India

India: 25 giorni tra città sacre, spezie e spiagge

itinerario 25 giorni in India

Itinerario 25 giorni in India

Il mio itinerario parte e finisce a New Delhi per risparmiare. Spesso un andata e ritorno sullo stesso aeroporto costa meno di due aeroporti diversi. Tu però non sentirti vincolato. Se trovi una buona offerta multi-city, adatta il percorso senza problemi. L’itinerario resta una traccia su cui costruire il tuo viaggio.

Il mio viaggio è coinciso con il Maha Kumbh Mela a Prayagraj, il grande raduno induista che si tiene ogni 12 anni. Mi ha occupato due giorni e ha influenzato spostamenti e costi. Se vuoi vivere l’evento, considera che esistono anche edizioni intermedie ogni 3 anni e ogni 6 anni in città diverse. Te ne parlo quando arriviamo a quelle tappe.

Come usare questo itinerario

Segui i giorni così come li propongo, oppure sposta le tappe in base ai voli e ai treni che trovi. Ogni giorno ti dico cosa vedere, dove mangiare, come muoverti e quanto tempo ti serve davvero.

Consigli pratici prima di partire

  • Visto. Richiedi l’e-Visa online. Stampa la conferma e tienila anche sul telefono.

  • Assicurazione. Falla prima di partire. Scegli una polizza che copre visite mediche e cancellazioni.

  • Pagamenti. Porta una carta che non applica commissioni extra. Preleva contanti agli ATM, somme moderate. In molte città paghi anche via UPI solo con numeri locali, quindi non darlo per scontato.

  • SIM locale o eSIM. Acquista una SIM all’arrivo per avere dati e chiamate. Porta passaporto e una fototessera digitale. In alternativa, acquista una eSIM Saily, comodissima per avere internet già dai primi minuti! 

  • Trasporti interni. Prenota treni e voli interni con anticipo, soprattutto sulle tratte classiche del Nord. Per tragitti brevi usa taxi con app o autorickshaw oppure tuktuk con tariffa concordata prima di salire.

  • Igiene e salute. Bevi solo acqua sigillata. Mangia nei posti con buone recensioni lasciate da altri turisti. Porta farmaci base per intestino, febbre, disinfezione.

  • Bagaglio. Zaino leggero, scarpe chiuse, sciarpa o foulard per templi, tappetino pieghevole se fai lunghe attese.

  • Abbigliamento. Copri spalle e ginocchia nei luoghi sacri. Tieni sempre calzini puliti per entrare nei templi.

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Giorno 1 – Arrivo a Delhi e volo per Calcutta

Benvenuto in India! Non fermarti troppo a lungo in aeroporto, ti aspetta subito un volo interno per Calcutta. So che dopo tante ore di viaggio e con il jet lag addosso la tentazione è quella di fermarsi a riposare, ma credimi conviene spostarsi subito. A Delhi tornerai più avanti con calma, quindi approfitta della connessione per raggiungere subito l’Est.

Io sono atterrato a Calcutta nel pomeriggio, abbastanza stanco ma con tanta voglia di cominciare. All’uscita ho incontrato la mia guida locale, che parlava perfettamente italiano. Ti consiglio di considerare una guida almeno nei primi giorni: ti semplifica gli spostamenti, ti spiega le abitudini locali e ti aiuta a entrare subito nel ritmo indiano senza sentirti spaesato. Per avere il contatto della mia guida privata in India, scrivimi la tua richiesta compilando il modulo nella sezione Contatti.

Il mio primo approccio con la città è stato un giro nei mercati, caotici ma affascinanti, pieni di voci, profumi e colori. Poi sono andato in hotel per una doccia e un sonno lungo, necessario per recuperare energie.

👉 Consiglio pratico: prenota in anticipo il volo interno da Delhi a Calcutta. Le compagnie più affidabili sono IndiGo, Vistara e Air India. Il volo dura circa 2 ore e mezzo.

Dove dormire: scegli un hotel centrale, in zona Park Street o vicino a Sudder Street. Così sarai comodo per spostarti e avrai ristoranti e caffè a portata di mano.

mercato a Kolkata

Giorno 2 – Calcutta

Dopo la colazione, sali sul pulmino con la tua guida e inizia la giornata al Mullick Ghat Flower Market. È uno dei mercati più vivaci e caotici della città. Qui i venditori intrecciano ghirlande e composizioni floreali con incredibile rapidità. Non aspettarti strade ordinate e pulite, ma lasciati conquistare dall’energia del posto. Dalla riva del fiume puoi ammirare l’imponente ponte di Howrah, un simbolo di Calcutta, spettacolare di notte quando si illumina.

Prosegui verso il Parshwanath Temple, uno dei templi giainisti più importanti della città. L’architettura complessa, le decorazioni e le statue ti colpiranno, anche se non è possibile scattare foto all’interno.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 06:00 – 12:00 e 15:00 – 19:00
⏱️ Tempo di visita: 30–40 minuti

La tappa successiva è il Victoria Memorial, imponente monumento in marmo costruito in onore della Regina Vittoria. All’interno trovi gallerie con dipinti e reperti storici, ma anche solo passeggiare nei giardini esterni vale la visita. Subito accanto, entra nella Cattedrale di San Paolo, un edificio neogotico che colpisce per le vetrate colorate e l’atmosfera raccolta.

Victoria Memorial
🎟️Biglietto: Rs 500 (circa 4,8 €)
🕒Orari: 10:00 – 18:00, chiuso il lunedì
⏱️Tempo di visita: 2 – 2,5 ore

Cattedrale di San Paolo
🎟️Ingresso: gratuito
🕒Orari: 10:00 – 18:00
⏱️Tempo di visita: 30–40 minuti

Per pranzo puoi fermarti al The God Father Café & Restaurant, a pochi passi dal Victoria Memorial, con cucina indiana e internazionale.

Nel pomeriggio dedica tempo al Indian Museum, il più grande museo dell’Asia. Troverai di tutto: fossili, mummie, reperti archeologici, collezioni d’arte. Non cercare di vederlo tutto, rischieresti solo di correre. Scegli le sezioni che ti incuriosiscono di più.

Indian Museum
🎟️Biglietto: Rs 500 (circa 4,8 €)
🕒Orari: 10:00 – 18:00, chiuso il lunedì
⏱️Tempo di visita: 3 – 4 ore

👉 Consiglio pratico: Calcutta è una città che vive di contrasti, e muoversi tra i suoi mercati e monumenti può stancare. Porta con te acqua, salviette e un foulard leggero da usare nei templi o per proteggerti dal caldo.

Giorno 3 – Calcutta

Dedica la mattinata a Belur Math, un complesso di templi induisti sulle rive del fiume Hooghly. È un luogo importante per i seguaci di Ramakrishna e ti permette di conoscere diversi edifici spirituali: lo Swami Brahmananda Temple, il Belur Math Sri Ma Sarada Devi Temple e lo Swami Vivekananda Temple. L’atmosfera è tranquilla, ideale per osservare la vita religiosa locale e camminare tra giardini curati e cortili.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 06:30 – 11:30 e 16:00 – 21:00
⏱️ Tempo di visita: 3–4 ore (intera mattinata per tutto il complesso)

A metà giornata puoi raggiungere il Dakshineswar Kali Temple, uno dei templi più famosi della città, dedicato alla dea Kali. Ti avviso però: l’esperienza non è semplice. L’accesso richiede lunghe file, controlli severi e l’obbligo di lasciare telefoni e fotocamere fuori (per praticità io ho lasciato tutti i miei averi nel pulmino della guida). La visita al santuario dura pochi secondi, giusto il tempo di intravedere la statua della dea. Personalmente non l’ho trovato gratificante, ma se sei interessato al culto di Kali o vuoi vivere un pellegrinaggio affollato, potresti volerlo includere.

🎟️ Ingresso: gratuito (ma lasciare i propri oggetti nei depositi è a pagamento)
🕒 Orari: 06 – 12:30 e 15:30 – 19:30
⏱️ Tempo di visita: per la dea Kali? Pochi secondi! 

Per pranzo fermati all’Indian Coffee House, locale storico frequentato da studenti e intellettuali fin dall’epoca coloniale. L’arredamento e l’atmosfera ti riportano indietro nel tempo. Non aspettarti piatti memorabili, ma vieni per respirare la storia e l’aria un po’ vintage del posto.

Il pomeriggio è dedicato a una tappa speciale: la Mother House, sede delle Missionarie della Carità fondate da Madre Teresa. Qui si trova la sua tomba, la cella in cui viveva e una piccola mostra con i suoi oggetti personali. L’ambiente è semplice e silenzioso, molto diverso dai luoghi sacri affollati della mattina.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 09:00 – 12:00 e 15:00 – 17:30, chiuso il giovedì
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

👉 Consiglio pratico: se decidi di visitare Dakshineswar, parti con scarpe facili da togliere, un piccolo zaino leggero e lascia oggetti di valore in hotel. I controlli sono minuziosi e non sempre piacevoli.

La sera puoi cenare in zona Park Street, magari provando la cucina bengalese autentica da Oh! Calcutta, uno dei ristoranti più apprezzati per chi vuole gustare piatti tipici come il pesce alla senape o il riso speziato.

Giorno 4 – Da Calcutta a Varanasi

Raggiungi l’aeroporto e prendi un volo per Varanasi, una delle città più sacre dell’India. Il volo dura circa 1 ora e mezza. Una volta atterrato, trasferisciti in hotel e prenditi un momento per rilassarti: ti serviranno energie, perché l’impatto con Varanasi è forte.

La sera vai verso i Ghat, le celebri scalinate che scendono fino al Gange. Qui troverai fedeli che compiono abluzioni e riti di purificazione. Passeggia lungo il fiume fino a Dashashwamedh Ghat, il più famoso, dove al tramonto si svolge la cerimonia Ganga Aarti. È un rituale intenso: sacerdoti con torce accese, canti, campane e offerte di fiori al fiume. Arriva con un po’ di anticipo per trovare posto, soprattutto se viaggi in alta stagione.

👉 Consiglio pratico: tieni con te solo lo stretto necessario, perché i ghat la sera sono molto affollati. Se vuoi goderti la cerimonia senza ressa, puoi accedere agli spalti: sono a pagamento (purtroppo non so il prezzo esatto perché è stata la nostra guida a contrattare per noi), ma ti permettono non solo di sederti comodamente, ma anche di assistere alla cerimonia da una posizione più elevata e panoramica.

Consiglio gastronomico: a Varanasi non perderti la kachaudi sabzi (frittelle ripiene accompagnate da curry di patate) e soprattutto il banarasi lassi, cremoso e servito in ciotoline di terracotta. Una buona tappa è il Blue Lassi Shop, storico locale vicino a Manikarnika Ghat, perfetto per una sosta dolce e rinfrescante.

donne di Varanasi

Giorno 5 – Varanasi

Imposta la sveglia presto, perché l’alba a Varanasi è un momento unico. Salpa con una barca sul Gange e osserva i pellegrini che si immergono per i rituali di purificazione, accendono candele e offrono fiori al fiume mentre il sole sorge. È una scena intensa, fatta di spiritualità e vita quotidiana intrecciate. Preparati anche a momenti forti: passando davanti a Manikarnika Ghat, uno dei più antichi luoghi di cremazione dell’India, vedrai i riti funebri. Per gli induisti, morire e venire cremati qui significa liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni, raggiungendo il mokṣa.

Dopo lo sbarco, raggiungi il Tempio di Kashi Vishwanath, conosciuto come il Tempio d’Oro. Purtroppo non è accessibile ai non induisti, ma anche vederlo dall’esterno è significativo, soprattutto per l’atmosfera vibrante delle stradine che lo circondano.

La mattinata continua al Bharat Mata Mandir, tempio dedicato alla “Madre India”. Al suo interno trovi una grande mappa dell’India scolpita nel marmo bianco, che raffigura il paese indiviso prima della partizione. È una tappa particolare, diversa dai templi tradizionali.

Nel pomeriggio spostati a circa 10 km dal centro per visitare Sarnath, sito archeologico e religioso di enorme importanza. Qui Buddha pronunciò il suo primo sermone dopo l’illuminazione a Bodhgaya. Oggi puoi vedere stupa, resti di monasteri e un museo che conserva sculture buddhiste raffinate.

🎟️ Biglietto: circa 2,5 €
🕒 Orari: 06:00 – 20:00
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Consiglio gastronomico: prova le chaat, tipici snack indiani serviti in mille varianti con patate, legumi, yogurt e spezie. Una tappa consigliata è Kashi Chaat Bhandar, vicino a Godowlia, molto frequentato anche dai locali. Per la sera, puoi concederti una cena con vista sul Gange al Dolphin Restaurant, che serve piatti indiani e internazionali in un ambiente più tranquillo.

Giorno 6 – Da Varanasi ad Allahabad (Prayagraj)

Lascia Varanasi e parti in auto (o meglio, pulmino se sei ancora con la guida) verso Allahabad, oggi chiamata Prayagraj. La distanza è di circa 150 km, che si percorrono in 2 ore e mezza, traffico permettendo. È una città molto importante per l’induismo, perché qui si trova il Triveni Sangam, il punto d’incontro di tre fiumi sacri: il Gange, lo Yamuna e il mitico Sarasvati. Questo rende il luogo un potente centro spirituale, meta costante di pellegrini da tutta l’India.

Io ci sono arrivato in occasione del Kumbh Mela, il più grande raduno religioso del mondo che si tiene ogni 12 anni. L’energia era indescrivibile, ma se non capiti durante la festa non preoccuparti: Prayagraj resta comunque una tappa interessante da includere nell’itinerario.

Kumbh Mela Allahabad

Cosa vedere a Prayagraj

  • Triveni Sangam
    È il cuore spirituale della città. Puoi fare un giro in barca per raggiungere il punto in cui i tre fiumi si incontrano, assistere ai riti di purificazione dei fedeli o semplicemente osservare la vita che scorre lungo le rive.

  • Forte di Allahabad
    Costruito dall’imperatore Akbar nel XVI secolo, domina il punto di confluenza dei fiumi. All’interno si trovano resti di antiche strutture, templi e il famoso pilastro di Ashoka. L’ingresso al complesso militare è limitato, ma il giro nei dintorni è comunque piacevole.

  • Cattedrale di Sant’Andrea
    Una delle chiese anglicane più antiche della città, testimonianza del periodo coloniale britannico.

  • Tempio di Hanuman
    Situato vicino al Sangam, è unico nel suo genere. All’interno trovi una statua monumentale di Hanuman sdraiato. Durante la stagione dei monsoni, le acque dei fiumi salgono fino a sommergere parzialmente il tempio, e la tradizione vuole che in quel periodo il dio stia dormendo sott’acqua. È un fenomeno particolare che rende questo luogo molto visitato sia da devoti sia da curiosi.

👉 Consiglio pratico: il traffico in città è intenso, quindi conviene avere un autista privato o affidarti a una guida locale. Porta con te un copricapo o una sciarpa per coprirti nei templi e scarpe facili da togliere.

Consiglio gastronomico: prova il kachori sabzi, un piatto tipico a base di focaccine fritte ripiene servite con curry speziato, molto diffuso nelle bancarelle di strada vicino al Sangam. Se preferisci un ristorante, El Chico in Civil Lines è una buona scelta: offre cucina indiana e piatti vegetariani in un ambiente semplice ma curato.

Giorno 7 – Allahabad e il Kumbh Mela

Durante il Kumbh Mela ho pernottato in un campo tendato, una sistemazione semplice ma organizzata, con letti occidentali e servizi igienici puliti. È una soluzione diffusa in occasione del raduno, perché la città non ha strutture sufficienti a ospitare i milioni di pellegrini che arrivano da tutta l’India.

Cos’è il Kumbh Mela

Il Kumbh Mela è il più grande raduno religioso del mondo. Si svolge a rotazione in quattro città sacre: Prayagraj (Allahabad), Haridwar, Ujjain e Nashik. Qui, secondo la leggenda, caddero alcune gocce dell’“amrita”, il nettare dell’immortalità, durante una battaglia tra dei e demoni. Per questo, immergersi nelle acque sacre durante il festival porta purificazione spirituale e la liberazione dal ciclo delle rinascite.

A Prayagraj si celebra il Maha Kumbh Mela ogni 12 anni, il Purna Kumbh Mela ogni 6 e l’Ardh Kumbh Mela ogni 3. L’ultima edizione del Maha Kumbh Mela ha portato oltre 120 milioni di pellegrini in città, un numero che rende bene l’idea della portata di questo evento.

L’esperienza da vivere

Partecipare al Kumbh Mela significa immergersi in un’atmosfera unica. Ovunque incontri fedeli che arrivano da villaggi lontani, asceti vestiti di arancione, sadhu con il corpo ricoperto di cenere, processioni di gruppi religiosi che cantano e danzano. L’energia è travolgente, ma richiede anche pazienza: c’è folla ovunque, i controlli sono serrati e gli spostamenti lenti.

Il momento più intenso è l’immersione rituale nel Sangam, quando milioni di persone scendono nelle acque del Gange e dello Yamuna per purificarsi. È impressionante assistere al fiume di pellegrini che si accalcano sulle rive, pregano, intonano canti e compiono abluzioni. Anche se non partecipi direttamente, osservare e rispettare la devozione altrui è un’esperienza che lascia il segno.

Cosa aspettarsi:

  • Folla enorme, quindi preparati a code e spostamenti lenti.

  • Controlli di sicurezza frequenti, soprattutto nelle zone vicine al Sangam.

  • Atmosfera spirituale molto intensa, che può emozionare o disorientare.

  • Sistemazioni spartane, spesso in campi tendati organizzati apposta per l’occasione.

Consiglio gastronomico: durante il festival troverai innumerevoli bancarelle che servono piatti vegetariani semplici come khichdi (riso e lenticchie speziate), puri e curry di verdure. Se vuoi un’esperienza autentica, prova a mangiare in una delle mense comunitarie (langar) organizzate dagli ashram: il cibo è gratuito e servito in un clima di condivisione.

Giorno 8 – Da Allahabad ad Agra

Lascia Allahabad (Prayagraj) e parti verso Agra. Il viaggio dura circa 6 ore e mezza – 7 ore in treno. Ti consiglio di prenotare con anticipo un posto in cuccetta 2A o 3A, più comoda e sicura, soprattutto se viaggi di notte o vuoi arrivare riposato. In alternativa, puoi valutare un volo interno, ma il treno resta l’opzione più diffusa e tipica.

Io sono arrivato di sera, quindi dopo il trasferimento in hotel ho preferito riposare: il giorno seguente ti aspetta la visita di uno dei simboli più iconici dell’India.

👉 Consiglio pratico: porta con te acqua, snack e qualche piccolo intrattenimento per il viaggio in treno. Gli orari possono subire ritardi, quindi non pianificare visite subito dopo l’arrivo se arrivi di sera.

Giorno 9 – Agra

Oggi è il giorno del Taj Mahal, uno dei monumenti più celebri al mondo e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Questo mausoleo in marmo bianco fu costruito dall’imperatore Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal. Visitare il Taj Mahal all’alba è un’esperienza indimenticabile: la luce del sole che colora il marmo di rosa e arancio, l’aria fresca e il silenzio prima dell’arrivo delle folle creano un’atmosfera quasi magica. Passeggiare tra i giardini simmetrici e i padiglioni laterali ti permette di apprezzare l’eleganza dei dettagli architettonici e l’armonia complessiva del complesso.

🎟️ Biglietto: 10,69 €
🕒 Orari: apre 30 minuti prima dell’alba e chiude 30 minuti prima del tramonto; chiuso il venerdì
⏱️ Tempo di visita: 2–3 ore

Nel pomeriggio visita il Forte Rosso di Agra, altro sito UNESCO e testimonianza della potenza degli imperatori Mughal. Il forte si estende lungo le rive del fiume Yamuna ed è costruito in arenaria rossa. Passeggiando tra palazzi, moschee e cortili, puoi osservare l’arte e la strategia militare dei sovrani, nonché godere di una splendida vista sul Taj Mahal da alcuni punti panoramici.

🎟️ Biglietto: 6,32 €
🕒 Orari: apre 30 minuti prima dell’alba e chiude 30 minuti prima del tramonto; chiuso il venerdì
⏱️ Tempo di visita: 2–3 ore

Se avanza del tempo, non perdere la Tomba di I’timād-ud-Daulah, chiamata anche Baby Taj. Più piccola ma incredibilmente delicata, questa tomba in marmo bianco e pietre colorate è considerata un precursore del Taj Mahal, con decorazioni raffinati e intarsi minuziosi.

🎟️ Biglietto: 3,01 €
🕒 Orari: 08:00 – 00:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Consiglio gastronomico: ad Agra prova il petha, dolce tipico a base di zucca candita, nei negozi storici vicino al Taj Mahal. Per pranzo o cena, il Pinch of Spice offre piatti della cucina indiana classica con un’ottima varietà di curry e biryani.

Giorno 10 – Da Agra a Jaipur

Sveglia presto, colazione e via verso la stazione dei treni: in circa 4 ore di viaggio raggiungerai Jaipur, la capitale del Rajasthan, conosciuta come la “Città Rosa” per il caratteristico colore dei suoi edifici. Appena arrivato noterai subito un’altra “presenza fissa” della città: le scimmie, che troverai un po’ ovunque, specialmente vicino ai templi e nei dintorni delle colline.

Nel pomeriggio dedicati alla visita del Galta Ji Temple, conosciuto anche come Tempio delle Scimmie, che si trova a meno di 40 minuti dalla stazione. Per raggiungerlo occorre combinare un breve tragitto in treno locale o taxi e poi proseguire a piedi lungo un sentiero panoramico. Il tempio, costruito in pietra rosa, si sviluppa in più cortili e bacini d’acqua naturali dove i pellegrini (e le scimmie!) si bagnano. L’atmosfera è molto particolare: spiritualità e vita quotidiana si mescolano in un luogo che sembra fuori dal tempo.

🎟️ Ingresso: gratuito (sono gradite piccole mance per beneficenza)
🕒 Orari: 05:00 – 19:00
⏱️ Tempo di visita: 30 min – 1 ora

👉 Consiglio pratico: tieni zainetto e oggetti ben chiusi, perché le scimmie sono rapide e curiose. Porta con te una bottiglietta d’acqua: il tratto a piedi può essere un po’ impegnativo nelle ore più calde.

Consiglio gastronomico: a Jaipur non perderti la dal baati churma, piatto tipico del Rajasthan a base di palline di pane cotte al forno servite con lenticchie speziate.

Galta Ji Temple Jaipur

Giorno 11 – Jaipur

Inizia con il Forte Amber, a circa 11 km dal centro città. Questa antica fortezza fu la capitale dello stato del Rajasthan e oggi stupisce per i suoi cortili, i palazzi interni e le vedute panoramiche sulla vallata circostante. Puoi arrivarci in auto o con un tuk-tuk.

🎟️ Biglietto: 4,87 €
🕒 Orari: 07:00 – 21:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Dopo il Forte Amber, torna verso il centro per ammirare l’Hawa Mahal, il famoso Palazzo dei Venti. Le 953 finestre e il delicato motivo a nido d’ape permettevano alle donne della famiglia reale di osservare la vita in strada senza essere viste. Passeggia davanti alla facciata e se vuoi, entra per vedere alcuni saloni interni.

🎟️ Biglietto: 1,95 €
🕒 Orari: 09:00 – 19:00
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Nel pomeriggio visita il City Palace, cuore della città vecchia e residenza ancora oggi di alcune parti della famiglia reale. Passeggiando tra cortili, sale decorate e musei puoi scoprire la storia dei Maharaja e la vita a corte. Se vuoi, puoi fermarti in uno dei cortili per un tè e osservare l’attività quotidiana che continua nel palazzo.

🎟️ Biglietto: 9,75 €
🕒 Orari: 09:30 – 19:30
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Concludi la giornata all’Osservatorio Astronomico Jantar Mantar, progettato dal Maharaja Jai Singh II. Qui trovi strumenti astronomici monumentali, usati un tempo per calcolare le eclissi, la posizione dei pianeti e gli orari delle festività religiose. È un luogo unico che combina scienza, ingegno e architettura.

🎟️ Biglietto: 1,95 €
🕒 Orari: 09:00 – 18:30
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

👉 Consiglio pratico: tra le visite puoi muoverti in tuk-tuk o a piedi, soprattutto nel centro storico. Porta con te acqua, cappello e scarpe comode: Jaipur è calda e le distanze tra i monumenti possono sembrare brevi ma il sole rende le camminate faticose.

Consiglio gastronomico: per pranzo prova il Rajasthani Thali. È un pasto completo, con diverse portate di curry, pane, riso e dolci locali, perfetto per assaggiare i sapori autentici del Rajasthan.

Giorno 12 – Da Jaipur a Delhi

Sveglia presto e dirigiti alla stazione per prendere il treno verso Delhi, un viaggio di circa 5 ore. Arrivato in città, sistemati in hotel e prepara le scarpe comode: il pomeriggio è dedicato alla scoperta di Nuova Delhi.

Inizia dai quartieri alberati e dai viali principali, fino ad arrivare alle zone del Palazzo del Governo e dei ministeri, dove potrai ammirare l’architettura coloniale e moderna della capitale. Fai una sosta all’India Gate, monumento ai caduti indiani della seconda guerra mondiale, circondato da giardini perfetti per una breve passeggiata.

Nel tardo pomeriggio visita il Gurdwara Bangla Sahib, uno dei templi Sikh più importanti della città. L’edificio è spettacolare, con il suo sacro sarovar (stagno) e le cupole dorate, ma la vera esperienza è all’interno: la langar, sala di cucina comune, accoglie persone di ogni religione, compresi turisti, per cucinare e mangiare insieme. Puoi anche assistere alle cerimonie religiose e avvicinarti agli insegnamenti del Sikhismo grazie alla disponibilità del personale del tempio.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: aperto 24 ore
⏱️ Tempo di visita: almeno 2–3 ore per vivere appieno l’esperienza

👉 Consiglio pratico: copriti spalle e gambe all’interno del tempio, togli le scarpe e porta con te una bottiglietta d’acqua. Prenditi il tempo per osservare la routine del tempio senza fretta: è un luogo di pace e meditazione anche in mezzo alla città caotica.

Giorno 13 – Delhi (Vecchia e Nuova)

Dedica la mattina a Vecchia Delhi, cuore storico e commerciale della città. Inizia dalla moschea Jama Masjid, una delle più grandi dell’India. Passeggiare nel cortile e osservare le sue torri e cupole è un’esperienza impressionante. Se sei donna e non musulmana, all’ingresso ti verrà fornito un caftano o una tunica coprente da indossare, obbligatoria per accedere alla moschea.

🎟️ Biglietto: 3,90 €
🕒 Orari: 07:00 – 12:00 e 13:30 – 18:30
⏱️ Tempo di visita: 30 – 60 minuti

Dopo la moschea, esplora il mercato di Chandni Chowk, un intricato dedalo di vie piene di negozi di spezie, tessuti, gioielli e street food. È il posto ideale per vivere l’atmosfera autentica di Delhi e fare qualche piccolo acquisto o assaggiare snack locali come jalebi, samosa o chaat.

Nel pomeriggio visita il Raj Ghat, luogo della cremazione di Mahatma Gandhi. La piattaforma in marmo nero è semplice ma toccante, con una targa che riporta le sue ultime parole, “Hai Ram” (Oh, mio Dio). È un momento di raccoglimento e riflessione nel cuore della capitale.

Chiudi la giornata con il Qutub Minar, patrimonio UNESCO e simbolo dell’arte indo-islamica. Questa torre di 73 metri è circondata da un complesso di rovine, moschee e cortili in arenaria e marmo, un ottimo esempio di architettura medievale.

🎟️ Biglietto: 5,85 €
🕒 Orari: 07:00 – 21:00
⏱️ Tempo di visita: circa 1,5 ore

Consiglio gastronomico: a Chandni Chowk prova il paratha di Kuremal Mohan Lal, famoso per i ripieni creativi, oppure un lassi fresco per rinfrescarti durante la passeggiata tra i vicoli.

👉 Consiglio pratico: nelle vie di Chandni Chowk porta scarpe comode e attenzione ai tuk-tuk e risciò. Prepara contanti piccoli per acquisti e assaggi, molti negozi non accettano carte.

Giorno 14 – Da Delhi a Cochin

Per la maggior parte dei viaggiatori il tour dell’India termina a Delhi. Io e il mio gruppo volevamo qualcosa di più, quindi invece di prendere il volo internazionale di ritorno, ci siamo lanciati verso il sud del paese. Se vuoi seguire questa pazzia, continua a leggere.

Saluta momentaneamente Delhi e prendi un volo interno per Cochin (Kochi), nello stato del Kerala. Il volo dura circa 3 ore, quindi puoi arrivare a destinazione nel primo pomeriggio, pronto per iniziare a esplorare questa città costiera.

La nostra visita comincia da Fort Cochin, uno dei quartieri più caratteristici e turistici della città. Qui puoi passeggiare tra case coloniali portoghesi, olandesi e britanniche, murales colorati e stradine tranquille, ma il vero spettacolo si trova lungo il porto: le famose reti da pesca cinesi. Queste strutture orizzontali, sospese su pali di bambù e dotate di contrappesi, vengono calate e sollevate direttamente dal mare. Sono diventate uno dei soggetti fotografici più popolari della città e meritano una sosta con calma.

Altre cose da vedere a Cochin:

  • Mercato del pesce, dove puoi osservare la vita dei pescatori e acquistare pesce fresco se vuoi cucinarlo o assaggiarlo sul posto.

  • Quartiere ebraico, con le case dalle facciate basse e le stradine strette, perfetto per passeggiare e scattare foto.

  • Chiesa di San Francesco, la più antica chiesa europea in India, famosa per la tomba originale di Vasco da Gama.

  • Cattedrale di Santa Cruz, esempio di architettura coloniale portoghese con interni decorati e suggestivi affreschi.

🎟️ Biglietti e orari: la maggior parte dei siti storici di Fort Cochin è gratuita o richiede una piccola donazione (1–2 €). Per le chiese controlla eventuali chiusure per funzioni religiose o eventi speciali.
⏱️ Tempo di visita: 3–4 ore per passeggiare con calma tra Fort Cochin e il porto

Consiglio gastronomico: prova il pesce fresco alla Kerala nei ristoranti sul porto, come il Fort House Restaurant. Curry speziati, pesce grigliato e piatti locali a base di cocco ti daranno subito il sapore del Kerala.

Giorno 15 – Cochin

La mattina comincia a Mattancherry, con la visita al Dutch Palace (o Mattancherry Palace), costruito dai portoghesi nel XVI secolo e poi ristrutturato dagli olandesi. All’interno troverai affreschi che raccontano episodi del Ramayana e ritratti dei Maharaja del Kerala.

🎟️ Biglietto: 0,25 €
🕒 Orari: 10:00 – 17:00 (chiuso il venerdì)
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

A pochi passi si trova la Sinagoga Paradesi, risalente al 1568: pavimento in maiolica cinese blu e bianca, lampadari veneziani e un’atmosfera unica.

🎟️ Biglietto: 0,25 €
🕒 Orari: 10:00 – 12:00 e 15:00 – 17:00 (chiusa il sabato)
⏱️ Tempo di visita: 30 – 45 minuti

Poi passeggia tra le stradine del Jew Town, tra botteghe di spezie, tessuti e gallerie d’arte: un posto perfetto per curiosare e comprare souvenir. Se non vuoi perderti nemmeno un angolo, esplora il quartiere con una guida locale 👉 Storie di Jew Town: tour guidato a piedi nel patrimonio di Kochi.

Il pomeriggio puoi dedicarlo alle gallerie e boutique di Fort Kochi, prima di rientrare in hotel.

Giorno 16 – Vandiperiyar e Kumily

Nella giornata di oggi ti allontani dalla costa e ti addentri nell’entroterra del Kerala per visitare le piantagioni di tè di Vandiperiyar al Connemara Tea Factory, situate tra le colline del distretto di Idukki. Qui l’aria è fresca e profumata, e il paesaggio è un susseguirsi di distese verdi di piante di tè ordinate in filari perfetti. Durante la visita scoprirai il processo di coltivazione e raccolta, dalla piantina fino alla foglia essiccata pronta per essere trasformata in tè. Alcuni stabilimenti offrono anche degustazioni, così puoi assaggiare tè freschissimo, molto diverso da quello che trovi nei supermercati.

⏱️ Tempo di visita: 1-2 ore
🎟️ Costo indicativo: 5–10 € a persona per tour guidato e degustazione

Nel pomeriggio e in serata spostati a Kumily, cittadina vicino al Parco Nazionale di Periyar, dove assisterai a uno spettacolo di Kathakali, la danza tradizionale del Kerala. Questo antico teatro combina musica, gestualità e trucco elaborato: i danzatori indossano costumi colorati e maschere artistiche e raccontano storie tratte da testi epici come il Mahabharata e il Ramayana. È uno spettacolo ipnotico e molto espressivo, che ti aiuta a comprendere la cultura e le tradizioni del Kerala.

🎟️ Costo indicativo: 7–10 € a persona per ingresso allo spettacolo
⏱️ Tempo di visita: circa 1,5–2 ore

Consiglio gastronomico: a Kumily prova un thali locale del Kerala nei ristoranti lungo la strada principale. È un pasto completo con riso, curry di verdure, sambar e chutney, perfetto per ricaricare le energie dopo la visita alle piantagioni e lo spettacolo.

Attenzione: questa giornata l’ho organizzata noleggiando un pulmino insieme ad altri viaggiatori. Se viaggi da solo o in coppia, ti consiglio di affidarti ad un tour privato come questo 👉 Escursione privata di un giorno a Munnar da abbinare all’esperienza serale 👉 Kochi: spettacolo di Kathakali, Theyyam e Kalaripayattu. In questo modo ottimizzi tempi e spostamenti senza stress.

Giorno 17 – Escursione backwaters e templi di Shiva a Cochin

La mattina parti per una crociera sulle backwaters partendo dai canali vicino a Cochin. La barca, simile a una houseboat tradizionale, ti permetterà di scoprire i villaggi sull’acqua, le risaie e la vegetazione rigogliosa che caratterizza il Kerala. 

🎟️ Costo indicativo houseboat: 30–50 € a persona per mezza giornata con pranzo incluso
⏱️ Tempo di visita/crociera: 5–6 ore

👉 Consiglio pratico: porta repellente per insetti, cappello e acqua. Le backwaters sono tranquille ma fai attenzione ai ponti e agli approdi quando sali e scendi dalla barca.

Nel tardo pomeriggio visita alcuni templi dedicati a Shiva nei dintorni di Cochin. Questi templi offrono uno sguardo sull’architettura tradizionale del Kerala: tetti spioventi in legno, cortili interni, piccole sculture e bassorilievi che raccontano storie mitologiche. Ricorda di coprirti spalle e gambe, togliere le scarpe all’ingresso e rispettare le regole del tempio.

⏱️ Tempo di visita ai templi: 1–1,5 ore
🎟️ Ingresso: gratuito, ma sono gradite piccole offerte

crociera sulle backwaters kochi

Giorno 18 – Da Cochin a Goa

Saluta Cochin e prendi un volo interno per Goa, ex colonia portoghese sulla costa occidentale dell’India. L’arrivo ti accoglie con un mix unico di cultura indiana e portoghese, mare, sole e spiagge dorate. Goa è famosa per essere una delle mete preferite sia dai turisti indiani sia dai viaggiatori internazionali, un luogo dove la vita scorre lenta tra spiaggia, buon cibo e spiritualità, con un’atmosfera rilassata che qui chiamano susegad.

Nonostante sia anche conosciuta come la “party zone” dell’India, Goa offre spazi di totale relax e scorci tranquilli lontano dalla folla. La vera attrazione sono le spiagge dorate quasi infinite, dove puoi passeggiare, nuotare o semplicemente sdraiarti ad ammirare il tramonto.

Dedica il pomeriggio alla spiaggia di Dona Paula, famosa per la sua bellezza e per i piccoli chioschi lungo la riva. Qui puoi rilassarti, fare il bagno nel mare caldo o semplicemente osservare il via vai di barche da pesca e turisti.

🎟️ Costo spiaggia: gratuito, eventuali noleggi di lettini o ombrelloni a circa 2–5 €

👉 Consiglio pratico: porta crema solare, cappello e acqua. Le correnti possono essere forti in alcune spiagge, quindi fai attenzione se decidi di nuotare.

dona paula beach viewpoint

Giorno 19 – Esplorazione storica e culturale di Goa

Parti per una giornata alla scoperta del cuore storico e culturale di Goa. Prendi parte ad un walking tour tra le antiche chiese e conventi che rendono questa città patrimonio UNESCO. Camminando tra i resti dell’ex capitale portoghese, potrai capire perché Old Goa veniva chiamata la “Roma dell’Est” tra il XVI e il XVIII secolo. Le chiese sono imponenti, i cortili ampi e le facciate scolpite raccontano un passato di grandezza e devozione. Tra le più famose non perderti la Basilica Bom Jesus, che custodisce le reliquie di San Francesco Saverio, e la Cattedrale di Sé, con le sue navate maestose.

Nel tardo pomeriggio spostati a Fontainhas, il quartiere latino di Panjim. Qui potrai fare una heritage walk tra stradine strette e case dai colori pastello, ammirando l’architettura portoghese perfettamente conservata. È un paradiso per fotografi e appassionati di storia, con scorci di vita quotidiana che si intrecciano a vecchie botteghe e caffè tipici. Durante la passeggiata avrai la possibilità di entrare in alcune residenze storiche, parlare con gli abitanti e capire la cultura locale.

Per concludere in bellezza, assisti ad una performance musicale dal vivo: un rinomato musicista goano ti intratterrà con Fado e musiche latine, un modo unico per assaporare il lato artistico e culturale di Goa.

Consiglio gastronomico: fermati in un piccolo ristorante del quartiere per assaggiare il prawn curry con riso al cocco, un classico della cucina goana.

👉 Consiglio pratico: porta scarpe comode per camminare, cappello e acqua. Nelle chiese copri spalle e gambe per rispetto della religione.

Giorno 20 – Betalbatim Beach, Goa

Oggi prenditela con calma e vai a goderti una delle spiagge più tranquille del sud di Goa, la Betalbatim Beach. Lontana dalle folle di Calangute e Baga, qui troverai sabbia dorata, acqua pulita e un’atmosfera rilassata, perfetta per stenderti al sole o fare una passeggiata sul bagnasciuga.

Per raggiungerla da Panjim hai due opzioni:

  • Taxi privato: ci vogliono circa 40–45 minuti, il modo più comodo.

  • Scooter a noleggio: la soluzione che preferisco e che ho scelto io, perché ti dà libertà di fermarti lungo la strada e costa molto meno.

Vicino alla spiaggia trovi piccoli shack che cucinano pesce fresco e piatti tipici di Goa.

Curiosità su Betalbatim Beach

Questa spiaggia nasconde una magia speciale che si manifesta solo nelle notti di luna piena: il fenomeno della bioluminescenza. Le acque di Betalbatim ospitano minuscoli organismi chiamati fitoplancton bioluminescenti che, disturbati dal movimento delle onde, rilasciano un pigmento fluorescente che illumina il mare di riflessi blu e verdi.

Il risultato? Una scena quasi surreale, con le onde che brillano come se qualcuno avesse sparso polvere di stelle sull’acqua. Non è un fenomeno garantito e dipende molto dalle condizioni del mare e del cielo. Io non ho avuto la fortuna di esserci in una notte di luna piena, ma chissà… magari tu potresti essere più fortunato!

Betalbatim Beach bioluminescenza

Non sei tipo da spiaggia?

Se non sei un amante della spiaggia o preferisci qualcosa di diverso, resta a Panjim e scopri il lato culturale di Goa.

Inizia con il Goa State Museum, dove troverai collezioni di sculture antiche, reperti archeologici e oggetti legati alla storia coloniale.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 09:30 – 17:30 (chiuso il lunedì)
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Poi spostati al Museum of Goa (MOG), uno spazio contemporaneo che ospita mostre d’arte moderna e installazioni di artisti indiani e internazionali. Un contrasto interessante rispetto al patrimonio coloniale di Goa.

🎟️ Biglietto: circa 3,50 €
🕒 Orari: 10:00 – 18:00
⏱️ Tempo di visita: 1,5 ore

Giorno 21 – Templi e spiagge di Goa

Inizia la mattina con la visita al Shree Mangesh Temple, uno dei templi più importanti di Goa dedicato a Shiva. Situato a Ponda, a circa 45 minuti di auto da Calangute, questo tempio è famoso per la sua architettura tipica del Kerala, con tetti a più livelli in stile pagoda, cortili interni e una tranquillità che contrasta con l’energia delle spiagge. Ricorda di coprire spalle e gambe, togliere le scarpe all’ingresso e rispettare le regole del luogo sacro.

⏱️ Tempo di visita: circa 1–1,5 ore
🎟️ Ingresso: gratuito, con eventuali piccole offerte volontarie

Nel pomeriggio rilassati sulla spiaggia di Calangute, una delle più famose di Goa. Qui puoi prendere il sole, fare il bagno nelle acque calde dell’Arabian Sea o passeggiare lungo la sabbia dorata. A differenza di Betalbatim, Calangute è più vivace e offre numerosi chioschi, bar e attività sportive, come jet-ski e paddleboard.

Giorno 22 – Da Goa a Mumbai

Via verso l’aeroporto. Oggi voli a Mumbai, la città più grande dell’India e una delle più caotiche e affascinanti.

Appena arrivi ti accorgi subito dell’energia di questa metropoli: Mumbai è una città che non si ferma mai. Qui convivono mondi opposti, a volte separati da una sola strada. Da un lato i grattacieli ultramoderni, dall’altro i vicoli dove la vita scorre a un ritmo completamente diverso. Ci trovi i set di Bollywood, le baraccopoli più popolose dell’Asia, ville coloniali, mercati brulicanti e quartieri che sembrano non dormire mai.

Mumbai non è facile, ma è autentica. È la città dei sogni, dei grandi affari, dei milionari e di chi lavora sodo per costruirsi un futuro. È un mosaico che ti colpisce e ti mette alla prova, ma che alla fine conquista chiunque decida di viverla anche solo per un paio di giorni.

👉 Consiglio pratico: per spostarti usa taxi ufficiali, auto con autista o applicazioni come Uber o Ola. Gli spostamenti in città possono richiedere molto più tempo del previsto a causa del traffico, quindi pianifica bene la giornata.

Gateway of India

Giorno 23 – Mumbai

Preparati a una giornata intensa per scoprire i luoghi simbolo di Mumbai.

La tua visita comincia con la Gateway of India, il monumento coloniale più famoso della città. Fu costruito nel 1924 per celebrare l’arrivo di re Giorgio V e della regina Maria, e oggi è il punto di ritrovo più conosciuto della città. Di fronte al Gateway, ammira il Taj Mahal Palace Hotel, un’icona di lusso che domina il lungomare di Colaba. Anche solo vederlo da fuori vale la sosta.

Prosegui verso la Chhatrapati Shivaji Terminus (CST), patrimonio UNESCO e una delle stazioni ferroviarie più belle del mondo. L’edificio, in stile gotico vittoriano, sembra quasi una cattedrale, con facciate decorate e dettagli architettonici incredibili.

🎟️ Ingresso: gratuito (visita dall’esterno, la stazione è in funzione)
⏱️ Tempo di visita: 30–45 minuti

Non perdere il Dhobi Ghat, la più grande lavanderia a cielo aperto del mondo. Qui centinaia di persone lavano a mano migliaia di vestiti ogni giorno, nelle stesse vasche di pietra usate da generazioni. È un luogo affascinante e crudo, che racconta una parte autentica della città.

🎟️ Ingresso: gratuito (si visita dall’esterno, possibilità di tour guidati a pagamento)
⏱️ Tempo di visita: 30 minuti

Dopo pranzo, dedicati al Mani Bhavan, la casa-museo di Gandhi. Qui scopri la sua vita e le sue lotte, attraverso fotografie, lettere e ricostruzioni. È un luogo che ti tocca da vicino.

🎟️ Ingresso: 0,19 €
🕒 Orari: 9:30 – 17:30
⏱️ Tempo di visita: 1 ora

Prosegui verso la moschea Haji Ali, costruita su un isolotto in mezzo al mare e raggiungibile solo con la bassa marea. È uno dei luoghi religiosi più suggestivi di Mumbai. A poca distanza trovi anche un tempio giainista, elegante e decoratissimo.

🎟️ Ingresso: gratuito
🕒 Orari: 6:00 – 21:45
⏱️ Tempo di visita: 45 minuti

Infine, un tocco di modernità: passa davanti ad Antilia, la residenza del miliardario Mukesh Ambani, considerata una delle case più costose al mondo. Subito dopo, fai un salto al di fuori della mitologia di Bollywood fermandoti davanti a Mannat, la villa di Shah Rukh Khan, che i fan visitano come se fosse un luogo sacro.

👉 Consiglio pratico: a Mumbai gli spostamenti sono lunghi per via del traffico. Ti conviene organizzare la giornata con un autista o prenotare un tour privato per ottimizzare i tempi.

Giorno 24 – Da Mumbai a Delhi

Prendi l’ultimo volo interno del tuo viaggio in India, da Mumbai a Delhi. Ti consiglio di partire entro la mattinata, così nel pomeriggio avrai ancora qualche ora per vivere la capitale.

Una volta arrivato e sistemato in hotel, puoi scegliere tra due esperienze molto diverse ma ugualmente significative:

  • Passeggiare nei Giardini Lodhi, un parco che unisce natura e storia. Qui si trovano tombe e mausolei risalenti al XV e XVI secolo, immersi in un’oasi verde perfetta per rilassarsi e staccare dal caos cittadino. È il luogo ideale per una camminata lenta o per un pomeriggio di lettura all’aperto.
    🎟️ Ingresso: gratuito
    🕒 Orari: 6:00 – 20:00
    ⏱️ Tempo di visita: 1,5–2 ore

  • Oppure partecipare ad una lezione di yoga. Non c’è posto migliore dell’India per avvicinarsi a questa disciplina millenaria. A Delhi troverai centri e scuole che offrono lezioni aperte anche ai principianti. Può essere un modo perfetto per chiudere il tuo viaggio, dedicandoti a corpo e mente.

Giorno 25 – Ultime visite e rientro

Eccoci all’ultimo giorno del viaggio. Prima o poi bisogna tornare a casa, anche se l’India ti lascia sempre con la voglia di scoprire di più. Se il tuo volo parte la sera, hai ancora mezza giornata per goderti Delhi con calma.

Dedica queste ultime ore allo shopping di souvenir. I mercati della capitale sono pieni di colori e artigianato locale:

  • Dilli Haat – mercato all’aperto con bancarelle da tutta l’India, dove trovi tessuti, gioielli, spezie e oggetti tipici di ogni regione.

  • Connaught Place – zona centrale con negozi moderni e bazar nascosti nei vicoli, ideale per chi cerca abbigliamento e artigianato.

  • Chandni Chowk – se non lo hai già esplorato, è perfetto per acquistare spezie, tè e dolci indiani da portare a casa.

👉 Consiglio pratico: contratta sempre con gentilezza, fa parte dell’esperienza e spesso ti permette di ottenere un prezzo più giusto.

Poi non ti resta che tornare in hotel, ritirare i bagagli e dirigerti in aeroporto.

Concludi così il tuo viaggio di 25 giorni attraverso l’India, un percorso che ti ha portato dal nord al sud e ritorno, tra città sacre, templi, spiagge, mercati e culture diverse. Un’esperienza che non lascia mai indifferenti e che rimane impressa per sempre.

L’India non è un paese che si visita soltanto, l’India si vive. In 25 giorni ho attraversato città sacre, spiagge, mercati, templi, villaggi e metropoli, passando dal caos travolgente di Delhi al silenzio dei ghat di Varanasi, dalle piantagioni di tè del Kerala alle spiagge dorate di Goa, fino all’energia inesauribile di Mumbai.

Questo itinerario è stato il mio, con scelte, deviazioni e imprevisti, ma non deve essere per forza il tuo. Usalo come spunto, adattalo ai tuoi tempi, alle tue curiosità e al tuo modo di viaggiare. L’India è troppo vasta e complessa per essere racchiusa in un solo viaggio: ti sorprenderà sempre, qualunque strada deciderai di percorrere.

Quello che posso assicurarti è che tornerai a casa con una valigia piena di immagini, profumi, incontri e domande. E con la sensazione che, prima o poi, l’India ti richiamerà di nuovo.

Domande frequenti (FAQs) sull'India

La domanda che si fanno in tanti! In generale, l’India è considerata abbastanza sicura per i turisti, soprattutto nelle zone più battute dai viaggiatori e nei grandi circuiti turistici come il Rajasthan, Varanasi o il Kerala. Vale sempre la regola del buon senso: evitare di girare da soli di notte in zone poco illuminate, fare attenzione a borse e oggetti di valore, e usare taxi/trasporti affidabili.

👉 Aggiunta personale: posso dirti che viaggiare in India è relativamente sicuro, soprattutto se lo fai in gruppo o affidandoti a una guida locale. Questa è un’opzione che mi sento di raccomandare in particolare alle donne, perché garantisce maggiore tranquillità e ti permette di vivere l’esperienza senza pensieri.

Tieni comunque d’occhio il sito della Farnesina e di Viaggiare Sicuri, aggiornato in tempo reale sulla situazione nelle varie regioni. Come sempre, ogni viaggio richiede un pizzico di attenzione, ma anche tanta apertura.

La risposta breve è sì. Per entrare in India, serve un passaporto valido (con almeno 6 mesi di validità residua e alcune pagine bianche libere) e un visto appropriato, a meno che tu non sia cittadino di Nepal o Bhutan.

Puoi ottenere un e-Visa (e-Tourist Visa) per turismo, disponibile online e valido per ingressi via aereo o mare, generalmente fino a 60 o 180 giorni a seconda della nazionalità. Occhio: per accessi via frontiere terrestri devi richiedere un visto tradizionale

Se parti direttamente dall’Italia non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per l’ingresso in India.

Se arrivi (anche solo in transito) da Paesi a rischio trasmissione di febbre gialla, ti verrà richiesto il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla.

Nonostante non sia obbligatorio, vaccinarsi per epatite A e tifo è una scelta molto comune. Io consiglio sempre di consultare il Centro di Medicina dei Viaggi della tua ASL, dove sapranno raccomandarti meglio.

In ogni caso, stipula sempre un’assicurazione sanitaria. Evita gli ospedali pubblici e rivolgiti solo a quelli privati, che sono ottimi… ma carissimi. L’assicurazione ti salva da spese assurde in caso di imprevisti.

Un paio di accorgimenti extra da non sottovalutare:

  • Bevi solo acqua in bottiglia sigillata, anche per lavarti i denti.
  • Evita cibi crudi o poco cotti.
  • Porta con te dei fermenti lattici.

Il periodo migliore per visitare l’India va da novembre a marzo, quando il clima è più secco e le temperature sono più miti, sia al nord che al sud.
Da aprile in poi il caldo diventa torrido soprattutto al nord, mentre da giugno a settembre arriva la stagione dei monsoni, che porta piogge intense e umidità elevata.

Io ci sono stato tra gennaio e febbraio. Se vuoi vivere al meglio sia la parte culturale del nord che il relax/spiritualità del sud, ti direi che febbraio è il mese perfetto: niente caldo insopportabile, niente monsoni e spiagge splendide.

L’India è immensa e piena di attrazioni. Non basterebbe una vita intera per scoprirla tutta! Per chi viaggia la prima volta, la maggior parte dei tour organizzati si concentra sul Nord India e dura in media 10-15 giorni, includendo le città simbolo come Delhi, Jaipur, Agra, Varanasi e Calcutta.

Io e i miei compagni di viaggio non ci siamo accontentati delle “classiche” due settimane. Abbiamo voluto strafare e ci siamo trattenuti per più di 3 settimane, spingendoci anche nel Sud India (Kerala, Goa, Mumbai). È stata un’esperienza che ci ha permesso di vivere due anime completamente diverse del Paese… il Nord (ricco di storia, templi e siti culturali) e il Sud (natura lussureggiante, spiagge e atmosfere più rilassate).

Se avessimo potuto, ci saremmo fermati un’altra settimana ancora, per esplorare la regione del Punjab, che merita un viaggio a sé.

Io ho trovato molto più conveniente acquistare una SIM locale appena atterrato a Delhi, durante lo scalo per il volo interno verso Calcutta. È una soluzione economica e ti garantisce una buona copertura, soprattutto con operatori come Jio o Airtel. Certo, bisogna avere un po’ di pazienza per la registrazione (serve il passaporto) e fare il classico travaso di SIM.

Un’alternativa super comoda è la eSIM: la attivi ancora prima di partire e sei subito connesso appena tocchi terra. Non devi cambiare fisicamente la SIM e funziona bene nelle grandi città e zone turistiche. L’unico contro? È di solito un po’ più costosa rispetto a una SIM indiana acquistata in loco.

In India gli spostamenti possono essere un’avventura a sé, perché le distanze sono grandi e le infrastrutture variano molto da regione a regione. Il modo migliore dipende da quanto vuoi velocità, comodità e immersione nella vita locale.

Per le lunghe distanze tra città principali (ad esempio Delhi–Agra, Jaipur–Delhi, Cochin–Goa, Goa–Mumbai) i voli interni sono spesso la scelta più pratica: risparmi tempo e sono abbastanza economici se prenotati in anticipo. Per chi vuole un’esperienza più lenta e scenografica, i treni indiani sono un’ottima opzione: la rete ferroviaria è capillare e permette di vedere paesaggi e città, ma richiede attenzione a prenotazioni, classi e orari.

Per spostamenti locali in città o tra piccoli villaggi puoi usare taxi, risciò, auto con autista o scooter a noleggio. I taxi e i risciò sono comodi per brevi tragitti o quando non vuoi guidare tu stesso, mentre noleggiare uno scooter può essere divertente e flessibile, ma richiede prudenza e buona esperienza di guida nel traffico caotico delle città indiane.

Io ti consiglio di non affidarti solo al POS: in tante situazioni quotidiane, dal pagare una corsa in tuk-tuk al comprare un chai al mercato, serve avere delle rupie in tasca.
In aeroporto o in città troverai facilmente ATM dove prelevare, anche se a volte capita che non funzionino o che abbiano un tetto massimo giornaliero di prelievo.

Per i pagamenti con carta, tieni presente che talvolta i POS non funzionano (linee lente o assenti), quindi è sempre meglio avere un po’ di contante di scorta.

Consiglio! Porta con te una carta internazionale (tipo Revolut o simili) per prelievi e pagamenti sicuri.

In India è importante vestirsi in modo rispettoso, soprattutto nei templi e nei luoghi di culto. Durante il mio viaggio tra gennaio e febbraio ho dovuto mettere in valigia sia maglie a manica lunga e una giacca per il nord, dove le serate erano fresche, sia abiti leggeri per il sud, dove il caldo era intenso. Nei luoghi di culto è fondamentale coprire spalle e ginocchia, e consiglio di portare due paia di calzini quando visiti templi o moschee, visto che dovrai togliere le scarpe all’ingresso. Evita accessori costosi e tieni sempre i tuoi averi a vista: nelle strade e nei mercati affollati è facile distrarsi e vale il detto “l’occasione fa l’uomo ladro”. Preparati a vestirti a strati, con abiti comodi e traspiranti, e porta con te un cappello o un foulard, utile sia per proteggerti dal sole che per rispettare i luoghi di culto. Se visiti Mumbai, porta con te anche una mascherina per coprirti naso e bocca: la città è inquinatissima!

Era la prima volta che viaggiavo con una guida locale e non me ne sono pentito. Nella prima parte del viaggio si è rivelata fondamentale per vari motivi: mi ha aiutato ad ambientarmi, a comunicare meglio (l’inglese in India è diffuso, ma il loro accento non è sempre facile da capire), negli spostamenti e a gestire venditori indesiderati. Ti consiglio di stabilire anticipatamente con la guida il tuo itinerario e cosa desideri vedere. Con questo non voglio dirti che devi per forza ingaggiare una guida, ma sappi che all’inizio ti facilita molto le cose e ti permette di affrontare il Paese con maggiore serenità.

Se vuoi, sarò felice di passarti il contatto della mia guida: scrivimi a info@passioneitinerari.it oppure compila il modulo nella sezione Contatti.

Sì, in India la mancia è pratica comune e in molti casi è quasi d’obbligo, anche se l’importo è generalmente contenuto. Nei ristoranti mediamente si lascia il 5-10% del conto se il servizio non è incluso, mentre per i tassisti, rickshaw, facchini e guide turistiche è normale dare qualche rupia extra come gesto di cortesia. Personalmente ho trovato utile portare sempre qualche banconota piccola a portata di mano per queste situazioni: è un modo per essere rispettosi e facilitare l’interazione con le persone locali.

Sì, nelle città turistiche e nei grandi centri come Delhi, Mumbai, Jaipur, Agra, Goa o Cochin non avrai problemi a trovare ristoranti che servono piatti più vicini ai gusti occidentali, dal pollo alla griglia a hamburger, pasta e pizze. Nei ristoranti locali tradizionali il cibo è spesso molto speziato, ma puoi sempre chiedere di ridurre le spezie: i ristoratori sono abituati ai turisti e quasi sempre accontentano. Un’altra opzione comoda sono i caffè e le catene internazionali, presenti nelle principali città, dove puoi mangiare in modo più familiare se hai bisogno di una pausa dal cibo indiano molto piccante.

Mangiare in India può essere molto economico o mediamente caro, a seconda del tipo di ristorante e della località. Nei mercati locali e nei piccoli ristoranti tradizionali puoi mangiare un pasto completo anche con 2-5 €, soprattutto se scegli piatti vegetariani o street food. Nei ristoranti turistici o di fascia media il prezzo sale a 5-15 € a persona, mentre nei locali più eleganti o negli hotel internazionali puoi arrivare a 20-30 € o più per un pasto completo.

Sì, l’India è uno dei Paesi più facili al mondo per chi segue una dieta vegetariana o vegana. Gran parte della popolazione è vegetariana, quindi troverai piatti locali senza carne in ogni ristorante e street food. Piatti a base di lenticchie, legumi, verdure, riso e pane indiano (come chapati o paratha) sono ovunque e molto gustosi.

Per i vegani, bisogna prestare un po’ più di attenzione: molti piatti contengono latte, yogurt, burro chiarificato (ghee) o panna, quindi è utile chiedere “no dairy” o “vegan” quando possibile. Nelle grandi città e nelle zone turistiche, molti ristoranti hanno anche menù specifici vegetariani e vegani.

Per scoprire i locali vegan scarica le app Abillion e Happy Cow

Dipende molto da come sono abituati i bambini. Personalmente, pensando alle mie nipoti, direi di no. L’India può essere molto sporca e inquinata, e alcune esperienze possono risultare forti o disturbanti, come le cremazioni a Varanasi o scene di povertà estrema. In alcune zone capita anche di vedere persone che fanno i propri bisogni in strada senza alcun imbarazzo, il che può impressionare i più piccoli. Il Sud dell’India è generalmente più pulito e gestibile, ma nel complesso consiglio di riflettere bene e valutare se il viaggio sia adatto in base alle abitudini e alla sensibilità dei bambini.

Il globetrotter con il drone... Belga di nascita, italiano di cuore. Amante dei climi caldi e del Sud-Est asiatico, viaggia con la valigia piena di sogni... e un drone sempre pronto a decollare.

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