Errori prima di partire: la checklist salva-viaggio

Errori prima di partire: la checklist che vorresti aver letto prima
Ogni viaggio ha la sua lista di cose da fare prima della partenza, ma ci sono “errori prima di partire” che si ripetono sempre, indipendentemente dalla destinazione. Alcuni li conoscono tutti, altri li scoprono solo quando è troppo tardi, magari al banco del check-in o alla dogana. In questo articolo trovi gli errori più comuni prima di partire per un viaggio, divisi tra quelli tipici di chi viaggia poco e quelli in cui cadono anche i viaggiatori esperti.
Gli errori da principianti
Sono gli sbagli più frequenti, spesso legati a poca esperienza o alla fretta dell’ultimo momento.
1. Non controllare i documenti per il paese di scalo, non solo per quello di destinazione
Il passaporto o la carta d’identità vanno controllati anche per il paese in cui fai scalo, non solo per la destinazione finale. Facciamo un esempio concreto: se voli verso le Lofoten, in Norvegia, ma il tuo volo prevede uno scalo nel Regno Unito, ti serve comunque il passaporto, anche se in Norvegia basterebbe la carta d’identità. E dal 2025 il Regno Unito richiede anche l’ETA (Electronic Travel Authorisation) per la maggior parte dei passeggeri che passano dal controllo passaporti britannico, quindi in molti casi ti serve anche quella, anche solo per cambiare volo. Fanno eccezione i transiti “airside” a Heathrow o Manchester, cioè quando resti nella zona internazionale dell’aeroporto senza passare dal controllo di frontiera: in quel caso specifico l’ETA potrebbe non essere richiesta, ma la regola dipende dal tipo di biglietto e dal terminal, quindi meglio verificare sempre la propria situazione sul sito ufficiale del governo britannico prima di partire.
💡 Regola pratica: se il tuo volo tocca un paese diverso da quello di destinazione, controlla i requisiti di ingresso anche per quello, anche se resti solo poche ore in aeroporto.
2. Non verificare se serve un VISTO, una registrazione o autorizzazione online prima di arrivare
Negli ultimi anni sono nati diversi sistemi di pre-autorizzazione elettronica, e molti viaggiatori esperti, abituati alle vecchie regole, non sanno ancora che esistono: il rischio è ritrovarsi bloccati al gate, con l’imbarco negato dalla compagnia aerea. Un esempio è la Corea del Sud, che permette l’ingresso senza visto per turismo fino a 90 giorni, ma richiede comunque un’autorizzazione elettronica preventiva (K-ETA), da richiedere online in pochi minuti prima della partenza. Lo stesso vale per il Regno Unito con l’ETA citata sopra, e presto varrà anche per l’ingresso nell’area Schengen con l’ETIAS europeo, la cui entrata in vigore è prevista entro la fine del 2026, anche se ha già subito diversi rinvii ed è possibile che slitti ulteriormente.
3. Sottovalutare la durata di uno scalo
Sottovalutare il tempo per il transito in aeroporti con controlli di sicurezza aggiuntivi (tipo scali negli USA, dove a volte serve ritirare i bagagli e ricontrollarli anche in transito) è uno degli errori più comuni. Negli aeroporti più piccoli 2 ore di scalo possono essere sufficienti, ma negli aeroporti internazionali o particolarmente trafficati è consigliabile avere almeno 3 ore tra un volo e l’altro.
4. Non fare l’assicurazione sanitaria di viaggio
È uno degli errori più rischiosi. Vale anche per i viaggi in un altro paese UE, dove in teoria sei coperto dalla tessera sanitaria europea, ma nella pratica la copertura non è mai completa: non copre, per esempio, il rimpatrio sanitario o le strutture private.
5. Fare l’e-sim solo per il paese di destinazione
Se il tuo viaggio prevede uno scalo, avere connessione anche lì è utile: il wi-fi gratuito degli aeroporti a volte è lento o poco sicuro. Meglio attivare un’ e-sim che copra anche il paese di transito, magari con una VPN inclusa per navigare in sicurezza.
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6. Ignorare gli usi e i costumi locali
Ogni paese ha le sue regole non scritte, e ignorarle può creare situazioni imbarazzanti o, in alcuni casi, offensive. La mancia, per esempio, è quasi obbligatoria negli Stati Uniti ma può essere vista come scortese in Giappone. Contrattare sul prezzo è normale in molti mercati del Nord Africa o del Sud-Est asiatico, ma non è ben visto in Giappone. E per l’abbigliamento vale la stessa logica: per entrare nella Moschea Blu di Istanbul, per esempio, servono gambe e spalle coperte, e alle donne viene richiesto anche un velo per i capelli. Se non ne hai uno con te, non è un problema: la moschea lo fornisce all’ingresso. Diverso il discorso per i pantaloncini corti, vietati sia per gli uomini sia per le donne: se ti presenti così, l’ingresso viene negato.
💡 Prima di partire, cerca sempre qualche informazione sulle usanze locali specifiche della tua destinazione: bastano dieci minuti di lettura per evitare brutte figure.
7. Dare da mangiare agli animali selvatici
Anche dove non è espressamente vietato da un cartello, alterare l’alimentazione della fauna locale può essere dannoso per gli animali stessi e, in alcuni parchi naturali, è un’infrazione sanzionabile.
8. Fotografare le persone senza chiedere il permesso
Vale soprattutto per ritratti ravvicinati in contesti religiosi, culturali o semplicemente privati: chiedere il permesso prima di scattare è una forma di rispetto, oltre che una buona norma legale in diversi paesi.
9. Non informarsi sui divieti “insoliti” del paese di destinazione
Alcuni paesi hanno regole che sembrano assurde viste da fuori, ma vanno rispettate. Singapore è l’esempio più noto: masticare gomme da masticare è vietato (salvo eccezioni terapeutiche), e la multa per chi viene sorpreso può essere piuttosto salata.
10. Mettere in valigia una power bank troppo potente
Le power bank vanno trasportate solo nel bagaglio a mano, mai in stiva. Il limite standard, valido per la maggior parte delle compagnie aeree senza bisogno di autorizzazioni particolari, è di 100 Wh (circa 27.000 mAh), con un massimo di due unità per passeggero. Alcuni paesi applicano controlli molto severi anche oltre questo limite: la Cina, per esempio, dal 2025 richiede che la power bank riporti la marcatura CCC (o 3C) per essere ammessa sui voli interni al paese, e i controlli in aeroporto su questo punto sono rigorosi. Prima di partire, conviene sempre verificare sia il limite di Wh della propria compagnia aerea sia eventuali requisiti specifici del paese di destinazione.
11. Scegliere l’alloggio solo in base al prezzo più basso
Viaggiare low cost va benissimo, ma se un alloggio costa molto meno della media della zona spesso c’è un motivo: è lontano dai punti di interesse, non è pulito o non offre alcun servizio. Prima di prenotare, leggi sempre le recensioni, in particolare quelle lasciate da altri viaggiatori italiani, che spesso notano dettagli che ad altre nazionalità sfuggono.
12. Portare a casa souvenir naturali come sabbia, sassi o conchiglie
In molte destinazioni, spiagge comprese, portare via elementi naturali è vietato perché altera l’ecosistema locale, anche in piccola quantità. In diversi paesi (dalle Hawaii ad alcune isole greche) è una violazione che può costare una sanzione salata.
13. Non fotografare l’auto a noleggio al ritiro
Nella fretta di lasciare l’aeroporto, questo passaggio viene spesso saltato. Fotografa carrozzeria, cerchi e interni prima di partire con l’auto: è la tua prova in caso di contestazioni al rientro, perché non tutte le compagnie di noleggio sono corrette sulla valutazione dei danni.
14. Non fare la copertura assicurativa completa sull’auto a noleggio
Molti si affidano alla fortuna pensando che non capiterà nulla. Ma la copertura completa, anche se ha un costo iniziale più alto, è quella che ti salva davvero il portafoglio in caso di incidente o danno.
💡 Per il noleggio auto io prenoto sempre tramite DiscoverCars, che confronta le compagnie e permette di scegliere subito una copertura completa in fase di prenotazione.
15. Non verificare se serve la patente internazionale per il noleggio auto
La patente italiana da sola non basta ovunque. In diversi paesi, come Giappone, alcuni stati degli Stati Uniti e diverse destinazioni asiatiche, per noleggiare un’auto serve anche la patente internazionale o una traduzione giurata. Senza, rischi di non poter ritirare l’auto già prenotata, con relativa perdita dei soldi versati.
Gli errori che fanno anche i viaggiatori esperti
Questi sono più subdoli: capitano proprio a chi viaggia spesso, perché dà per scontati alcuni passaggi.
1. Non salvare i documenti in una copia digitale
Avere una foto o una scansione di passaporto, carta d’identità, patente e polizza assicurativa in cloud (o via email a te stesso) velocizza moltissimo le pratiche in caso di furto o smarrimento, sia in ambasciata sia con l’assicurazione.
2. Non avvisare la banca del viaggio
Alcune carte vengono bloccate in automatico per movimenti sospetti appena vengono usate all’estero, soprattutto fuori dall’UE. Un blocco simile, in un paese straniero, può diventare un problema serio se non hai contanti o un’altra carta di riserva.
💡 Io per viaggiare uso sempre Revolut: è pensata proprio per i pagamenti all’estero e riduce il rischio di blocchi imprevisti sulla carta principale.
3. Non controllare le regole doganali sull’importazione di cibo
Qui casca spesso anche chi viaggia da anni. Un esempio molto concreto: dal 12 aprile 2025 il Regno Unito ha vietato l’ingresso di prodotti lattiero-caseari e di carne provenienti dall’UE per uso personale. per fare un esempio banale, anche il Parmigiano Reggiano rientra nel divieto. Non conta se è sottovuoto, confezionato o comprato in duty free: se lo trovano in dogana viene sequestrato e distrutto, e rischi una multa fino a 5.000 sterline. Vale lo stesso principio per altri paesi con regole rigide sull’importazione di cibo e alcol, come Emirati Arabi, Singapore e Australia: conviene sempre controllare le regole doganali specifiche prima di mettere qualcosa in valigia.
💡 Se non sei sicuro se un prodotto è ammesso, il sito doganale ufficiale del paese di destinazione è sempre la fonte più affidabile, non i forum di viaggio.
4. Non controllare le regole doganali sui farmaci personali
Anche i farmaci che porti per uso personale possono creare problemi in dogana. Alcuni paesi richiedono una ricetta medica in originale (a volte tradotta) anche per medicinali che in Italia si comprano senza ricetta, altri vietano del tutto principi attivi comuni, come alcuni antidolorifici o ansiolitici, che altrove sono considerati sostanze controllate. Emirati Arabi, Arabia Saudita, Giappone e Singapore sono tra i paesi più rigidi su questo punto. Conviene sempre portare i farmaci nella confezione originale, con il foglietto illustrativo, e chiedere al proprio medico un breve certificato che indichi la terapia in corso, soprattutto per chi viaggia con farmaci salvavita o soggetti a prescrizione.
5. Non pensare al jet lag nella pianificazione dei primi giorni
Programmare un tour intensivo nelle prime 24-48 ore dopo un volo intercontinentale è un classico errore anche di chi viaggia spesso. Meglio lasciare il primo giorno più leggero, soprattutto se il fuso orario cambia di parecchie ore.
6. Non controllare scioperi o festività locali nel periodo del viaggio
Uno sciopero dei trasporti pubblici o dei controllori di volo può stravolgere un itinerario organizzato nei minimi dettagli. Anche le festività e le ricorrenze religiose contano: possono voler dire negozi chiusi, prezzi più alti o, al contrario, città semi deserte con servizi ridotti. Un esempio concreto è il Ramadan nei paesi arabi, durante il quale siti archeologici e musei applicano spesso orari ridotti rispetto al resto dell’anno. Visitare questi paesi in quel periodo richiede quindi un’organizzazione più attenta e una tabella di marcia più rigida, per non rischiare di trovare chiuso proprio nel momento in cui avevi programmato una tappa. Ne parlo nel dettaglio nel mio itinerario in Giordania durante il Ramadan.
7. Non controllare i giorni di chiusura di musei e attrazioni
Capita di organizzare un’intera giornata intorno a un museo o a un sito archeologico e scoprire, arrivati sul posto, che è chiuso proprio quel giorno. Il lunedì, per esempio, è il giorno di chiusura tipico di molti musei europei. Controlla sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale prima di inserire una tappa nell’itinerario.
8. Non controllare il voltaggio elettrico locale, non solo la forma della presa
Un adattatore risolve solo il problema della forma della presa, non quello del voltaggio. Alcuni dispositivi senza doppio voltaggio, come phon o piastre per capelli, rischiano di bruciarsi se collegati a una rete elettrica diversa da quella per cui sono progettati, anche con l’adattatore giusto. Il Giappone, ad esempio, utilizza una tensione di 100 Volt, ben diversa dai 220-230 Volt della rete italiana. Portare un normale phon italiano significa rischiare di danneggiarlo oppure di vederlo funzionare a potenza ridotta. Prima di partire, controlla se il tuo apparecchio supporta il doppio voltaggio (100-240V): solo in quel caso puoi usarlo in sicurezza, altrimenti conviene acquistarne uno direttamente sul posto.
9. Non salvare gli indirizzi in caratteri locali
Nei paesi con un alfabeto diverso dal nostro, come Cina, Giappone, Corea del Sud o i paesi arabi, avere l’indirizzo scritto anche nella lingua e nell’alfabeto locale (per esempio dell’hotel) è molto utile per taxi e navigatori. Mostrare l’indirizzo scritto in caratteri locali a un tassista risolve gran parte dei problemi di comunicazione.
10. Non scaricare le mappe offline
Si dà per scontato di avere sempre connessione, ma in molte zone (montagna, aree rurali, alcuni parchi naturali) la rete semplicemente non arriva. Scarica le mappe offline della destinazione prima di partire: bastano pochi minuti e ti evitano di perderti quando meno te lo aspetti.
11. Non informarsi sulle vaccinazioni necessarie o raccomandate
Alcuni paesi richiedono vaccinazioni obbligatorie per l’ingresso, altri le raccomandano fortemente in base alle zone che visiti. Conviene rivolgersi per tempo al centro vaccinazioni internazionali più vicino, perché alcuni vaccini, come quello contro il tifo, prevedono un richiamo per essere davvero efficaci e vanno programmati con settimane di anticipo.
12. Non registrarsi su “Dove Siamo Nel Mondo” prima di partire
La Farnesina mette a disposizione il portale Viaggiare Sicuri e il servizio Dove Siamo nel Mondo, dove puoi segnalare gratuitamente il tuo itinerario di viaggio. In caso di emergenza (calamità naturali, crisi politiche, eventi critici) le autorità italiane sanno che ti trovi in quella zona e possono attivare più rapidamente l’assistenza.
Domande frequenti (FAQs)
Serve davvero l'ETA per il Regno Unito se faccio solo scalo?
Dipende dal tipo di transito. Se resti nella zona internazionale di Heathrow o Manchester senza passare dal controllo passaporti, in alcuni casi non serve. In tutti gli altri casi, incluso il cambio di terminal o di biglietto, è meglio richiederla prima di partire per non rischiare l’imbarco negato.
Posso portare il parmigiano nel Regno Unito se è sottovuoto?
No. Dal 2025 il divieto sui prodotti lattiero-caseari dall’UE vale anche per prodotti sigillati, sottovuoto o comprati in duty free. Il rischio è il sequestro e una multa.
Conviene fare l'assicurazione sanitaria anche per viaggi brevi in Europa?
Sì, anche se sei coperto dalla tessera sanitaria europea. La copertura pubblica non include tutto, per esempio il rimpatrio sanitario o le cure in strutture private.
A cosa serve registrarsi su Viaggiare Sicuri prima di partire?
Serve a segnalare il tuo itinerario alla Farnesina in modo gratuito, così in caso di emergenza nel paese in cui ti trovi le autorità italiane sanno che sei lì e possono attivare più rapidamente l’assistenza.
Mi serve sempre la patente internazionale per noleggiare un'auto all'estero?
Non sempre, dipende dal paese. In diversi paesi extra-UE, come Giappone o alcuni stati USA, è richiesta insieme alla patente italiana. Controlla le regole della destinazione prima di prenotare, così eviti di arrivare al banco del noleggio senza il documento giusto.
Pippi
L’Esploratrice Instancabile... Da bambina viaggiava solo con l’immaginazione, oggi non si ferma mai. Divoratrice di città, musei e culture, Pippi organizza ogni itinerario al dettaglio, con timetable alla mano... rigorosamente con scarpe comode e zaino in spalla.
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