Aurora Boreale: dove, quando e come vederla
L’aurora boreale è uno dei fenomeni naturali più desiderati da chi ama viaggiare verso nord. Prima di vederla, però, nascono sempre le stesse domande: cos’è davvero, quando appare, dove conviene andare e come aumentare le possibilità di avvistarla.
In questa guida trovi tutto quello che avrei voluto sapere prima del mio primo viaggio a caccia dell’aurora. Niente promesse irrealistiche, solo informazioni chiare e consigli che funzionano davvero.
Cos’è l’aurora boreale
L’aurora boreale, chiamata anche aurora polare o northern lights, è un fenomeno luminoso che si manifesta nei cieli delle regioni più vicine al Polo Nord. Non è un effetto ottico e non è un’illusione. È qualcosa che si muove davvero.
Nasce dall’incontro tra le particelle cariche emesse dal Sole e il campo magnetico terrestre. Quando queste particelle entrano nell’alta atmosfera, ionizzano i gas presenti e li fanno brillare. Quello che vedi è una reazione fisica reale che avviene sopra la tua testa.
Quella luce non resta ferma. Si muove, cambia forma, intensità e colore. Ed è proprio questo movimento continuo che rende l’aurora così ipnotica quando la osservi dal vivo.
Come si forma l’aurora boreale
Tutto parte dal Sole. La nostra stella rilascia costantemente un flusso di particelle, chiamato vento solare. In alcuni speciali momenti, legati all’attività solare e alle macchie presenti sulla sua superficie, il Sole emette quantità maggiori di particelle scatenando vere e proprie tempeste geomagnetiche.
Queste particelle impiegano dai due ai nove giorni per raggiungere la Terra. Quando arrivano, interagiscono con il campo magnetico terrestre e vengono convogliate verso i poli. Qui entrano in contatto con l’ossigeno e l’azoto presenti nell’atmosfera e producono le luci che chiamiamo aurora.
Il colore dipende dal gas coinvolto e dall’altitudine:
Verde, il più comune, causato dall’ossigeno a quote medio basse.
Rosso, più raro, legato all’ossigeno ad altitudini molto elevate.
Blu e viola, dovuti all’azoto.
Se vedi solo una macchia chiara tendente al bianco, probabilmente l’aurora è molto debole o la luna è troppo luminosa.
Quando vedere l’aurora boreale
L’aurora boreale può verificarsi tutto l’anno, anche in estate. Il problema è la luce. Nei mesi estivi, soprattutto oltre il Circolo Polare Artico, il sole non tramonta mai o lo fa per pochissimo tempo. Questo rende impossibile vederla.
Il periodo migliore va da settembre a marzo. In questi mesi le notti sono abbastanza buie e lunghe. In Europa del nord, febbraio e marzo sono spesso i mesi più equilibrati. Trovi paesaggi innevati, più ore di luce diurna e notti ideali per l’osservazione.
Gli orari migliori vanno indicativamente dalle 21 all’una di notte, ma non esiste una regola fissa. A volte l’aurora compare prima, altre volte nel cuore della notte.
Dove vedere l’aurora boreale
Per aumentare le possibilità devi trovarti sotto l’ovale aurorale, una fascia che circonda il Polo Nord magnetico. Le zone migliori si trovano tra i 63 e i 70 gradi di latitudine nord.
I luoghi più accessibili in Europa sono:
- Lapponia finlandese, zone come Rovaniemi, Inari, Levi e Saariselkä
- Lapponia svedese, soprattutto Abisko e Kiruna
- Norvegia del nord, Tromsø, Isole Lofoten, Senja
- Islanda, praticamente tutta l’isola lontano dalle città
Non serve essere nel posto più remoto del mondo. Spesso basta allontanarsi dall’inquinamento luminoso e avere un cielo sereno.
Altri luoghi, un po’ meno accessibili, per avvistare l’Aurora Boreale sono il nord della Russia, le Isole Svalbard, la Groenlandia e il nord del Canada.
Come aumentare le possibilità di vederla
Ci sono quattro fattori fondamentali che devono allinearsi:
- Attività solare (KP)
- Cielo sereno
- Buio reale, senza luci artificiali
- Vento solare
L’aurora è gratis e imprevedibile. Nessun tour può garantirla al cento per cento. Quello che può fare una guida esperta è portarti dove le condizioni sono migliori.
Se è la tua prima esperienza, ti consiglio di prenotare almeno una o due uscite guidate durante il viaggio. Non solo per l’aurora in sé, ma anche per imparare a leggere il cielo, il meteo e i segnali.
L’indice KP spiegato semplice
L’indice KP misura l’attività geomagnetica su una scala da 0 a 9.
- KP 0-2, aurora molto debole
- KP 3-4, buona attività nelle zone artiche
- KP 5 o più, tempesta geomagnetica, aurora visibile anche a latitudini più basse
Se ti trovi in Lapponia o Islanda, anche un KP 2 o 3 può bastare. Non fissarti solo sul numero, guarda sempre anche il meteo.
Anche il fattore BZ è importante
Il valore Bz misura l’orientamento del campo magnetico solare lungo l’asse nord-sud. Una Bz negativa, quindi verso Sud, rende possibile l’entrata del vento solare e quindi perturbare il campo magnetico terrestre, distruggendo la magnetosfera e consentendo l’ingresso alle particelle cariche. Valori continui di -10nT e inferiori permettono che si sviluppi una tempesta geomagnetica. Con un Bz verso nord solo tempeste con KP superiori a 5 possono generare aurore.
Le app da installare prima di uscire
Io uso sempre My Aurora Forecast e Spaceweatherlive.com. Sono semplici e affidabili, usano i dati della sonda DSCOVER riuscendo a prevedere fino a 1 ora le possibilità di aurora. Ti mostra:
- indice KP in tempo reale
- copertura nuvolosa
- probabilità di avvistamento nella tua zona
- Velocità vento solare (km/s): la velocità indica spesso flussi più intensi, meglio è >400 km/h.
- Densità (p/cm^3): Particelle per centimetro cubo, apprezzabile da >20 p/cm^3.
- Campo magnetico interplanetario o IMF, il fattore Bt: Magnitudine totale del campo magnetico solare trasportato dal vento solare ossia la forza del campo, moderatamente forte da >10 nT
- Il fattore Bz: favorevole se negativo, es. <-10 nT
Ricorda però una cosa importante. Le previsioni sull’aurora non sono mai certe. A volte le esplosioni solari raggiungono la Terra senza preavviso e regala spettacoli incredibili.
Cosa fare se il cielo è coperto
Esci lo stesso. Nei paesi nordici il meteo cambia in fretta. Il vento può spazzare via le nuvole in pochi minuti. Restare chiusi in casa è il modo migliore per perderla. Guarda verso nord. Evita la luna piena se puoi. Porta pazienza e non fissarti solo sulle previsioni.
Aurora fai da te o tour guidati
Puoi vedere l’aurora anche in autonomia, soprattutto se noleggi un’auto. Devi solo allontanarti dalle luci, controllare il cielo e aspettare.
Detto questo, le uscite guidate fanno la differenza, soprattutto la prima volta. Le guide sanno dove andare, quando spostarsi e come reagire se il cielo si copre.
Durante uno dei miei viaggi per assistere all’Aurora mi è bastato uscire dal cottage per vedere il cielo diventare verde. Ma questo è successo anche perché due giorni prima avevo imparato molto da una guida locale.
Come fotografare l’aurora boreale
Se vuoi fotografarla ti servono poche cose:
- una fotocamera con modalità manuale
- un cavalletto stabile
- batterie di scorta
Impostazioni di partenza consigliate:
- apertura f/2.8
- ISO 800 o più se è molto buio
- tempo di esposizione tra 5 e 10 secondi
Se l’aurora si muove velocemente, riduci il tempo di scatto. Ricorda anche che le fotocamere vedono meglio dell’occhio umano. Se noti una leggera sfumatura verde sul display, spesso è l’inizio dello spettacolo.
Partecipi ad un tour organizzato? Più spazio per te in valigia! Spesso e volentieri le guide sono già attrezzate con cavalletti e fotocamere professionali. Tu ti godi lo spettacolo delle luci, mentre loro ti scattano foto pazzesche.
Come vestirsi per uscire a caccia dell’aurora
Stare fermi al freddo è la parte più difficile. Vestiti a strati:
- intimo termico
- pile o maglioni
- pantaloni tecnici
- giacca antivento
- guanti caldi e antivento
- berretto, scaldacollo
- scaldamani e solette scaldapiedi (per i più freddolosi)
Molti tour forniscono tute termiche. Usale, anche se ti sembrano ingombranti. Fanno la differenza soprattutto se starai per tanto tempo fermo al freddo.
La mia prima vera aurora… o meglio la terza
L’aurora boreale l’ho vista davvero solo al terzo viaggio. Prima di allora avevo collezionato tentativi, attese e qualche delusione.
Il primo viaggio è stato in Islanda. Un posto incredibile per la caccia all’aurora e allo stesso tempo uno dei più complicati. I paesaggi sono perfetti e l’assenza di inquinamento luminoso aiuta molto, ma il meteo è il vero nemico. Troppo instabile, troppo vento, troppo freddo. In sette notti sono riuscito a vederla solo due volte e sempre in forma piuttosto debole, complice un KP basso.
Il secondo viaggio è stato in Lapponia finlandese. Nevicava ogni sera. Fantastico per tutte le attività diurne sulla neve, pessimo per l’aurora. Se nevica, le possibilità di vederla sono praticamente zero. Risultato, tante ciaspolate e slitte, ma nessuna luce nel cielo.
Il terzo tentativo è stato in Norvegia, a Tromsø. Era in corso una tempesta di neve e pensavo che il tour sarebbe stato annullato. Invece la guida ci ha caricati sul van e ha guidato per oltre tre ore, fino a trovare un cielo sereno… in Finlandia. L’aurora si è fatta vedere, ma anche lì era medio debole per l’occhio umano. La fotocamera della guida, però, riusciva a catturare tutte le sfumature che noi vedevamo appena. Una mini vittoria, ma non del tutto soddisfatto.
Due giorni dopo ero alle Lofoten. Stavo andando a dormire quando, per scrupolo, ho guardato fuori dalla finestra. Le previsioni non erano buone e non mi aspettavo nulla. E invece eccola lì. Verde, visibile a occhio nudo, in movimento, viva. È durata meno di mezz’ora, ma è stata intensa, evidente, inconfondibile. In quel momento ho capito che l’aurora non si concede a chi la pretende, ma a chi ha la pazienza di aspettarla. E se stai pensando di mollare dopo una notte andata male, non farlo. Perché a volte basta affacciarsi alla finestra un’ultima volta per trovarsi davanti uno spettacolo che non dimenticherai più.
Hotel e alloggi per vederla dal letto
In Lapponia, Islanda e Norvegia trovi hotel con cupole panoramiche o vetrate pensate proprio per osservare il cielo. Sono esperienze costose, ma molto suggestive.
Non garantiscono l’aurora, ma ti permettono di godertela senza uscire al freddo, se sei fortunato.
Mitologie e leggende sull’aurora boreale
Oggi paghiamo fior di quattrini pur di vederla. In passato, l’aurora boreale non aveva affatto questa fama.
Prima che la scienza potesse spiegare il fenomeno, le luci danzanti nel cielo venivano spesso associate a sfortuna, guerre o eventi negativi imminenti. Il loro movimento irregolare e il colore innaturale spaventavano le popolazioni del nord, che non riuscivano a darsi spiegazioni razionali.
Allo stesso tempo, però, l’aurora ha alimentato miti e leggende affascinanti. Alcuni studiosi moderni ipotizzano che gli antichi norreni credessero che fosse il riflesso degli scudi e delle armature delle Valchirie, guerriere divine che cavalcavano nel cielo.
In Finlandia l’aurora boreale si chiama revontulet, che significa “volpe di fuoco”. Secondo il popolo Sami, le luci erano causate da una volpe magica che correva così velocemente sulla neve da far sprizzare scintille nel cielo con la coda.
Oggi sappiamo cosa la provoca, ma il suo bagliore continua a esercitare la stessa attrazione di secoli fa.
Perché vale davvero la pena cercarla
L’aurora boreale non è solo una foto da portare a casa. È l’attesa, il freddo, il silenzio, il cielo che cambia senza avvisare. È uscire anche quando non sei sicuro che accadrà qualcosa.
Quando la vedi, capisci perché così tante persone tornano al nord più volte. E capisci anche che nessuna immagine potrà mai raccontarla davvero.
Eric
Il Navigator... Innamorato dei paesi nordici, dei fiordi e delle aurore boreali, è l’anima orientata di Passione Itinerari: con lui, non ci si perde mai.
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