile–Ottobre: 9:00–17:00. Novembre–Marzo: 9:00–16:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5–2h

Futarasan-jinja

L’altro grande santuario shintoista dell’area, molto più silenzioso del Toshogu.

🎟️ Biglietti: 300 yen
🕒 Orari: Aprile–Ottobre: 9:00–17:00. Novembre–Marzo: 9:00–16:00
⏱️ Tempo di visita: 1h

Rinnoji Temple

È il cuore buddhista di Nikko. L’edificio principale, Sanbutsudo, è imponente e custodisce tre statue dorate bellissime.

🎟️ Ingresso Singolo al Rinnoji Temple: 900 yen
🎟️ Combo (Sanbutsudo + Taiyuin + Treasure Hall + Shoyoen Garden): 1000 yen
🕒 Orari: Aprile–Ottobre: 8:00–17:00. Novembre–Marzo: 8:00–16:00
⏱️ Tempo di visita: 2h

Pranzo – Yuba time

Uscito dalla Shrine Area ti sarà venuta fame. La specialità assoluta di Nikko è lo yuba, la “pelle” del tofu, usata in mille modi diversi. Sulla strada verso la prossima tappa c’è un ristorantino affacciato sul fiume che la prepara benissimo: Santenamataro. Piccolo, tranquillo, autentico.

Se lo trovi chiuso, niente panico: proprio davanti a Nikko Station c’è un altro ristorante che propone yuba in ogni variazione possibile, Azuma, puoi pranzare qui prima di riprendere il treno verso Tokyo.

Kanmangafuchi Abyss

Dopo pranzo, continua su quella strada e inizia il breve sentiero che porta al Kanmangafuchi Abyss, una gola naturale creata dal flusso del fiume Daiya.

È uno dei posti più suggestivi di Nikko: cammini accanto ad un fiume impetuoso, in mezzo alla natura e circondato da decine di statue Jizo, tutte in fila, con cappellini e bavaglini rossi.

Curiosità: si dice che queste statue cambino numero ogni volta che qualcuno prova a contarle. Sinceramente, non ho provato a fare questo test per scoprire se è vero!

Il sentiero è breve, gratuito, e super rilassante. Finita la passeggiata, torna verso la stazione: è ora di rientrare a Tokyo.

Giorno 5 – Kamakura ed Enoshima

Oggi si lascia temporaneamente Tokyo. Non preoccuparti, ci tornerai presto (mancano ancora parecchi quartieri iconici da spuntare!). Ma ora è il momento di respirare aria di mare e rallentare un po’ il ritmo, proprio come fanno i giapponesi quando vogliono scappare per un giorno dalla frenesia cittadina.
Consiglio: se puoi, vieni qui in un giorno feriale. Kamakura ed Enoshima nel weekend sono prese d’assalto.

Il pass per questi due giorni: Hakone Kamakura Pass

Se ieri ti avevo suggerito di valutare il Nikko Pass, oggi invece il consiglio è molto più diretto: fai l’Hakone Kamakura Pass.
È valido 3 giorni, include 8 trasporti diversi (compresi trenini, funivie e persino una mini–crociera). E soprattutto… domani visiterai Hakone. Facendo due conti, qui il pass conviene eccome.

Il pass si attiva a Shinjuku Station, da cui prendi l’Odakyu Line fino a Fujisawa.

Appena arrivi a Fujisawa, primo consiglio: molla in un locker le valigie pesanti, così ti godi la giornata in leggerezza. Poi prendi la Enoden Line, uno dei trenini più iconici del Giappone, e scendi a Hase Station.

Prima tappa: il Grande Buddha di Kamakura (Daibutsu) – Tempio Kotoku-in

A soli 5 minuti a piedi dalla stazione ti ritroverai di fronte a lui: il Grande Buddha all’aperto, 14,3 metri di bronzo che ti osservano pacifico da quasi 800 anni.

Curiosità: originariamente era al chiuso, ma un maremoto nel XV secolo distrusse il tempio che lo ospitava. Da allora vive sotto il cielo.

Puoi entrare all’interno della statua per 50 yen. Spoiler: non c’è niente di speciale, ma costa talmente poco che magari la curiosità ti farà dire “vabbè, già che sono qui…”

Il complesso include anche un piccolo giardino zen molto carino.

Kotoku-in
🎟️ Biglietti: 300 yen
🎟️ Interno Buddha: 50 yen
🕒 Orari: 8:00–17:30 (17:00 da ottobre a marzo)
⏱️ Tempo di visita: 30/40 minuti

Seconda tappa: Hase-dera Temple

A pochi minuti a piedi ti aspetta uno dei templi più belli di tutta Kamakura. Hase-dera è famoso soprattutto per la statua lignea di Kannon (11 metri!), ma il tempio è un piccolo mondo a sé: pagode, giardini zen, grotte e terrazze panoramiche.

Da non perdere: Jizo-do, con centinaia di piccole statue collocate dai genitori in lutto per un aborto. Queste statue rimangono sul posto per circa un anno, prima di essere rimosse per far posto ad altre statue; vista mozzafiato sulla baia di Sagami; la grotta benten kutsu, dedicata alla dea del mare Benzaiten; e ovviamente… Nagomi Jizo, il Jizo più dolce del Giappone. Scatta la foto di rito.

Hase-dera
🎟️ Biglietti: 400 yen (carta alle macchinette / cash in cassa)
🕒 Orari: 8:00–17:30 (17:00 da ottobre a marzo)
⏱️ Tempo di visita: 1–1,5 ore

Komachi-dori + Tsurugaoka Hachiman Shrine

Riprendi la Enoden Line e scendi al capolinea: Kamakura Station. Qui inizia Komachi-dori, una via piena di street food, negozietti e ristorantini perfetti per pranzo.

Alla fine della via ti trovi davanti ad uno dei santuari più importanti di Kamakura: Tsurugaoka Hachiman, gratuito, enorme e da esplorare con calma.

Tsurugaoka Hachiman
🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 6:00–20:00
⏱️ Tempo di visita: 1–1,5 ore

Fuori programma consigliatissimo: Hokokuji Temple (Bamboo Temple)

Avevo un po’ di tempo e ho deciso di camminare 20 minuti verso Hokokuji Temple, ed è stata una delle cose più piacevoli della giornata. È famoso per ospitare una piccola foresta di bamboo super fotogenica ed un tea house, dove puoi bere matcha guardando il bamboo. Io non ho avuto tempo per il matcha, ma se puoi… fallo!

Hokokuji
🎟️ Biglietti: 400 yen (600 con matcha)
🕒 Orari: 9:00–16:00
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti senza tè

Terminato il giro, prendi l’autobus per tornare a Kamakura Station (il pass non vale, ma puoi pagare con Suica).

Enoshima – la parte più intensa (e bella) della giornata

Da Kamakura Station prendi il treno per Enoshima Station. ⚠️ Arriva entro le 15:30! Il motivo? L’ingresso all’Iwaya Cave chiude alle 17:00, e per arrivarci ci vogliono 35–40 minuti a piedi, di cui quasi tutti in salita, con un numero infinito di scalini e tanti negozietti che ti distraggono dalla meta.

Le grotte non sono enormi, ma l’esperienza è particolare: ti danno una lanternina di carta per esplorarle. È suggestivo, un po’ misterioso, e diverso da tutto quello che hai visto finora.

Iwaya Caves
🎟️ Biglietti: 500 yen
🕒 Orari: 9:00–17:30 (ultimo ingresso 17:00)
⏱️ Tempo di visita: 20 minuti

Uscito dalle grotte, continua verso Chigogafuchi Abyss, una zona rocciosa sul mare. Se il cielo è limpido, qui puoi vedere il Monte Fuji in lontananza. Io l’ho visto per la prima volta proprio qui, per caso, mentre il cielo si colorava di uno dei tramonti più belli della mia vita.
Rimani qui il più possibile: è un momento magico.

Prima di tornare indietro, puoi salire sulla Enoshima Sea Candle, la torre panoramica. Di sera è illuminata, quindi se è buio è ancora più d’effetto. Io non sono salita per questione di tempo, ma dicono che la vista sia meravigliosa.

Enoshima Sea Candle
🎟️ Biglietti: 800 yen
🕒 Orari: 9:00–20:00 (ultimo ingresso 19:30)
⏱️ Tempo di visita: 20/30 minuti

Raggiungi a piedi Katase-Enoshima Station, una delle stazioni più belle del Giappone (la capirai appena la vedrai).
Prendi il treno e scendi a Fujisawa. Recupera i bagagli e prendi un treno per Hakone-Yumoto. La tratta dura circa 1 ora ed è inclusa nel pass. 

Consiglio finale: scegli un alloggio con onsen

Hakone è piena di ryokan e hotel con piccole sorgenti termali interne. Dopo tutto il camminare dei giorni precedenti, regalati una coccola bollente. Non te ne pentirai.

Giorno 6 – Hakone

Hakone è una delle mete naturalistiche più amate dai giapponesi. Si trova a circa 100 km da Tokyo e fa parte del Parco Nazionale Fuji–Hakone–Izu: montagne, foreste, sorgenti termali, un lago da cartolina e, quando il cielo decide di essere clemente, lui, il Monte Fuji che si riflette nell’acqua.
È il luogo perfetto per rallentare, staccare la spina e godersi un po’ di Giappone più silenzioso e immerso nella natura.

Old Tokaido – camminata nella storia

Se ti piace camminare, ti propongo di iniziare la giornata con un piccolo salto nel passato: la Old Tokaido, un tratto dell’antica strada dell’epoca Edo che collegava Tokyo a Kyoto.

Il sentiero parte davanti all’Amazake Chaya, una storica casa da tè che sembra uscita da un’altra epoca.
Fermati per assaggiare l’amazake, una bevanda calda a base di riso fermentato, dolce e confortante (perfetta in una giornata fredda). Da lì parte la camminata: 2 km, circa 30 minuti (di pura pace), e il tutto immerso nel bosco, tra pietre antiche e tronchi secolari. Arriverai quasi direttamente sulle sponde del Lago Ashi.

Motohakone-ko → Peace Torii → Santuario Hakone-jinja

Se non ami camminare, o sei stretto coi tempi, puoi arrivare comodamente in bus fino a Motohakone-ko, uno dei punti più scenografici del lago.

👉 Nota utile: gli autobus di Hakone sono compresi nel pass, quindi basta mostrare il QR code all’autista.

Prima di imbarcarti sulla famosa nave pirata (sì, pirata, hai letto bene!), concediti una passeggiata lungo il lago fino al Peace Torii, il gigantesco torii rosso che emerge dall’acqua. È uno dei simboli di Hakone e sì, è super fotogenico.

Da lì, puoi anche salire al Santuario Hakone-jinja: piccolo, gratuito e immerso nel verde. Una tappa veloce ma molto suggestiva.

La nave pirata del Lago Ashi

È arrivato il momento di salire a bordo. Le navi partono ogni mezz’ora e la traversata dura circa 15–20 minuti.

Se il cielo è limpido è uno dei punti migliori per vedere il Monte Fuji riflesso nel lago. Io… non l’ho visto. Era totalmente coperto. Ma la traversata resta bellissima comunque, quindi niente paura.

La nave attracca a Togendai Port: da qui parte la Ropeway.

Funivia Togendai → Owakudani

La funivia parte ogni 3–5 minuti e in circa 15 minuti ti porta a Owakudani, una delle zone più incredibili (e sulfuree!) di Hakone. 

Già dopo 10 minuti inizierai a vedere fumo che esce dalla montagna. Il paesaggio è surreale. Sembra di essere su un altro pianeta. Owakudani è un’area vulcanica ancora attiva, dove il terreno fuma, ribolle e odora di zolfo. È famosa per le kuro tamago, le “uova nere”: uova normali che vengono immerse nelle acque geotermiche e diventano nere per una reazione con il solfuro. La leggenda dice che mangiarne una ti allunghi la vita di 7 anni. Sono vendute solo qui, e sì, vengono cotte al momento tra i vapori del vulcano.

Hakone Open-Air Museum – arte a cielo aperto

Se il meteo ti sorride e hai ancora energie, ti consiglio assolutamente una visita al The Hakone Open-Air Museum, uno dei musei più particolari del Giappone. È stato il primo museo giapponese a unire arte contemporanea e natura, creando un percorso completamente all’aperto. Tra prati, colline e sentieri puoi ammirare più di 120 sculture, molte gigantesche. Il museo ospita anche un intero padiglione dedicato a Pablo Picasso, oltre a varie sale interne e spazi interattivi pensati per i bambini. È un luogo che sorprende a ogni angolo.

Per raggiungerlo dovrai riprendere la funivia fino a Sounzan Station, prendere la cable car (anch’essa inclusa nel pass), scendere a Gora Station, e infine prendere il trenino fino a Chokokunomori Station. Letto così sembra complicato, ma in realtà è tutto super segnalato e scorrevole. Calcola circa 45–50 minuti per l’intero spostamento.

The Hakone Open-Air Museum
🎟️ Biglietti: 2000 yen (piccolo sconto con l’Hakone Pass)
🕒 Orari: 9:00–17:00 (ultimo ingresso 16:30)
⏱️ Tempo di visita: minimo 2 ore

Hakone → Gotemba → Kawaguchiko

Finita la giornata ad Hakone, è il momento di avvicinarti alla tua tappa di domani: la Chureito Pagoda.

Raggiungi Gotemba Station (coperto dal pass). Da lì prendi l’autobus per Kawaguchiko Station. Scegli un alloggio il più vicino possibile alla pagoda.

Io ho dormito all’Hotel Fuji Tatsugaoka, che dista a 35 minuti a piedi dalla pagoda, ha un onsen interno, un ristorante e stanza con vista Monte Fuji (scoperta solo al mattino seguente aprendo le tende… momento indimenticabile).

👉 Consiglio finale: Metti la sveglia un’ora prima dell’alba. Fidati. Il Monte Fuji all’alba dalla Chureito è una delle cose più emozionanti che vedrai in tutto il viaggio.

Giorno 7 – Kawaguchiko (Monte Fuji)

Lo so, l’orario dell’alba cambia in base al periodo dell’anno. Io ero lì a fine ottobre e il sole sorgeva alle 6 in punto. Sveglia alle 5, quindi. Giusto quei 20 minuti necessari per capire chi sei e dove ti trovi… e poi fuori, direzione Chureito Pagoda.

Dall’hotel ai piedi del monte la strada è facilissima. Il problema arriva dopo: 398 gradini che ti guardano dall’alto verso il basso, come per dire “Vediamo se hai fegato”. Probabilmente ti fermerai un paio di volte a riprendere fiato chiedendoti “Ma chi me l’ha fatto fare? E perché PRIMA dell’alba?!”
Poi succede la magia: il cielo inizia a schiarire, ti volti e… eccolo. Il Monte Fuji, gigantesco e perfetto. A quel punto gli ultimi gradini li fai quasi correndo, perché vuoi arrivare in cima al più presto.

E in cima chi trovi? Tu, la Pagoda, e un esercito di fotografi professionisti con treppiedi grandi quanto loro. Nessun turista “casuale”, solo gente silenziosa che aspetta il momento perfetto. E quella vista… quella vista senza neanche una nuvola te la auguro davvero.

Perché all’alba e non dopo?
Perché è l’unico modo per goderti quel luogo come merita: senza folle, senza gente che ti blocca la visuale per mezz’ora a scattarsi mille foto. Fidati: vai all’alba.

Oshino Hakkai: gli “otto specchi d’acqua”

Anche se vorresti restare lì tutto il giorno, la tabella di marcia oggi è serrata. Torna in hotel, recupera le tue cose (lascia pure i bagagli in reception se vuoi) e vai a prendere l’autobus per Oshino Hakkai.

“Hakkai” significa “otto mari”, anche se in realtà si parla di otto sorgenti cristalline. L’acqua del Fuji filtra per decenni attraverso la roccia vulcanica prima di riaffiorare limpida come vetro. Il villaggio è minuscolo, si gira in fretta, ed è molto turistico… ma se arrivi presto troverai solo qualche negozietto che sta aprendo e il profumo dei primi mochi alla griglia.

Io ho fatto colazione con mochi al tè verde ripieni di fagioli rossi, tostati sulla piastra. Divini. E già che sei in zona, prendi una mela Fuji: sono molto più grandi (e più buone) di quelle che mangiamo in Italia.
C’è anche un negozio di souvenir con prezzi ottimi e… tax free. Dai, che un piccolo spazio nello zaino si trova!

Ah, sì: dal villaggio si vede ancora il Monte Fuji. Bellissimo.

Se hai dieci minuti prima dell’autobus, fai un salto nel piccolo giardino zen accanto alla fermata: ponticelli, un mulino ad acqua, un gazebo… sembra uscito da un film Ghibli.

Di corsa verso Kawaguchiko Station…

Torna a Kawaguchiko Station (o passa prima dall’hotel se devi riprendere i bagagli). La fretta non è casuale: domani ti aspettano Takayama e Shirakawa-go, e da qui parte il Limonbus, da prenotare in anticipo.

Costa 10.000 yen (circa 55€): sì, è una cifretta, ma ti regala 5 ore di paesaggi incredibili, attraversando le montagne della prefettura di Gifu. Se viaggi in autunno, il foliage è spettacolare.
Il problema? Parte alle 13:25, quindi la mattinata è tutta incastrata come un tetris ben riuscito.

Ubuyagasaki Shrine: l’ultima foto perfetta del Fuji

Grazie alla sveglia assassina, io sono arrivata a Kawaguchiko verso le 11 e ho avuto persino il tempo di raggiungere lo Ubuyagasaki Shrine, uno dei punti panoramici più belli sul lago Kawaguchi.

Attenzione: sono 40 minuti a piedi (andata) + 40 minuti (ritorno) oppure 7-8 minuti di autobus… se capita al momento giusto. Vale però ogni passo: un’altra vista pazzesca del Fuji.

Prima di salire sul bus, ho pranzato da Hotou Fudo, proprio davanti alla stazione: le cameriere sono talmente fuori di testa e adorabili che diventano loro stesse un’attrazione. Se ci vai capirai.

Verso Takayama

Ora sì: sali sul Limonbus, rilassati e goditi il panorama. Arriverai a Takayama Station alle 18:15.
Per dormire ho scelto il Country Hotel Takayama, a soli 5 minuti dalla stazione: comodo e pulito.

Hai tempo extra a Kawaguchiko?

Se trascorri più giorni in zona, sappi che qui si trova anche il parco divertimenti Fuji-Q Highland: perfetto per famiglie, coppie, amici… e temerari. Le montagne russe hanno la vista sul Monte Fuji. Cioè, serve aggiungere altro?

Giorno 8 – Takayama e Shirakawa-go

Oggi si fa sul serio: due città da visitare e una terza dove andare a dormire (Kanazawa). Giornata intensa? Assolutamente sì. Ma niente panico: Takayama è piccola, raccolta, e i suoi punti di interesse sono tutti vicinissimi alla stazione. Perfetta per un’esplorazione veloce ma ricca di fascino.

Takayama: un salto nel Giappone feudale

Perché fermarsi qui? Takayama è una cittadina che sembra uscita da un vecchio libro illustrato sull’epoca Edo. Il suo centro storico ha mantenuto intatte le case tradizionali, i magazzini, le stradine strette in legno scuro… e tutto questo le dà un’atmosfera unica.

La mattinata inizia dai mercatini lungo il fiume Miya-gawa, dove puoi assaggiare una specialità locale: le Mitarashi Dango, palline di riso grigliate e glassate. Perfette come colazione “mordi e fuggi” mentre ti perdi tra vicoli, ponticelli e casette in legno.
Una delle strade più caratteristiche è Sanmachi-dori, una via così ben conservata che sembra un set cinematografico.

Gli amanti del sakè qui impazziscono: Takayama è piena di antiche distillerie, tra cui la Funasaka Sake Brewery, che propone degustazioni. 

Takayama Jinya: tra storia e tatami

L’ex palazzo governativo è uno dei luoghi più importanti della città. Un tempo sede degli amministratori inviati dallo Shogunato Tokugawa, il Takayama Jinya era il centro politico della regione. Oggi è un museo dove puoi camminare tra sale tatami perfettamente conservate, ambienti formali per le udienze, zone residenziali e un enorme magazzino usato per conservare il riso. Dentro trovi documenti, oggetti originali e antiche mappe della regione.

Takayama Jinya
🎟️ Biglietti: 440 yen
🕒 Orari: 8:45 – 16:30
⏱️ Tempo di visita: 30/40 minuti

Dopo la visita è ora di rientrare in stazione: si parte per Shirakawa-go. Io ho preso il bus delle 11:20 (prenotato in anticipo sul sito della Nohi Bus) e sono arrivata alle 12:10. Costo: 2800 yen.

Shirakawa-go: il villaggio delle case dai tetti di paglia

Shirakawa-go è uno di quei posti che ti rimangono nel cuore. Patrimonio UNESCO, è famoso per le sue case tradizionali Gassho-zukuri, costruite con tetti ripidi in paglia che ricordano due mani giunte in preghiera. Non è solo un luogo “carino da vedere”: è un villaggio vivo, immerso nella natura, che racconta secoli di storia contadina. Passeggiare tra questi tetti imponenti, i campi, i ruscelli e le piccole botteghe dà la sensazione di essere finiti in un mondo sospeso nel tempo. E se lo visiti in autunno o d’inverno… preparati a innamorarti definitivamente.

Tra gli edifici aperti al pubblico, il più celebre è Wada House, la più grande del villaggio e anche una delle prime che si incontrano. Si può entrare, salire al piano superiore e osservare da vicino la struttura del tetto, costruito senza un solo chiodo. Impressionante.

Wada House
🎟️ Biglietti: 400 yen
🕒 Orari: 9:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 10/15 minuti

Quanto tempo stare a Shirakawa-go?

Organizzati bene, perché l’ultimo bus per Kanazawa parte alle 17:30 (arrivo 18:45). Anche questo va prenotato con giorni di anticipo, sempre dalla Nohi Bus. Costo: 2800 yen.

Io a Shirakawa-go ci sono stata 3 ore, che per me sono bastate: ho girato tutto il villaggio, visitato un paio di case e pranzato con gli onigiri del supermercato. Per questo ho preso il bus delle 15:55.
Se però vuoi andare con più calma (o ami fotografare tutto da ogni angolazione), prendi pure l’ultimo bus.

Giorno 9 – Kanazawa

Kanazawa è famosa essenzialmente per due cose: i samurai e l’oro.
Non è un caso: durante il periodo feudale, qui viveva uno dei clan più potenti e influenti del Giappone, il clan Maeda. Erano i signori della ricchissima provincia di Kaga, così prospera da essere considerata seconda solo allo shogunato in termini di ricchezza. La loro potenza economica ha permesso alla città di sviluppare arti raffinatissime, tra cui la lavorazione della foglia d’oro. Kanazawa, ancora oggi, produce oltre il 99% della foglia d’oro giapponese.
E quando una città è così famosa per qualcosa… la ritrovi ovunque: nei souvenir, nei templi, nelle botteghe, nella cosmetica… e persino sul gelato! Sì, qui puoi davvero mangiare un gelato alla vaniglia con la foglia d’oro commestibile sopra. 

Nagamachi: il quartiere dei samurai

Inizia la tua giornata nel quartiere Nagamachi, dove vivevano le famiglie dei più alti ranghi samurai. È un quartiere elegante, sobrio, con muri in terra battuta e piccoli canali d’acqua. Alcune residenze sono oggi aperte al pubblico, trasformate in musei che raccontano la vita di queste famiglie guerriere.

La più interessante da visitare è la residenza Nomura, piccola ma curatissima, con ambienti in legno, arredi originali e un giardino interno che è un gioiellino zen.

Nomura-ke Samurai Heritage Residence
🎟️ Biglietti: 550 yen
🕒 Orari: 8:30 – 17:30 (16:30 in inverno)
⏱️ Tempo di visita: 20 minuti

Attraversato il fiume, in 15–20 minuti, raggiungi uno dei luoghi più particolari di Kanazawa: il Myouryuji, soprannominato “il tempio dei ninja”. Non era davvero un rifugio per ninja, ma una struttura piena di passaggi segreti, porte trabocchetto, corridoi nascosti e scale camuffate, costruita appositamente per difendere il clan Maeda da eventuali attacchi.

Il tour è guidato (solo in giapponese, ma ti danno una brochure in varie lingue, anche italiano).
Il problema? Va prenotato. Il sito ufficiale è perennemente in rifacimento, quindi o chiedi al tuo hotel di chiamare e prenotare per te oppure vai direttamente lì e spera che ci sia posto nel prossimo tour. 

Myouryuji – Ninja Temple
🎟️ Biglietti: 1200 yen
🕒 Orari: 8:30 – 16:00
⏱️ Durata tour: 40 min

A soli 15 minuti dalla residenza Nomura trovi uno dei musei contemporanei più famosi del Giappone: il Kanazawa 21st Century Museum of Contemporary Art. È conosciuto soprattutto per la celebre opera di Leandro Erlich, “La piscina”, in cui sembri davvero sott’acqua senza bagnarti.
Purtroppo quando ci sono stata io… era chiuso. Giorno sbagliato. Ma è nella mia wish list per la prossima volta!

21st Century Museum of Contemporary Art
🎟️ Biglietti: 1200 yen
🕒 Orari: 10:00 – 18:00 (dom, mer, gio), 10:00 – 20:00 (ven, sab). Chiuso lunedì e martedì.
⏱️ Tempo di visita: 2 ore

Kenroku-en: uno dei giardini più belli del Giappone

Se c’è un posto che non puoi assolutamente perderti, è Kenroku-en. È considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone e appena entri capisci il perché: laghetti, ponticelli, colline, pini scolpiti, pietre perfette… sembra un dipinto che prende vita. Passeggiare qui è un’esperienza zen che ti fa dimenticare (momentaneamente) quanto hai già camminato oggi.

Kenroku-en
🎟️ Biglietti: 320 yen
🕒 Orari: 7:00 – 18:00
⏱️ Tempo di visita: 1h – 1,5h

Castello di Kanazawa & Omicho Market

Di fronte al giardino c’è il castello di Kanazawa, circondato da ampi spazi verdi. Al momento è in espansione, quindi parte dell’area è in ristrutturazione. Non c’è moltissimo da vedere dentro, ma vale la pena attraversarlo per raggiungere la tappa successiva: Omicho Market.

È quasi ora di pranzo, e questo mercato coperto è perfetto per assaggiare specialità locali: pesce freschissimo, bowl di riso, fritti, frutta enorme… e tante piccole chicche culinarie.

Higashi Chaya: l’ex quartiere delle geishe

Dopo pranzo, una passeggiata di 15 minuti ti porta a Higashi Chaya, un quartiere storico dove un tempo si trovavano le case da tè e le okiya delle geishe. Oggi molte di queste antiche case in legno sono negozi di artigianato e sale da tè ancora perfettamente conservate.
Qui puoi anche andare da Hakuichi, una delle botteghe più famose per l’oro di Kanazawa… e sì, dove puoi finalmente provare il gelato con la foglia d’oro.

Verso Kyoto!

Quando hai finito la tua esplorazione, recupera i bagagli e raggiungi la stazione dei treni.
Piccola nota: la stazione di Kanazawa è bellissima, moderna, con una facciata che sembra un’opera d’arte. Vale quasi da sola la visita.

Ora è il momento di prendere il tuo primo Shinkansen: destinazione Kyoto, dove dormirai e inizierai una delle parti più affascinanti del tuo viaggio.

Giorno 10 – Kyoto (primo giorno)

Per il tuo primo giorno a Kyoto ti consiglio di iniziare col botto: il Kiyomizu-dera, uno dei templi più iconici della città. Costruito in alto sulla collina di Higashiyama, è famoso per la sua enorme veranda in legno, completamente assemblata senza usare neanche un chiodo, e sorretta da un’imponente struttura di palafitte. Da lì la vista su Kyoto è pazzesca: tetti tradizionali, verde ovunque e, nelle giornate limpide, un panorama che sembra non finire mai. È uno di quei posti che ti fa capire subito perché Kyoto è così speciale.

Kiyomizu-dera 🎟️ Biglietti: 500 yen 🕒 Orari: 6:00 – 18:00 ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Vuoi affidarti ad una guida per esplorare Kyoto? Questa esperienza può fare al caso tuo 👉 Tour completo di Kyoto con biglietti

Sannenzaka e Ninenzaka

Fuori dal tempio scendi verso due delle strade più pittoresche della città: Sannenzaka e Ninenzaka.
È una zona piena di case in legno, negozietti tradizionali, piccoli laboratori artigianali e caffetterie adorabili.
Se sei un fan, qui c’è anche uno store ufficiale dello Studio Ghibli, ed è bellissimissimo (prepara il portafoglio).

Kodai-ji: il tempio dell’amore e della devozione

Da qui, in pochi minuti, arrivi al Tempio Kodai-ji, fondato nel 1605 da Nene, la moglie del grande signore feudale Toyotomi Hideyoshi. Lei lo costruì per onorare suo marito, e per questo molti lo considerano il tempio dell’amore coniugale. Infatti qui troverai degli ema a forma di cuore, su cui i visitatori scrivono desideri e preghiere.

Ma il tempio non è solo romantico. C’è una piccola foresta di bamboo, perfetta per qualche foto bellissima, un grande giardino zen e un padiglione con affreschi buddhisti che rappresentano il Nirvana.

Kodai-ji 🎟️ Biglietti: 600 yen 🕒 Orari: 9:00 – 17:00 ⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Gion e poi via verso il Ginkaku-ji

Terminata la visita, dirigiti verso Gion, il quartiere delle maiko e delle geishe. Io ci sono passata giusto per un primo assaggio, ma volevo assolutamente tornarci in serata, quando l’atmosfera diventa più intima e cinematografica.

Da Gion ho preso un autobus (principalmente per dare 10 minuti di pace ai miei piedi!) per raggiungere l’ultimo tempio della giornata: il Ginkaku-ji, il “Padiglione d’Argento”.

Paradossalmente non è e non è mai stato ricoperto d’argento: il nome richiama più l’eleganza minimalista dell’intero complesso. È famoso per la sua Via di Sabbia Bianca, un percorso che attraversa il giardino e rappresenta la purezza. Lungo la via trovi installazioni di sabbia curate ogni giorno dai monaci. La più famosa è il Kogetsudai, un grande cono di sabbia che richiama la forma del Monte Fuji. Nei giardini c’è anche il cosiddetto “Mare d’Argento”, un’ampia distesa di sabbia fine che riflette la luce creando un effetto quasi metallico. Oltre ai giardini zen, ci sono laghetti, collinette e punti panoramici. Salendo un sentiero nella parte alta, raggiungi un piccolo belvedere da cui si ammira Kyoto dall’alto, con vista fino al Monte Hiei e al fiume Kamo.

Ginkaku-ji 🎟️ Biglietti: 500 yen 🕒 Orari: 8:30 – 17:00 ⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

Il Sentiero del Filosofo

Uscita dal Ginkaku-ji, sono tornata a piedi verso Gion, ma passando per una delle strade più affascinanti di Kyoto: il Sentiero del Filosofo (Tetsugaku no Michi).

È un sentiero che prende il nome da Nishida Kitaro, un professore di filosofia che lo percorreva ogni giorno per meditare. È un percorso tranquillo che costeggia un piccolo canale, immerso nel verde: perfetto per una passeggiata riflessiva nel pomeriggio.

Lungo il tragitto trovi caffè nascosti, piccoli atelier artigianali e un negozio dell’usato senza commessi: scegli, prendi, lasci i soldi in una cassetta e te ne vai. Perché nessuno ruba? Perché siamo in Giappone, dove l’onestà è una cosa presa molto sul serio (e poi c’è anche una telecamera!).

Rientro a Gion e atmosfera serale

Sono arrivata di nuovo a Gion passando attraverso il Parco Maruyama, dove sorge anche il santuario Yasaka.
Gion di sera è pura magia: le case in legno, i lampioni accesi, le vie strette… e quell’attesa silenziosa di avvistare una maiko che esce dalla sua okiya. Io non sono stata fortunata, ma ti assicuro che anche senza incontri speciali l’atmosfera vale il viaggio.

Vuoi incontrare una maiko? Dai un’occhiata a queste esperienze:
👉
Spettacolo di geishe di un’ora a Kyoto

👉
Free tour del quartiere di Gion

Pontocho e il fiume Kamo

Per chiudere la giornata in bellezza (e romanticismo), niente batte una passeggiata serale lungo il fiume Kamo, nel quartiere Pontocho. È una delle zone più caratteristiche per cenare o semplicemente per camminare ascoltando il suono dell’acqua. Perfetta conclusione per un primo giorno a Kyoto davvero intenso.

Giorno 11 – Kyoto (secondo giorno)

Anche oggi sveglia prestissimo. Obiettivo: arrivare alla Arashiyama Bamboo Forest prima che l’affollamento diventi ingestibile. E sì, capisco perfettamente perché questo posto sia preso d’assalto: è super instagrammabile.
Ma anche se delle foto non te ne importa niente e vuoi solo goderti il fascino del luogo… beh, devi comunque alzarti all’alba. È l’unico modo per vederla con un minimo di tranquillità.

Adashino Nenbutsu-ji

A circa 25 minuti a piedi da Arashiyama c’è un’altra foresta di bamboo molto meno frequentata: Adashino Nenbutsu-ji. Qui il sentiero di bamboo è piccolo e sicuramente meno scenografico di Arashiyama, ma il tempio è speciale per un altro motivo: nel suo cortile ci sono oltre 8.000 piccole statue dedicate alle anime sole, cioè le persone che sono morte senza parenti a ricordarle. Un luogo semplice, silenzioso, quasi commovente.

Adashino Nenbutsu-ji Temple
🎟️ Biglietti: 500 yen
🕒 Orari: 9:00 – 16:30
⏱️ Tempo di visita: 30–40 minuti

Kimono Forest

Dopo Adashino, vai a prendere il tram Randen alla stazione di Arashiyama, che ha una peculiarità. La stazione ospita infatti la Kimono Forest, un’installazione permanente composta da circa 600 cilindri illuminati di notte, rivestiti con tessuti tradizionali di kimono. Anche di giorno è bellissima, una sorta di tunnel colorato che sembra uscito da una fiaba giapponese.

Ryōan-ji: il giardino zen più famoso del Giappone

Il tram ti lascia vicino alla prossima tappa: il Ryōan-ji, uno dei templi zen più importanti del Paese.

Il suo cuore è il celebre giardino di pietra, considerato uno dei massimi esempi di estetica zen: 15 rocce disposte in un mare di ghiaia bianca rastrellata ogni giorno.
Curiosità: da qualunque punto tu lo guardi, vedrai sempre solo 14 rocce. La tradizione dice che riuscire a percepirne 15 è possibile solo raggiungendo l’illuminazione.
Il resto del tempio è immerso nel verde, con un grande laghetto popolato da tartarughe e carpe koi. Una tappa davvero pacificante.

Ryōan-ji Temple
🎟️ Biglietti: 600 yen
🕒 Orari: 8:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

Kinkaku-ji: il Padiglione d’Oro

A soli 20 minuti a piedi da Ryōan-ji trovi un simbolo assoluto di Kyoto: il Kinkaku-ji, il Padiglione d’Oro.
A differenza del suo “fratello” d’argento, questo tempio è davvero ricoperto da lame d’oro puro, che al sole sembrano sciogliersi sull’acqua del laghetto in cui si specchia.

Qualche curiosità: in origine era la residenza di un potente shogun, trasformato in tempio solo dopo la sua morte. La versione che vediamo oggi è un restauro del 1955: l’edificio fu infatti incendiato da un monaco nel 1950. L’interno del padiglione non è visitabile, ma la vista dall’esterno è così perfetta che non serve altro.

Kinkaku-ji
🎟️ Biglietti: 500 yen
🕒 Orari: 9:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 45 minuti

Santuario Kitano: il tempio degli studenti

A 15 minuti dal Padiglione d’Oro si trova il Santuario Kitano Tenmangū, uno dei più importanti santuari shintoisti dedicati a Sugawara no Michizane, divinità della cultura e dell’apprendimento. Per questo è il santuario preferito da studenti e universitari che vengono qui a pregare per superare esami, test e concorsi.

Il complesso è bellissimo, ricco di lanterne, alberi di prugne (che in primavera lo rendono uno spettacolo) e piccoli angoli tranquilli lontani dal caos.

Santuario Kitano Tenmangū
🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 7:00 – 20:00
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

Nishiki Market & quartiere Shinkyogoku

A questo punto, sicuramente avrai fame. Quindi dirigiti verso Shinkyogoku, un quartiere commerciale vivace e coperto, dove si trova anche lo storico Nishiki Market: più di 100 bancarelle con ogni tipo di specialità giapponese. Dolci, crocchette di pesce, tamagoyaki, spiedini, frutti di mare freschi… qui è impossibile non trovare qualcosa da assaggiare.

Ma esplora anche le vie intorno: trovi negozi vintage, boutique di artigianato e,  soprattutto, negozi di kimono e haori di seconda mano a prezzi onestissimi. Io ho trovato un affare clamoroso: due haori a 1600 yen l’uno (meno di 9 euro). Ancora non me ne capacito.

Attività “turistiche ma bellissime”: museo dei Samurai e cerimonia del tè

Sempre in questa zona ho partecipato a due attività un po’ turistiche, sì, ma che consiglio assolutamente:

E dico la verità: sono contentissima di averle fatte. Vivere un pezzetto di cultura giapponese in modo divertente e immersivo è una di quelle cose che ti restano. E poi… che viaggio in Giappone sarebbe senza almeno una foto da samurai o senza aver indossato un kimono durante una vera cerimonia del tè?

Giorno 12 – Nara e Kyoto (terzo giorno)

Oggi si esce da Kyoto per una delle escursioni più amate del Kansai: Nara.
La conosciamo tutti per una cosa in particolare: i cervi liberi che vivono nel suo enorme parco. Sono circa 1200, considerati “tesoro nazionale”, quindi protetti e rispettati come veri cittadini di Nara. E loro, ormai, hanno capito perfettamente come funziona: tu compri i cracker, loro ti fanno l’inchino. Scambio equo.

La città dista circa 40 minuti di treno da Kyoto e, se eviti il weekend, puoi anche non impostare la sveglia alle 6 del mattino. L’unico motivo per cui conviene arrivare entro la mattinata sono… i cracker. Sì, perché finiscono. E non vuoi essere tu quello che gira per il parco con la mano vuota davanti al cervo che ti guarda offeso.

I cracker costano 200 yen e dentro ce ne sono una dozzina.
Consiglio spassionato: non darli interi. In primo luogo, eviti di far ingozzare un cervo. Secondo, hai più occasioni di interagire con altri cervi lungo il percorso (il parco è enorme e non tutti gli animali vivono appiccicati ai turisti).

Tra un cervo e l’altro, nel parco ci sono anche alcuni templi molto importanti, in particolare:

  • Santuario Kasuga, famoso per le centinaia di lanterne di pietra;

  • Tōdai-ji, casa del Grande Buddha e uno dei templi più iconici del Giappone.

Sulla via del ritorno

Tra Nara e Kyoto, c’è la città di Uji: patria del matcha, quello vero, quello che quando lo bevi capisci che tutto quello che hai assaggiato prima era praticamente polvere verde aromatizzata.

Io volevo fermarmi per una cerimonia del tè, ma mi sono attardata a Nara (colpa dei cervi? Sicuramente sì), quindi Uji è finita nella lista “la prossima volta”.

Esperienza per i veri amanti del matcha 👉 Biglietti per il Museo del Tè ed esperienza di macinatura del matcha

Però non mi sono persa il tramonto in uno dei luoghi più fotografati di tutto il Giappone: Fushimi Inari-taisha, il santuario degli oltre 10.000 torii rossi che salgono fino alla cima del Monte Inari.

È difficile spiegare perché questo posto sia così magnetico. Per i giapponesi i torii rappresentano il passaggio dal mondo profano a quello sacro. Per noi occidentali… potrebbero sembrare semplicemente archi di legno rossi, tutti identici. Eppure, quando li attraversi uno dopo l’altro, formando un tunnel infinito, qualcosa succede. Sarà la luce, sarà il ritmo, sarà l’atmosfera, ma non si rimane indifferenti.

A che ora andare

Il santuario è gratuito e aperto 24 ore su 24, e questa è già di per sé una meraviglia. Tutti ti diranno la stessa cosa: evita le ore centrali del giorno.
I momenti migliori sono l’alba, il tramonto e la sera / notte. E più sali verso la cima, più i turisti spariscono. La maggior parte si accontenta dei primi 200 metri di torii, scatta due foto e torna indietro. Ottimo per noi instancabili: il silenzio, la luce che filtra e il punto di osservazione sulla città sono uno dei ricordi più belli che puoi portarti a casa da Kyoto.

Ah, e se ti stai chiedendo se il sentiero è illuminato di notte: sì, lo è. Ma una torcia (o il telefono) tienila accesa: qualche gradino potrebbe decidere di apparire all’ultimo secondo.

Giorno 13 – Osaka

Kyoto e Osaka sono talmente vicine che sembra quasi di passare da un quartiere all’altro: circa 1 ora di treno e sei già nella capitale culinaria del Giappone.
Se, come me, fai questo trasferimento nel weekend, allora devi prendere il Kyo-train Garaku: un treno storico, elegantissimo, con addirittura un mini giardino zen all’interno. Opera solo sabato e domenica, sul tratto Kyoto-Kawaramachi → Osaka-Umeda, e la chicca è che non costa un yen in più rispetto a un treno normale. Se vuoi controllare gli orari, li trovi sul sito ufficiale della Hankyu.

Una volta arrivato a Umeda, sali sulla metro e scendi a Namba. Se il check-in è ancora lontano, nessun problema: infila i bagagli in un locker (ce ne sono ovunque) e parti leggero all’esplorazione di Namba e Dotonbori, i due quartieri più iconici e caotici di Osaka.

Pranzo: Kuromon Market

Un classico. Un mercato pieno di banchi di pesce, spiedini, crocchette, frutta costosissima (ma buonissima), dolci strani e qualsiasi cosa possa attirare lo stomaco. È perfetto per un pranzo veloce, assaggiare mille robe diverse e immergerti subito nello spirito mangereccio della città.

Dessert: Uncle Rikuro’s Cheesecake

Se c’è una cosa che devi concederti a Osaka è questa cheesecake: leggera, spugnosa, enorme.
Sì, farai un po’ di fila, tranquillo, scorre veloce, e sì, non riuscirai a finirla in una volta sola. Preparati a mangiare gli avanzi la mattina dopo, seduto sul letto dell’hotel, chiedendoti come sia possibile che costi così poco e sia così buona.

Pomeriggio: Castello di Osaka e dintorni

Dopo pranzo, continua a esplorare la città. Il Castello di Osaka è un must: anche solo la vista esterna, con il fossato d’acqua e i giardini attorno, vale la passeggiata. È uno dei castelli più scenografici del Giappone, e fotografarlo da fuori è già di per sé una mini-esperienza.

Evita la fila e acquista il biglietto online 👉 Biglietti per il Castello di Osaka

Shinsekai & Tsūtenkaku

Altro quartiere, altra atmosfera: Shinsekai sembra un viaggio indietro nel tempo, con insegne colorate, lanterne giganti e quell’aria un po’ nostalgica da Giappone anni ’60.
Non perderti la Tsūtenkaku Tower, simbolo della zona. Non serve salirci per forza: basta gironzolare per le vie, farsi travolgere dai profumi e dalle luci e respirare l’anima più popolare della città.

Cena: okonomiyaki (ovviamente)

A Osaka non puoi finire la giornata senza un okonomiyaki, il piatto simbolo della città.
È il miglior modo per onorare il motto locale: kuidaore, che significa più o meno “mangiare finché non cadi a terra”. E credimi, dopo una giornata così, ti verrà facilissimo rispettarlo.

Osaka è considerata la capitale del cibo! Non perderti il tour per degustare ogni specialità 👉 Tour gastronomico con 13 piatti in 5 ristoranti

Giorno 14 – Koyasan

Lo so cosa stai pensando: “Ma quando si va agli Universal Studios di Osaka?”
Te lo dico con il cuore: 21 giorni in Giappone sembrano tanti, ma non lo sono mai. Bisogna fare delle scelte, e io ho sacrificato i parchi divertimento per qualcosa che volevo vivere da anni: una notte in un tempio buddhista sul Monte Koya, uno dei luoghi più sacri di tutto il Paese. La verità? Non me ne sono pentita un secondo.
Ma la scelta è tua: sei più team montagne sacre o team montagne russe?

Come arrivare (e come muoversi) a Koyasan

Per Koyasan il modo più conveniente e semplice è comprare il Koyasan World Heritage Ticket. In pratica è un pass della Nankai Railway che include: A/R da Osaka-Namba al Monte Koya; uso illimitato degli autobus a Koyasan; sconti sull’ingresso di vari templi. È valido 2 giorni e ti semplifica enormemente la vita.

Malgrado l’orario di check-in dei templi sia solitamente alle 15, sono partita presto da Osaka: volevo avere tutto il tempo per visitare Koyasan prima della cerimonia del fuoco.

Il mio tempio: Shojoshin-in

Il tempio dove ho dormito si chiama Shojoshin-in e lo consiglio davvero perché incluso nel prezzo ci sono la cena e colazione, un onsen e la possibilità di partecipare alla cerimonia del fuoco Goma (13:00) e alla preghiera mattutina alle 6:30.
La Goma è aperta a tutti, ma gli ospiti ricevono gratuitamente il Gomagi, la tavoletta di legno su cui scrivere desideri e preghiere.

Io sono arrivata al tempio, ho lasciato i bagagli, ho preso il mio Gomagi e sono partita ad esplorare questa città sacra avvolta da foreste fittissime e colori incredibili (ci sono stata in autunno: un tripudio di alberi rossi e gialli).

Okunoin: il cuore spirituale di Koyasan

La mia prima tappa è stata Okunoin, un cimitero immenso, uno dei più grandi del Giappone: oltre 200.000 tombe, tra cui quelle di samurai, shogun, poeti, figure storiche… e soprattutto il mausoleo di Kobo Daishi, fondatore della scuola buddhista Shingon.
Okunoin, con i suoi cedri altissimi, le lanterne di pietra ricoperte di muschio e la nebbia che si alza lentamente… semplicemente inspiegabile a parole. È uno di quei posti che ti rimangono sotto pelle.

Templi piccoli ma preziosi

Dopo Okunoin ho iniziato a girovagare entrando in vari templi più piccoli. A Koyasan ce ne sono tantissimi: alcuni famosi, altri minuscoli e silenziosi, spesso più toccanti di quelli più turistici. Vale la pena lasciarsi andare e seguire l’istinto.

La cerimonia del fuoco Goma

Alle 13 è iniziata la cerimonia del fuoco. Dura circa un’ora ed è davvero un’esperienza spirituale forte, anche se non sei buddhista.
Il momento clou arriva verso la fine, quando il monaco accende la pira e ti chiama per gettare il tuo Gomagi, sul quale hai scritto nome, età e desiderio. Poi torna da te per una sorta di benedizione, con cimbali e campanelle. È difficile spiegare quanto sia potente. Ti smuove dentro.

Daimon Gate e Kongobu-ji

Finita la cerimonia, ho preso l’autobus (con il pass puoi usarli quanto vuoi) fino alla Daimon Gate, il grande portale d’ingresso alla città sacra. Da lì ho camminato verso il centro, fermandomi nei templi lungo la strada.

Ho dedicato più tempo a Kongobu-ji, il tempio principale dello Shingon e il più grande della zona. Ha un giardino zen enorme e bellissimo, e l’architettura interna, tutta legno chiaro, è un capolavoro.

Kongobu-ji
🎟️ Biglietti: 1000 yen (800 yen con Koyasan World Heritage Ticket)
🕒 Orari: 8:30 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

Il soggiorno nel tempio

Alle 16:30/17:00 sono tornata allo Shojoshin-in, ho fatto il check-in ufficiale e sono corsa a cena, servita alle 17:30 spaccate. La cena è preparata dai monaci: è vegetariana, anzi direi proprio vegana, perché non usano uova né latticini. Piatti semplici, puliti, con sapori delicatissimi.

Poi: onsen (un sogno dopo una giornata così piena) e nanna presto, perché la sveglia il giorno dopo è alle 6 precise per la preghiera mattutina.

Giorno 15 – Hiroshima

Sveglia alle 6 (sì, lo so), e via verso la sala delle preghiere, possibilmente con una postazione strategica davanti alla stufetta. Alle 6:30 inizia la preghiera mattutina: dura una mezz’oretta abbondante e puoi decidere serenamente se assistere oppure no. Però ricorda che alle 7:30 c’è la colazione, molto simile alla cena del giorno prima, quindi niente sonnellini prolungati.

In realtà, anche volendo, non potresti. Oggi ti aspetta un trasferimento bello intenso: da Koyasan a Hiroshima, più di 400 km in un solo colpo. Alle 8:30 saluta monaci, templi, foreste e tutto quel mondo sospeso nel tempo, poi ripeti all’indietro il percorso dell’andata: bus, cable car e uno (o due) treni fino a Namba. Da lì metro fino alla stazione di Shin-Osaka, e poi Shinkansen direzione Hiroshima.
In 81 minuti ti spari 300 km e arrivi prima delle 13:00. Grazie, caro bullet train!

Hiroshima: una lezione di resilienza

Se dovessi descriverla con una sola parola sarebbe questa: resilienza. Nessun’altra città al mondo incarna così bene la capacità di rialzarsi dopo una tragedia. Hiroshima oggi è moderna, verdissima, vivibile. Più di un milione di abitanti, ma zero frenesia. Dopo Tokyo e Osaka sembra quasi un balsamo.

Camminando sui ponti che attraversano il fiume Motoyasu, mi sono detta: “Se mai mi trasferissi in Giappone, verrei a vivere qui”. Allo stesso tempo ho pregato di non essere scambiata per americana… un mio amico di Tokyo, incontrato all’inizio del viaggio, mi aveva raccontato che a Hiroshima gli americani non sono ancora visti benissimo. E come biasimarli? La città promuove la pace, ma non dimentica. Lo fanno i memoriali, ma lo fanno anche gli ultimi Hibakusha, i sopravvissuti ancora in vita.

Eppure, la visita non inizia con un luogo della memoria… ma con un giardino.

Shukkei-en

A 10 minuti a piedi dalla stazione c’è questo piccolo gioiello zen, talmente curato da sembrare irreale.
Curiosità: sei ginkgo presenti nel giardino sono sopravvissuti alla bomba atomica. Questa è la forza di Madre Natura.

🎟️ Biglietti: 350 yen
🕒 Orari: 9:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 30-40 minuti

Castello di Hiroshima

Altri 10 minuti a piedi e arrivi al castello, ricostruito nel 1958. Lo dico sinceramente: gli interni dei castelli giapponesi per noi europei sono spesso deludenti perché spogli. Ma se non c’è fila (come è successo a me), un giro fallo: la vista dall’ultimo piano ripaga sempre.

🎟️ Biglietti: 370 yen
🕒 Orari: 9:00 – 17:00
⏱️ Tempo di visita: 20 minuti

Genbaku Dome

Ed eccolo, il primo luogo della memoria: la Cupola della Bomba Atomica. Dopo l’esplosione delle 8:15 del 6 agosto 1945 nulla rimase in piedi… tranne lo scheletro di questo edificio. Oggi è un monito potentissimo su cosa può arrivare a fare l’essere umano. Fa effetto. Tanto.

Peace Memorial Park

Oltre il fiume si apre il Parco della Memoria: un percorso tra monumenti e silenzi, ognuno con un suo peso specifico. Qui trovi la Campana della Pace, il Monumento dei Bambini, nato da una raccolta fondi in memoria di Sadako Sasaki (morta di leucemia a causa delle radiazioni), la Fiamma della Pace, accesa nel 1964 e mantenuta viva finché tutte le armi nucleari non saranno scomparse (il basamento rappresenta due mani aperte rivolte verso il cielo, come a proteggere una preghiera), e il Museo della Pace, una delle visite più intense dell’intero viaggio. Preparati: è toccante, crudo, ma importantissimo.

Museo della Pace
🎟️ Biglietti: 200 yen
🕒 Orari: 7:30 – 18:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Cena: okonomiyaki… di nuovo!

Sì, anche a Hiroshima il piatto tipico è l’okonomiyaki. Ma qui la ricetta è differente: niente ingredienti mescolati, bensì strati che si cuociono uno sopra l’altro.
Io ti consiglio Okonomimura, e poi decidi tu quale versione preferisci tra Osaka e Hiroshima. 

Dove dormire

Sejour Inn Capsule: ebbene sì, un capsule hotel. Non puoi lasciare il Giappone senza aver provato almeno una notte in capsula. Questo a Hiroshima è economico, super attrezzato e, udite udite, ha delle docce spettacolari. La prima e ultima doccia vera (non vasca!) che ho beccato in tutto il viaggio.

Giorno 16 – Isola di Miyajima

Lascia i bagagli in reception, esci e prendi la metro fino a Hiroden-Miyajimaguchi Station. Da lì cammini pochi minuti fino al Miyajimaguchi Ferry Terminal, dove ti imbarchi sul traghetto per Miyajima.
La traversata dura 10–15 minuti, costa 320 yen + 100 yen di tassa d’ingresso e puoi pagare comodamente con Suica. Easy.

Mentre sei ancora sul traghetto, vedrai già la star dell’isola: l’Itsukushima Shrine Otorii Gate, il torii che spunta dall’acqua. È enorme, iconico e magico… ma la sua particolarità vera è un’altra: con la bassa marea puoi raggiungerlo a piedi, camminando sulla sabbia bagnata.
Prima di partire controlla sempre la tabella delle maree (questo è il link che ho usato io).

Io, ovviamente, sono arrivata con l’alta marea. Non solo non si poteva ancora raggiungere il torii, ma il Santuario di Itsukushima era momentaneamente chiuso perché mezza struttura era… nell’acqua. Letteralmente. Pazienza: Miyajima ha talmente tanti templi che non ti annoi di certo.

Templi da non perdere

Komyoin. In legno, tranquillo, con una terrazza panoramica che si apre sul mare. Poesia pura.

Daisho-in. Il mio preferito. Gratuito. In realtà è un complesso di templi, pieno di statue, lanterne, sentieri e piccole chicche da scoprire. 

Daigan-ji. Piccolo ma grazioso, a due passi dal Santuario. Vale una breve sosta mentre giri la zona.

Quando l’acqua si ritira…

Dopo pranzo e un bel giretto nei negozi presenti nelle vie storiche, il Santuario di Itsukushima sarà finalmente “all’asciutto”. Camminarci sopra dà quasi l’idea di essere su un molo sospeso tra mare e cielo, ma tranquillo: è un tempio vero e proprio. Io qui ho pure assistito ad un matrimonio shintoista, celebrato davanti a centinaia di turisti. Coraggiosissimi gli sposi, davvero.

I simboli di Miyajima

Oltre al torii galleggiante, l’isola ha altri due protagonisti indiscussi: i cervi, che se ne vanno in giro tranquilli in mezzo alla gente (come a Nara, ma senza l’opzione cracker) e la paletta di legno Shamoji, inventata da un monaco dell’isola e oggi simbolo ufficiale di Miyajima.

Sono riuscita a raggiungere il Torii a piedi?

Quasi. Mi mancavano due metri buoni. La bassa marea sarebbe stata tra le 16:30 e le 17:00, ma io alle 15:15 ho dovuto prendere il traghetto per tornare a Hiroshima, recuperare i bagagli e salire sul mio night bus per Tokyo delle 18:00.

Dormire in un pullman notturno non è per tutti, ma la compagnia Willer Express ha sedili comodissimi, quindi nel mio caso è stata una scelta super pratica. Tu però valuta in base al tuo budget e al tuo livello di spirito d’adattamento.

Se preferisci restare comodo, puoi passare un’altra notte a Hiroshima e prendere il primo Shinkansen per Tokyo alle 6 del mattino. Ci mette solo 4 ore, ma costa circa 30 euro in più rispetto al bus.

Giorno 17 – Takaragawa Onsen

Sei di nuovo a Tokyo. Ma non fare l’errore di metterti comodo: stanotte non dormirai qui.

Gli onsen (i bagni termali giapponesi) seguono regole piuttosto ferree: vasche separate uomini/donne, si entra completamente nudi e i tatuaggi sono spesso vietati. Per fortuna esiste un posto, a poche ore dalla capitale, in cui tutto questo si ammorbidisce: vasche miste, tatuaggi discreti accettati e un simpatico costumino (Yuami) fornito a tutti. Il paradiso in questione è Takaragawa Onsen.

Come arrivare

Ci sono due modi per raggiungere questa perla incastonata tra le montagne:

1) Il modo veloce. Shinkansen da Tokyo a Jomo-Kogen: circa 1 ora. Da lì ti aspetta lo shuttle gratuito del ryokan, che in altri 40 minuti ti porta direttamente a Takaragawa.

2) Il modo economico (e più lento). Treno da Tokyo a Takasaki, e da lì un altro treno fino a Minakami. Durata totale: circa 2 ore e mezza. Fino a Minakami puoi usare tranquillamente la Suica. Anche qui arriverà lo shuttle del ryokan (20 minuti).

Lo shuttle va richiesto in fase di prenotazione. Se non ti viene chiesto nulla, scrivi una mail a Takaragawa Onsen indicando: il numero di prenotazione, il numero di ospiti, data di arrivo e la stazione di pickup (Jomo-Kogen o Minakami).

come arrivare a Takaragawa Onsen

Arrivo al ryokan

Una volta arrivato, lo staff ti consegnerà le chiavi della camera, la mappa della struttura (fidati, ti servirà: è un labirinto meraviglioso), lo Yuami, il costume per immergerti nelle vasche miste e lo yukata, che sarà il tuo unico outfit fino al check-out. (Niente abiti occidentali neanche a cena o colazione!)

Da qui in poi sei ufficialmente entrato nel mondo parallelo degli onsen giapponesi.

Perché Takaragawa è così speciale

Lo capisci già dal panorama: montagne, foreste, il suono del fiume che scorre. Ma il vero incanto sono le quattro vasche termali esterne: tre vasche miste (enormi, naturali, immerse nella natura) e una vasca solo per donne. Più un onsen interno (quest’ultimo tradizionale, con separazione uomini/donne e nudità totale).

Immergersi nelle vasche esterne mentre vedi il vapore salire tra gli alberi è una di quelle esperienze che difficilmente dimentichi. Soprattutto se ci vai in autunno o in inverno: la combo aria fredda + acqua bollente = pure bliss.

Cosa si mangia

A cena e colazione ti aspetta il kaiseki, servito in stile montagna (Yamato-meshi). Piatti multiportata preparati con ingredienti locali e stagionali: pesci di fiume, funghi selvatici (sansai), verdure di montagna… Un tuffo nella tradizione gastronomica del Giappone rurale.

Giorno 18 – Tokyo (quarto giorno)

Alle 9:30, dopo la colazione, è ora del check-out. Lo shuttle arriva alle 10:00 a Minakami e alle 10:20 a Jomo-Kogen. Da lì riprendi il primo treno (o combinazione di treni) diretto a Tokyo.

È arrivato finalmente il momento di dedicarti a uno dei quartieri più eleganti, puliti e curati della capitale: Ginza. E sì, oggi si fa shopping serio

Ginza è uno di quei posti che riescono a mettere d’accordo tutti: chi ama il lusso, chi cerca souvenir intelligenti, chi vuole “solo dare un’occhiata”. È il quartiere dei grandi viali pulitissimi, dei palazzi moderni che sembrano opere d’arte e dei negozi che non finiscono mai. Qui ogni catena di negozi (UNIQLO, GU, DON QUIJOTE, ITOYA, LOFT ecc…) occupa interi palazzi multipiani!

Cosa fare a Ginza (oltre a comprare metà negozio)

  • Passeggia lungo Chuo-dori, la via principale, piena di marchi internazionali e palazzi modernissimi.

  • Entra in qualche department store (Mitsukoshi, Matsuya, Ginza Six): i piani sotterranei dedicati al cibo sono un sogno.

  • Creare le tue bacchette in un laboratorio, personalizzarle e poi portarle a casa come souvenir perfetto!

Giorno 19 – Tokyo (quinto giorno)

Per cominciare la giornata con qualcosa di davvero unico, potresti assistere ad un allenamento di sumo. E c’è un posto dove puoi farlo gratis, senza prenotare e… direttamente dalla strada: l’Arashio-beya Sumo Stable.

L’unico “contro”? Gli allenamenti si tengono solo dalle 7:30 alle 9:00 e non tutti i giorni. Prima di andarci, controlla il calendario ufficiale per evitare di trovarti davanti a una vetrina vuota.

In alternativa, se vuoi vivere l’esperienza in modo più “completo”, puoi sempre acquistare un biglietto per un allenamento all’interno di un’altra stable oppure per un torneo ufficiale.

Akihabara – il paradiso degli otaku

Dopo questa immersione nella tradizione, cambia totalmente atmosfera e raggiungi Akihabara, il quartiere più colorato, rumoroso ed “elettronico” di Tokyo.

Akihabara è il punto di riferimento per tutto ciò che è anime, manga, videogiochi, action figures, collezionismo e tecnologia. Qui troverai enormi store come Yodobashi Camera, con interi piani dedicati a qualsiasi gadget tecnologico ti venga in mente, palazzi tematici pieni di arcade (i game center multipiano tipicamente giapponesi), negozi specializzati in merchandise anime e limited edition e le famose maid café, dove le cameriere vestite da maid ti accolgono con balletti e frasi kawaii.

È uno di quei quartieri totalmente sopra le righe che o ami… o ami. Perché è impossibile non divertirsi mentre ti perdi tra neon, musica, pupazzi giganti e sale giochi.

Pranza qui: non mancano ramen shop, curry house e catene classiche come Yoshinoya o Coco Ichibanya.

Odaiba – un’isola futuristica nella baia

Dopo pranzo, dirigiti verso Odaiba, l’isola artificiale super moderna che sembra uscita da un videogioco.
Per arrivarci, ti consiglio la linea Yurikamome, una monorotaia panoramica che attraversa il Rainbow Bridge e regala una delle viste più belle su Tokyo. Una volta arrivato, puoi passeggiare sulla spiaggia di Odaiba, vedere il Gundam gigante davanti al Diver City Tokyo Plaza (si trasforma a orari fissi: 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00; alla sera spettacolo di luci intorno alle 19:00), fotografare la Statua della Libertà in miniatura, curiosare dentro i centri commerciali come Decks Tokyo Beach, Venus Fort (in stile europeo) o Aqua City e ammirare il futuristico Fuji TV Building.

Odaiba è uno di quei posti perfetti per il pomeriggio: è piena di spazi aperti, luci, mare, e quell’atmosfera un po’ “vacanza dentro la vacanza”.

TeamLab Borderless / TeamLab Planets 

A Odaiba c’è anche uno dei musei più amati (e fotografati) del Giappone: il TeamLab.

TeamLab non è un “museo” nel senso classico: è un’esperienza immersiva fatta di installazioni digitali, luci, specchi, colori, superfici interattive e stanze che reagiscono ai tuoi movimenti. Ti ritrovi a camminare scalzo in stanze piene d’acqua, a sfiorare pareti che si trasformano, a entrare in spazi che sembrano infiniti. È un luogo che non si guarda: si vive.

Proprio perché è così popolare, è anche super affollato. Il modo migliore per godertelo con più calma è entrare circa 2 ore e mezza prima della chiusura, quindi prenotare uno slot intorno alle 18:30–19:00.
Consiglio: i biglietti vanno bloccati almeno 40 giorni prima, i prezzi variano in base alla fascia oraria. Acquistali qui per non rimanere senza 👉 Biglietti per TeamLab Planets Tokyo

Giorno 20 – Tokyo (sesto giorno)

Il viaggio sta per finire, ma hai ancora un’intera giornata tutta per te da vivere a Tokyo come preferisci.
A questo punto puoi davvero sbizzarrirti: tornare nei quartieri che ti hanno rubato il cuore, continuare lo shopping senza sensi di colpa, guidare un go-kart tra le strade di Shibuya, assaggiare tutte quelle cose che “avrei voluto provare ma non ho avuto tempo”, esplorare l’universo Ghibli, oppure dedicare una giornata intera a Tokyo Disneyland o DisneySea.

Ma… se sei un fan della saga di Harry Potter, allora c’è una tappa che non puoi assolutamente saltare: il Warner Bros Harry Potter Studio Tour Tokyo.

Warner Bros Harry Potter Studio Tour Tokyo

Il tour richiede circa 4 ore e vale ogni minuto: set originali, costumi, creature magiche, la Foresta Proibita, Diagon Alley, la Sala Grande… e l’immancabile burrobirra. Il mio consiglio è quello di andare all’apertura, così da evitare troppa folla e lasciarti libero il pomeriggio.

Ikebukuro – Neco Republic (opzionale ma adorabile)

Dopo gli studios, puoi fare un salto a Ikebukuro, uno dei quartieri più vivaci della città, ma anche casa di un posto che merita un po’ di dolcezza: il Neco Republic, un rifugio per gatti in attesa di adozione.
Qui puoi trascorrere mezz’ora o più coccolando mici salvati dalla strada, sostenendo il progetto del rifugio e, perché no, ricaricandoti un po’.

Shibamata – Tokyo senza turisti

A metà pomeriggio spostati in un quartiere che sembra lontanissimo (non geograficamente, ma come atmosfera) dalla Tokyo moderna e luccicante: Shibamata.
Qui i turisti sono pochissimi, e puoi assaporare quella Tokyo più lenta, tradizionale e autentica.

Cosa vedere:

  • Taishakuten Sandō: la via principale che porta al tempio, un viale di botteghe storiche, dolci tradizionali e atmosfera d’altri tempi.

  • Shibamata Taishakuten: uno dei templi più affascinanti di Tokyo, famoso per le incredibili incisioni in legno.

  • Yamamoto-tei: una villa tradizionale giapponese con un giardino da cartolina, perfetta per una pausa tè in totale tranquillità.

È un quartiere che ti fa sentire come se avessi fatto un salto indietro nel tempo. Una bellissima maniera per rallentare e chiudere il viaggio in modo armonioso.

Giorno 21 – “Mata ne” Tokyo!

Ultime ore a Tokyo. Se senti un nodo alla gola, tranquillo: è normalissimo. Dopo tre settimane in uno dei Paesi più affascinanti, intensi e magnetici al mondo… salutare il Giappone fa male al cuore. Succede a tutti.

Goditi queste ultime ore senza programmi rigidi: passeggia nei quartieri che hai amato di più, concediti l’ultimo shopping, l’ultimo matcha latte, l’ultimo onigiri alla stazione… tutto quello che vuoi.
Se il tuo volo è in serata, ancora meglio: hai tutta la giornata per salutare la città a modo tuo.

Se parti da Haneda, l’aeroporto più vicino al centro, non preoccuparti di biglietti particolari: ci arrivi comodamente in metro, treno o monorotaia, usando la tua Suica. Più semplice di così.

E quando sarà il momento di salutare il Giappone, ricordati una cosa: non dire “sayonara”, che significa “addio”.
Molto meglio dire “mata ne”, che vuol dire ci vediamo presto. Perché una volta che “assaggi” il Giappone, non ne puoi più fare a meno, sognerai già di ritornarci!

Se sei arrivato fin qui… be’, arigatou gozaimasu dal profondo del cuore.
Spero che questo itinerario, la mia esperienza di viaggio e i miei consigli ti saranno utili  per creare il tuo itinerario dei sogni in Giappone!

L’Esploratrice Instancabile... Da bambina viaggiava solo con l’immaginazione, oggi non si ferma mai. Divoratrice di città, musei e culture, Pippi organizza ogni itinerario al dettaglio, con timetable alla mano... rigorosamente con scarpe comode e zaino in spalla.

2 Comments

  • Luca

    Wow! E’ il primo articolo sul Giappone dove trovo le informazioni che cercavo e anche di più! Non devo smenarmi a cercare tutti gli orari e i prezzi di ogni singolo posto…grazie!

    • Pippi

      Ciao Luca! Grazie a te per aver letto l’articolo! Il nostro obiettivo è dare più informazioni possibili ad altri viaggiatori come noi. Ci fa piacere che il nostro lavoro venga apprezzato! 😊

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