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Vegan in Giappone, si può!

giappone vegan

È curioso come molte delle pietanze consumate dai vegani di tutto il mondo oggi provengano proprio dal Giappone, o più in generale dall’Estremo Oriente. Penso al seitan, al tofu, agli edamame. Eppure i vegani in Giappone sono meno dell’1%.
La vera sfida inizia quando fai la spesa. Nei supermercati tradizionali l’etichetta “vegan” non è diffusa come in Europa o negli Stati Uniti. Spesso trovi diciture come “plant-based”, ma questo non garantisce che il prodotto sia davvero 100% vegano. Può contenere latte, uova o estratti di pesce.

Molti prodotti che sembrano innocui, come onigiri o tofu, nascondono ingredienti come dashi, katsuo, miele o gelatina. Insomma, per un vegano la vita in Giappone può essere complicata. Ma non impossibile.
Nelle grandi città, e anche in quelle più piccole ma turistiche, i locali vegani o con opzioni vegane stanno aumentando. E viaggiando in Giappone ho scoperto che, con un po’ di attenzione, puoi mangiare bene praticamente ovunque.

Tokyo

A Tokyo ho trovato alcune delle esperienze migliori del viaggio.

Da Vegan Sushi Tokyo a Shibuya entri sapendo che spenderai un po’ di più, ma ne vale la pena. Qui il sushi viene completamente reinventato. Gli abbinamenti sono creativi, mai banali, e la qualità è altissima. Ho provato anche il dorayaki vegano, una rarità. Se vuoi andarci, prenota.

Da Vegan Bistro Jangara ho mangiato uno dei ramen più buoni della mia vita. Non sto esagerando. Il brodo è ricco, avvolgente, pieno di sapore. Anche burger e gyoza meritano. Senza prenotazione rischi di aspettare.

Komeda is è un posto diverso, più informale. Tavoli condivisi, ordine da tablet, atmosfera conviviale. Qui trovi un mix tra Giappone e America. Se vai senza prenotazione ti metti in lista e aspetti, ma il turnover è veloce.

Allo Studio Tour The Making of Harry Potter non mi aspettavo grandi cose lato cibo, invece ho trovato una “vegan box”. Non è memorabile, ma esiste. E soprattutto, dettaglio fondamentale, la burrobirra è vegana!

Nikko

A Nikko ho fatto una scoperta interessante. Il piatto tipico della zona è lo yuba, la “pelle” del tofu. Nasce vegano.
Da Azuma puoi provarlo in tante varianti diverse. Qui mangiare vegano è molto più semplice di quello che pensi.

Kawaguchiko

Da Hotou Fudo ho trovato un’altra situazione tipica del Giappone. I soba noodles sono vegani, ma il brodo spesso contiene pesce. Chiedi sempre. In alternativa puoi usare la salsa di soia.

Kanazawa

Da Anan ho scelto una delle poche opzioni vegane disponibili, a base di sesamo e latte di soia.
La cosa che ho apprezzato di più è stata il prezzo. Era tra i più economici del menu. In Giappone non paghi di più solo perché un piatto è vegano. “Vegan” non è sinonimo di moda. 

Kyoto

Kyoto è stata una delle città più facili per mangiare vegano.

Da Fujinami Sannenzaka Honten ho provato i dango. Sono semplici, farina di riso e acqua, e spesso vegani sia dolci che salati.

Da Mumokuteki cafe&foods trovi una versione vegana dei grandi classici giapponesi. Miso katsu, korokke, omurice. Qui puoi assaggiare la tradizione senza compromessi. Anche i dolci meritano.

Da AinSoph vai se hai voglia di comfort food. Quello ricco, pieno, soddisfacente. L’unico difetto è l’odore della cucina, perché manca una buona aspirazione. Ma il cibo compensa. Se vuoi provare AinSoph ce n’è anche uno a Tokyo!

Nara

Da Koushi Restaurant ho mangiato alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina giapponese in versione vegana. Korokke, tofu fritto, dango. Il locale è piccolo, curato nei dettagli, con tanti richiami ai cervi di Nara.

Osaka

Da TW Vegan Night Market funziona così, prendi quello che vuoi e paghi a peso. Il riso bianco e la zuppa di miso li puoi refillare gratuitamente. È leggermente fuori dalle zone più turistiche, ma vale lo spostamento.

Da Mercy Vegan Factory sono andata per un motivo preciso, il fruit sando. Il classico tramezzino giapponese con panna e frutta, qui in versione vegana. Perfetto anche se sei intollerante al lattosio.

Koyasan

Dormire in un tempio buddhista è stata un’esperienza unica. I monaci preparano cena e colazione e non utilizzano ingredienti di origine animale. I piatti sono semplici, ma curati.

Hiroshima

Da JoGeSaYu ho finalmente provato l’okonomiyaki vegano. Abbiamo ordinato anche katsu veg e mapo tofu. Alla fine ci hanno offerto anche del sake. Un posto accogliente, dove ti senti subito a tuo agio.

Isola di Miyajima

Da Sonoma ho trovato un ambiente rilassato, quasi intimo. Qui ho mangiato un curry giapponese 100% vegetale, più delicato rispetto a quello indiano, e un gelato artigianale vegano. Ho anche comprato dei vegan noodles da portare a casa, difficili da trovare altrove.

Takaragawa Onsen

Qui ho chiesto una versione vegana della cucina kaiseki. All’inizio li ho messi un po’ in difficoltà, ma hanno fatto uno sforzo enorme per adattare il menu. Il risultato è stato sorprendente, sia per le materie prime che per l’attenzione al dettaglio.

Consigli pratici per mangiare vegano in Giappone

Prima di chiudere, ti lascio alcune dritte che mi hanno aiutato davvero:

  • chiedi sempre se ci sono ingredienti di origine animale, soprattutto nel brodo
  • impara alcune parole chiave, come “dashi” o “katsuo”
  • usa app (come Happy Cow e Abillion) o mappe per cercare ristoranti vegani
  • considera che nei convenience store le opzioni sono limitate
  • punta sui piatti tradizionali che nascono già vegetali

Si può davvero?

Sì, si può. Serve attenzione, serve adattarsi, ma si può. E soprattutto, puoi farlo senza rinunciare al gusto e all’esperienza.

Se stai organizzando un viaggio, ti consiglio di leggere anche gli altri articoli sul Giappone nel blog. Trovi itinerari, consigli pratici e tante esperienze vissute in prima persona. Ti aiuteranno a partire più preparato e a goderti davvero ogni momento del viaggio.

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L’Esploratrice Instancabile... Da bambina viaggiava solo con l’immaginazione, oggi non si ferma mai. Divoratrice di città, musei e culture, Pippi organizza ogni itinerario al dettaglio, con timetable alla mano... rigorosamente con scarpe comode e zaino in spalla.

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